Incubo a Brescia: in classe con l'orco

Due scuole materne, un processo che sta per concludersi, un altro appena iniziato. Imputati: maestre, bidelli, e sacerdoti. E in un terzo asilo le mamme denunciano... E la Francia, contro pedofili e violentatori, propone la sperimentazione della castrazione chimica: che ne dite?

Incubo a Brescia: in classe con l'orco Incubo a Brescia: in classe con l'orco

Bambini abusati, madri agguerrite, maestre e preti alla gogna: Brescia la cattolica ci ha fatto il callo.

Ormai da quattro anni la città di Papa Paolo VI è costretta a fare i conti con lo spettro della pedofilia: due asili, una trentina di bambini coinvolti, oltre 20 indagati, due maestre ancora agli arresti.

Innocentisti e colpevolisti si scontrano in piazza, tra fiaccolate e raccolte di firme, mentre nelle aule giudiziarie si tengono i processi.

Ma purtroppo non è finita qui.

Un'altra tegola sta per abbattersi sulla città.

Secondo quanto risulta a Panorama, una terza scuola materna, la San Filippo Neri, è da tempo oggetto di una indagine coordinata dalla procura e condotta dai carabinieri. Il tutto è partito dalle denunce di alcune madri che avrebbero riscontrato nei bambini, di età compresa tra i 3 e 5 anni, sintomi e segni di abusi.

Gli accertamenti proseguono, nulla trapela dagli uffici del procuratore capo Giancarlo Tarquini, ma sembra che dopo l'incidente probatorio un paio di maestre sarebbero state raggiunte da un avviso di garanzia.

Panorama ha incontrato le madri che hanno denunciato gli abusi. Racconta la prima: «Il bambino ha raccontato alla nonna che dopo la pappa la maestra li porta in bagno e gli fa fare brutti giochi». E giù con particolari su «pisellino» e «farfallina».

«Mi sono sentita sprofondare, ho ripensato a quando tornava a casa e lamentava dolori al sederino e spesso aveva le mutandine sporche di sangue».

I racconti  entrano nei particolari.

 Una donna: «Mio figlio mi diceva: questo è un segreto che non va confidato a nessuno. La maestra dice che se te lo racconto tu non mi vorrai più bene». È la volta di un'altra madre: «Mi implorava di rimanere a casa, si era attaccato al padre, voleva dormire con lui e diceva: se no arrivano i cattivi e me lo uccidono».

L'inchiesta su questa terza scuola materna arriva proprio mentre a Brescia si stanno svolgendo altri due processi per pedofilia.

Il primo, la cui sentenza dovrebbe essere emessa a dicembre, riguarda presunti abusi commessi alla scuola materna Abba nel 2001: sul banco degli imputati ci sono un ausiliario, due bidelle e la coordinatrice scolastica.

Il secondo processo, a carico di due maestre che sono tuttora agli arresti domiciliari, è iniziato il mese scorso per gli abusi che sarebbero stati commessi nel 2003 alla Sorelli, vicino alla chiesa di San Faustino, nel centro storico.

Sempre in questo asilo c'è un secondo filone di indagini che riguarda 10 persone, tra le quali tre sacerdoti. Secondo l'accusa, i bambini sarebbero stati portati dalle maestre fuori dall'edificio per partecipare a feste mascherate in cui sarebbero stati violentati.

E qui la città si è spaccata.

Chi si dice convinto che tutta la vicenda sia una colossale montatura è don Mario Neva, assistente spirituale all'Università Cattolica, che ha condotto una sua personale controinchiesta.

«Conosco bene tutti gli indagati, non solo i sacerdoti, e anche le famiglie che li accusano» dice il religioso, che la notte toglie le prostitute dalle strade.

«Ho ascoltato tutti: siamo in presenza di una grande contaminazione dovuta all'incapacità di molti soggetti che hanno gestito questo problema.

Le psicologhe sono delle mine vaganti che procedono per gusti personali. I tre magistrati donna hanno sempre avuto una tesi precostituita».

I toni di don Neva si fanno più accesi quando si parla dell'associazione per la lotta contro la pedofilia Prometeo.

Dietro questo clima da caccia alle streghe ci sarebbe proprio il presidente della Prometeo, Massimiliano Frassi, «un giovane non equilibrato che dovrebbe sopportare una perizia psicologica. Lui deve tacere e basta».

Frassi, che si è interessato alla vicenda solo dopo che era venuta a galla, ribatte e alza il tiro: «Trovo assurdo che la curia non si schieri dalla parte delle vittime. Abbiamo analizzato le perizie con l'aiuto di investigatori stranieri.

La conclusione è che tutto quello che è successo va inquadrato nella più ampia fattispecie degli abusi ritualistici di stampo satanico. Gli elementi ci sono tutti: escrementi, torture, croci, religiosi deviati. D'altronde la stessa perizia del tribunale parla di abusi ritualistici».

La conclusione alla quale approdano gli esperti nominati dal tribunale è che gli abusi ci sono stati: «Una bambina di 5 anni non può arrivare a una contaminazione mentale così impensabile come descrivere un prete amico intimo di famiglia che defeca e le fa mangiare i propri escrementi».

Un eventuale fraintendimento collettivo viene escluso «in quanto tutti questi bambini, che si trovano in normali condizioni percettive, riportano la stessa narrazione dei fatti».

Alla luce della ferrea convinzione di don Neva fa riflettere la frase detta da don Armando Nolli (uno dei 12 indagati alla scuola Sorelli) che con un altro prete e due bidelle dovrebbe essere prosciolto: «Ne sono fuori, ma resto preoccupato e prego per i bambini violati».

STORIA DI UNO SCANDALO SENZA FINE

Novembre 2001

La scuola materna Abba di Brescia finisce al centro di indagini per pedofilia. Sul banco degli imputati ci sono un ausiliario, due bidelle e la coordinatrice scolastica. I bambini coinvolti sono cinque. Il processo è in corso, la sentenza è attesa entro la fine dell'anno.

Maggio 2003

Ancora pedofilia, per abusi sui bambini avvenuti fuori e dentro l'istituto, ma in un'altra scuola materna, la Sorelli. Vengono arrestate due maestre. Una di loro lavorava nella prima scuola al tempo dello scandalo del 2001 ma non era stata coinvolta in nessun modo nell'inchiesta. L'altra, nel 1975 era finita al centro di una vecchia inchiesta per abusi e poi prosciolta.

Giugno 2004

L'inchiesta sulla Sorelli continua. Ci sono altri 10 indagati (4 maestre, 3 bidelli e 3 sacerdoti). Ma solo le 2 maestre arrestate vanno a processo, per il secondo troncone c'è un supplemento d'indagine. I bambini sono 23.

Ottobre 2004

Parte il processo alle due maestre, che intanto sono agli arresti domiciliari.

Nel frattempo la procura chiude la seconda tranche d'indagine. Per due sacerdoti e due bidelle si profila l'archiviazione.  

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