Scalate di ghiaccio

Dalle piste di Champoluc e di Brusson alle arrampicate più ardite sul Rosa.

Scalate di ghiaccio
di Damiano Iovino

Ramponi, casco, corda, piccozze, un bel po' di coraggio e l'assistenza di una guida alpina, specie nelle prime esperienze. È quello che serve per scalare una cascata di ghiaccio. Sport molto stagionale, che si affronta tra gennaio e febbraio, quando la temperatura scende sotto lo zero e i salti d'acqua sulle rocce si trasformano in cattedrali gelate. Come accade nella Val d'Ayas, sulle pendici valdostane del Monte Rosa, tra stazioni sciistiche note come Champoluc e gioielli di architettura tradizionale come Antagnod.

Tra i 1.600 metri del fondovalle e i 4.221 della punta Castore si trovano un'infinità di cascate di ghiaccio con vari gradi di difficoltà. Una delle più facili è quella di Mascognaz, illuminata dopo il tramonto e indicata per il debutto in questo sport estremo, sintesi tra l'alpinismo classico e il free climbing. Gli esordienti possono affittare dalle guide alpine di Ayas l'attrezzatura, compresa l'imbracatura alla quale si aggancia la corda di sicurezza. I più esperti risalgono con le racchette da neve o con sci e pelli di foca il Vallone delle Cime Bianche sino alla cascata dell'Alpe Cortot.

La Val d'Ayas offre anche fantastici percorsi per gli amanti del fuori pista, ma non è solo sport estremo. Gli appassionati di sci di fondo hanno a disposizione 60 chilometri di piste, tra cui quella di Brusson, una delle più quotate nel circuito internazionale. E per lo sci alpino, oltre ai nuovi impianti di Antagnod e di Palasinaz, ci sono le piste di Champoluc, le migliori del Monterosa Ski, il comprensorio che con le piste di Gressoney e di Alagna Valsesia offre un tracciato di 200 chilometri. Per il relax del dopo sci, molti alberghi della zona si sono dotati di centri fitness e alcuni offrono l'antica terapia dei bagni di fieno caldo.  

ICE CLIMBING IN SICUREZZA

Marco Spataro è una delle guide alpine di Champoluc che insegna a scalare le cascate di ghiaccio. Ai suoi allievi consiglia poche e fondamentali regole per affrontare questa esperienza.

 1. Bisogna avere due piccozze, ramponi da ghiaccio, scarponi d'alta montagna, chiodi da ghiaccio (che si possono avvitare in parete con una mano sola) e due corde da 50 metri l'una.

2. L'abbigliamento deve essere multistrato, in materiale impermeabile ma traspirante. Nello zaino non devono mancare un paio di guanti di ricambio e un giubbetto di piumino, per riscaldarsi se si sente freddo.

3. Durante le ascensioni è bene avere con sé un thermos di bevande calde e cibi energetici (barrette o cioccolato).

4. Le prime arrampicate vanno fatte su salite poco ripide e sempre con l'assistenza di una guida alpina, per prendere confidenza con l'attrezzatura e imparare la tecnica della corda doppia, per scendere in sicurezza una volta arrivati in cima.

5. Evitare giornate con forti variazioni di temperatura: non solo dal freddo al caldo, quando il ghiaccio si scioglie, ma anche dal caldo al freddo, perché il nuovo ghiaccio può essere fragile.

PER UNA VACANZA BENE ORGANIZZATA

Aiat Monte Rosa

Tel. 0125307113

Guide alpine presso scuola di sci

Tel. 0125307194

Costo ski-pass giornaliero

32 euro

Dove dormire

Ayas: Monte Rosa, tel. 0125305735

Brusson: Italia, tel. 0125300114

Champoluc: Relais des Glaciers, con bagni di fieno, tel.0125308721

Dove mangiare

Brusson: Bilboquet, tel. 0125300511

Champoluc: Petit Coq, tel. 0125307997

Tana del Lupo, 0125306727

 

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