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Chi rompe paga, ma se è stata la colf?

In teoria il datore di lavoro può rivalersi sul dipendente. Ma nella realtà... Tanto vale cautelarsi. Ecco qualche consiglio.

Chi rompe paga, ma se è stata la colf? Chi rompe paga, ma se è stata la colf?
di Bruno Benelli

Che succede se la colf rompe il lampadario che sta pulendo o il prezioso vaso cinese lasciato in eredità dal nonno? O con gli acidi rovina il lavello della cucina o, peggio, fa cadere un vaso su una macchina in sosta?I danni causati dalla colf sono purtroppo all'ordine del giorno, perché, come ci dicono le statistiche dell'Inail, gli infortuni che sorgono nel chiuso delle mura domestiche sono milioni.Vediamo quali rimedi ha il datore di lavoro per farsi rimborsare i danni.DOLO O COLPAL'art. 2104 Codice civile dice che il lavoratore è responsabile dei danni causati nello svolgimento dell'attività. Perciò il datore di lavoro ha diritto di essere risarcito del danno provocato dalla colf. Ma solo quando il comportamento della interessata è doloso o quanto meno colposo, cioè determinato da imprudenza, negligenza, disattenzione.CINQUE ANNIIn questi casi il datore di lavoro può chiedere per iscritto (“carta canta”) il risarcimento dei danni con la esatta quantificazione di essi. E per fare ciò ha cinque anni di tempo dal momento del danno, pena la prescrizione del diritto.Guardiamo però alla vicenda con spirito pratico e chiediamoci: la colf è in grado di risarcire il danno, quando esso è di varie migliaia di euro? La risposta è in genere negativa per cui la famiglia deve ricorrere alla lite giudiziaria con l'inevitabile immediato licenziamento della interessata, anche nei casi in cui la colf sul lavoro è stimata, salvo il malaugurato incidente.TRATTENUTA MENSILEE' meglio perciò mettersi d'accordo subito e accettare la restituzione di una certa somma mensile fino alla soddisfazione del danno. Secondo la giurisprudenza, la trattenuta non deve  superare il 10% del salario. In caso di cessazione del rapporto di lavoro si può trattenere la somma fino a un quinto del trattamento di fine rapporto. E nulla di più.DANNO A TERZISe poi il vaso rovina l'auto sotto casa, a pagare è sempre la colf almeno in linea teorica. Qui però la faccenda si complica, perché l'art. 2049 del Codice civile allarga la responsabilità anche al datore di lavoro per il fatto illecito della colf. E poiché si tratta di un danno patrimoniale  è chiaro che il padrone della macchina ha tutto l'interesse a rivolgersi al datore di lavoro (e se del caso a citarlo in giudizio con la colf) per avere più probabilità di essere risarcito.Se il datore di lavoro viene condannato a pagare dal tribunale poi ha l'azione di rivalsa nei confronti della colf per avere il rimborso delle somme. Ma qui torniamo alle difficoltà già evidenziate.POLIZZA ASSICURATIVADa qualunque parte la si giri per il datore di lavoro è sempre un bel guaio. Anche perché i contributi versati all'Inps garantiscono la colf contro i rischi della vecchiaia, invalidità e morte e quelli versati a Inail contro gli infortuni sul lavoro, ma non hanno nulla a che vedere con i danni a cose e persone. Quali rimedi allora per  evitare i danni? Basta un cenno a due:- una scelta superoculata della donna che entra a lavorare nella nostra casa;- una polizza con una compagnia di assicurazione per garantirsi dai negativi risvolti finanziari degli incidenti.

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