2.891.000: il prezzo della felicità

È il sogno di molti: smettere di lavorare e vivere per sempre di rendita. Ma quanto costa realizzarlo? La Merrill Lynch lo ha calcolato per Panorama. Risultato: quasi 3 milioni. Una cifra che permette di avere 5 mila euro al mese e salvare il capitale » Grafici

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di Guido Fontanelli

Vi siete mai chiesti quanto costa la felicità? Panorama, insieme alla banca d'affari Merrill Lynch, ha trovato la risposta: circa 3 milioni di euro. Per la precisione 2.891.000 euro. Con questa cifra si può comprare la cosa più sognata, desiderata, agognata da tante donne e tanti uomini: smettere di lavorare e vivere di rendita.

Sì, assaporare il gusto di poter dire addio al capufficio, di urlare ai colleghi «lavoratori... tié» come Alberto Sordi nella celebre scena dei Vitelloni, di finirla per sempre con code in macchina, orari, ordini, stress e cedolini paga.

Un sogno costoso: con 2,9 milioni di euro una famiglia media italiana può ritirarsi e vivere di rendita mantenendo un buon tenore di vita. Ma, sembra incredibile, perfino con quella cifra non diventa davvero ricca.

LA FORMULA DEL BENESSERE

Nel centro di Milano, in via Manzoni, sopra il grande store di Giorgio Armani, lavora Gianluca Bussolati, responsabile del Wealth management per la Merrill Lynch italiana. Questo manager di 46 anni si occupa della gestione dei patrimoni di gente benestante. Una popolazione che la banca d'affari americana segue con particolare attenzione e alla quale ogni anno dedica uno studio internazionale insieme alla Cap Gemini.

Per scovare il prezzo della felicità gli esperti della Merrill Lynch si sono dati tre parametri: la famiglia deve essere composta da una coppia di 40-50enni, con uno-due figli e con almeno una casa di proprietà (ed è così per il 70 per cento delle famiglie italiane); il patrimonio da calcolare deve garantire una rendita mensile netta di 5 mila euro (il doppio della spesa mensile di una famiglia media); il capitale non deve svalutarsi nel tempo.

Una situazione dunque di grande benessere, con una solida tranquillità per il futuro.

Beh, materializzare questo bel quadretto costa appunto 2,9 milioni di euro, tenendo conto di un'inflazione media del 3 per cento e ipotizzando che il gruzzolo renda il 5 per cento all'anno. E il sogno di comprarsi la Rolls-Royce o di volare sul proprio Gulfstream? Resta nel cassetto. Al massimo, belle vacanze e buone scuole per i figli.

E in più bisogna anche accettare qualche rischio: la Merrill Lynch ha ipotizzato che, per rendere il 5 per cento, questo patrimonio venga investito in un portafoglio di titoli molto simile a quello utilizzato dai milionari europei: 25 per cento in azioni, 45 in obbligazioni, 20 in liquidità e il restante 10 per cento in prodotti più sofisticati come gli hedge fund.

Se fosse investito solo in obbligazioni, ci vorrebbero 7,8 milioni di euro per riuscire a ricavare quei 60 mila euro all'anno: non basterebbe neppure il superpremio di 5 milioni della lotteria nazionale.

IL SOGNO DEGLI ITALIANI

Ma davvero avere 5 mila euro al mese di rendita è un obiettivo ragionevole per eliminare per sempre il lavoro dalla vita? Gli italiani pensano di sì. Mentre la Merrill Lynch elaborava le sue ipotesi, Panorama ha affidato alla Simulation Intelligence Sìmera un sondaggio

Tre le domande: primo, quale capitale minimo dovrebbe avere in banca per poter smettere di lavorare per sempre; secondo, quale cifra mensile dovrebbe ricevere per ottenere lo stesso risultato; terzo, quali desideri realizzerebbe. La maggioranza assoluta degli intervistati ha risposto che dovrebbe avere 5 mila euro al mese, esattamente la stessa rendita ipotizzata da Panorama e Merrill Lynch.

Tuttavia, la maggioranza degli intervistati ha ampiamente sottostimato il capitale necessario: si illude che basti 1 milione di euro, o addirittura meno, per ottenere quella rendita.

In realtà, con gli attuali tassi di inflazione dopo 10 anni il milione di euro sarebbe quasi dimezzato.

Che poi con quel gruzzolo gli italiani riescano pure a soddisfare il loro primo desiderio, comprare una casa più grande, è molto improbabile.

Chi diventa ricco deve anche considerare che mantenere un alto tenore di vita ha un costo che cresce di più dell'inflazione (vedere schede in basso).

VITA DA RICCHI

Gli esperti suddividono il luccicante mondo dei ricchi in tre fasce: gli affluent (i benestanti) con un capitale finanziario di almeno 500 mila euro; gli high net worth individual (Hnwt) con oltre 1 milione; e gli ultra Hnwt, quelli che hanno più di 30 milioni. In Italia gli affluent sono circa 500 mila, i milionari (Hnwt) sono 200 mila. Chi sono e come vivono?

In genere sono uomini, di 50-55 anni, sposati (il divorzio rende più poveri), e in maggioranza hanno un'attività imprenditoriale o commerciale, anche piccola.

Non amano esibire: abitano in case belle, ne hanno una o due per le vacanze, indossano abiti di buona qualità ma di prezzo ragionevole.

I FANTASTICI, IRRAGGIUNGIBILI 5 PAPERONI

Bill Gates

Fondatore della Microsoft, l'uomo più ricco del mondo ha un patrimonio valutato 46 miliardi

di dollari.

Warren Buffett

Il finanziere americano, soprannominato l'Oracolo di Omaha per la fiducia che riscuote tra i suoi clienti,  è al secondo posto con 44 miliardi di dollari. La sua Berkshire è il singolo maggior azionista della Procter& Gamble.

Lakshmi Mittal

Indiano, è seduto su una montagna di 25 miliardi di dollari dopo avere creato

il massimo gruppo mondiale dell'acciaio.

Carlos Slim Helos

L'imprenditore messicano è l'uomo più ricco dell'America Latina grazie al suo gruppo

di telecomunicazioni. La sua fortuna ammonta a 23,8 miliardi di dollari.

Alwaleed bin Talal Alsaud

Già azionista della Mediaset, il principe saudita ha un portafoglio da 23,7 miliardi di dollari che comprende una fetta importante del capitale Citigroup, una delle più grandi banche del mondo.

Non guidano Ferrari o Rolls (altrimenti di queste vetture non se ne venderebbero poche centinaia l'anno), semmai un'auto tedesca che non dia troppo nell'occhio. È normale: uno studio condotto negli Stati Uniti e pubblicato nel libro The millionaires of the next door (I milionari della porta accanto) mostra che il tipico ricco americano conduce una vita semplice, spesso guida l'auto più venduta negli States.

Morale: chi accumula denaro con il lavoro non lo spreca ed è felice. Proprio il contrario di quello che succede a chi, di colpo, eredita una fortuna o vince un premio: negli Usa, un terzo dei vincitori della lotteria ha perduto l'intera ricchezza.

E un'indagine pubblicata dal quindicinale americano Forbes indica che dopo cinque anni dalla vincita di una grande somma si torna allo stesso livello di felicità. Gestire la ricchezza non è mestiere che s'improvvisa.

I SOLDI DANNO LA FELICITÀ

Se non avete vinto alla lotteria, non avete ereditato dallo zio d'America, non siete Stefano Ricucci o non avete sposato un milionario, potrete comunque consolarvi al pensiero che il denaro non dà la felicità... Sbagliato: può darsi che non apra le porte del Paradiso, come dice il Vangelo, ma sulla Terra il denaro rende felici, salute permettendo.

Da qualche anno economisti e psicologi hanno iniziato a studiare la correlazione tra ricchezza e felicità e hanno scoperto che in effetti, al crescere della prima, sale la seconda. Gli economisti hanno messo a confronto il livello di felicità nei vari paesi e hanno concluso che in quelli dove il reddito è più basso la gente è meno contenta, mentre lo è di più nelle nazioni più ricche.

La scoperta dell'acqua calda, direte.

Eppure, ci sono casi come il Giappone, dove il livello di felicità è uguale agli anni Cinquanta, sebbene il reddito sia decuplicato.

Questo ha forse a che fare con le aspettative: l'economista Ronald Inglehart ha per esempio scoperto che le persone erano più felici in Bangladesh o in Turchia che nei paesi del blocco sovietico, proprio perché in questi ultimi lo spazio di miglioramento individuale era praticamente nullo.

E scendendo all'individuo, un sondaggio condotto nel 2002 dalla società High net worth di New York ha mostrato che l'86 per cento delle persone che vivono di rendita (con patrimonio superiore al milione di euro) dice che il successo e la sicurezza finanziaria sono i fattori più importanti per la loro felicità. L'83 per cento ritiene che i soldi risolvano i problemi invece di crearli.

E il 59 per cento degli intervistati sostiene di essere diventato più felice con l'aumentare della ricchezza.

Il problema è come si usano i soldi.

Secondo Robert Frank, economista della Cornell University (stato di New York), «se utilizziamo l'aumento del reddito per acquistare case più grandi o auto più costose, non diventiamo più felici.

Ma se acquistiamo beni immateriali, come la libertà da un lavoro stressante o da lunghi spostamenti quotidiani in auto, allora la situazione cambia».

Riallocare il tempo per dedicarlo di più alla famiglia e agli amici: questo rende davvero più felici. Infatti il tipico vincitore della lotteria tende a cambiare vita, a trasferirsi in un quartiere più ricco, a concedersi un tenore di vita molto più alto di prima.

Il risultato è che si allontana dal suo ambiente, perde gli amici, resta più solo e rischia di diventare triste.

Guidare una Ferrari senza nessuno accanto alla fine risulta un po' deprimente.

Un'altra scoperta degli psicologi è che spesso le persone felici sono quelle diventate ricche nell'ultima parte della loro vita.

Il che ci apre una nuova prospettiva. Non solo la ricchezza dà la felicità, ma essere felici aiuta forse a diventare ricchi?

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