Sa chi è stato favorito sul serio dalla legge sulla par condicio? Io. Aveva ragione Nicola Piepoli: Storace è molto noto, ma poco conosciuto. Di persona rende assai più che in televisione. E allora sa che cosa ho fatto? Ho buttato a mare la tv e me ne sono andato in giro per marciapiedi. Benedetta la par condicio".
In attesa di insediarsi alla guida della Regione Lazio, Francesco Storace racconta il miracolo di una vittoria impossibile e accende la miccia dei primi petardi che farà scoppiare appena entrato nella stanza dei bottoni. Ma la partenza è d'obbligo: commemorare la buonanima di Epurator, il fascistone cattivo e strafottente che gli avversari hanno portato in processione attraverso l'intera campagna elettorale. "Epurator non è mai esistito. Io non sono mai stato intollerante".
Non dirà che l'anatema alla Camera contro le "unghie laccate" del verde Mauro Paissan fosse un mazzo di rose.
È l'unico episodio infelice che posso rimproverarmi. D'altra parte anche Massimo D'Alema ha lanciato una bomba molotov e poi è finito a Palazzo Chigi. Ma con Paissan riparai chiedendogli pubblicamente scusa in commissione parlamentare di Vigilanza, nel momento stesso in cui lo nominavo relatore della delibera più delicata, quella sul pluralismo. Naturalmente nessun giornale pubblicò la notizia delle scuse.
Che cosa le resta del vecchio Msi?
La tenacia. L'orgoglio di una destra che vuole dimostrare di essere credibile. Chi aveva paura di trovare sulle schede il voto per il Polo e per Badaloni ha dovuto ricredersi. Ho ricevuto 96.500 voti più della coalizione. C'è chi ha votato per Rifondazione, per i Democratici, per i Ds e per me.
Adesso che ha la bicicletta, vediamo come sa pedalare. Cominciamo dalla sanità: 12 mila miliardi all'anno su 25 mila dell'intero bilancio regionale. Da dove comincia?
Da prevenzione e riabilitazione. Finora si è lavorato soprattutto sull'emergenza. Vorrei indurre i cittadini ad accettare la fatica della prevenzione. Quella che ormai è una vera epidemia tumorale richiede una grande battaglia politica e civile.
La convince quel che ha fatto in Lombardia la giunta di Roberto Formigoni?
Ho appena incontrato Formigoni. È stato un atto simbolico perché il modello sanitario lombardo è da esportare. Il buono salute è un principio da introdurre anche nel Lazio, compatibilmente con le esigenze di bilancio.
I medici?
Vanno riqualificati. Il decreto Bindi limita la libertà del professionista mortificandolo. Mi sto chiedendo se posso bloccarne l'attuazione.
Come fa a bloccare una legge dello Stato?
Una segnalazione in questo senso mi è stata fatta dai medici del Policlinico Umberto I. Vedremo.
In concreto quale idea di sanità ha in mente?
Consentire al cittadino di scegliere il medico di cui si fida e non quello impostogli dallo Stato. Ho trovato nella sanità pubblica operatori fantastici: tra i settori pubblici, la sanità è quello in cui è più alto il senso del dovere. E ho riscontrato una grande voglia di dialogo. Ma non possiamo accettare che una persona debba aspettare mesi in una struttura pubblica per ottenere quello che può avere in un giorno, pagando, in una struttura privata.
Intende imitare la Lombardia anche per la scuola?
Sì. La Costituzione vieta allo Stato di finanziare la scuola privata, ma impone di sostenere la famiglia. E noi la sosterremo con formule diverse: contributi sui trasporti, sui libri di testo, sulle rette scolastiche.
Che significa per lei la "devolution" di Umberto Bossi?
Trasferire poteri alle regioni. Coordinamento tra le diverse regioni. Il mio incontro con Formigoni è la partenza della devolution. Al legame tra le regioni del Nord dovrà corrispondere anche l'intesa di quelle del Centro-Sud.
Bossi parla anche di una polizia regionale. Lei è d'accordo?
Non c'è bisogno di istituire nuovi corpi di polizia, ma coordinare meglio l'azione di quelli che esistono. La sicurezza nasce anche dal confronto dei dati sull'abusivismo edilizio e commerciale, dal confronto con i dati nazionali sull'immigrazione e con quelli regionali, per esempio, sui campi nomadi.
Che significa, in concreto?
A mio giudizio non dovranno essere istituiti campi nomadi senza il parere vincolante della circoscrizione interessata. E poi dovranno farsi alcune verifiche essenziali. Intorno ai campi nomadi aumenta la criminalità? Baderemo a questo, ma baderemo anche a far crescere le occasioni di lavoro. La nostra sarà una politica sociale e non soltanto "criminale" come dice la sinistra.
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