| UN LIBRO RACCONTA L'INCOSTANZA AMOROSA | ||
| Il magnifico infedele | ||
| Non c'è grande passione senza tradimento. È quanto sembrano suggerire i ritratti dei più celebri personaggi del Novecento. | ||
| 31/10/2002 | ||
| URL: http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001015976 | ||
| Siamo per natura inaffidabili e la nostra cultura è fondata sul tradimento: quello di Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre, quello di Cristo venduto per 30 denari. James Hillman, psicoanalista americano, ne teorizzò addirittura il valore positivo in un saggio sul Tradimento. «Il tradimento è necessario» vi sosteneva, perché è un'imprescindibile tappa nella crescita dell'individuo, l'ineliminabile «uccisione del padre», per diventare adulti capaci di assumersi le proprie responsabilità. Dunque la galleria di celebri traditori, dal titolo Infedeli, che Laura Laurenzi mette in mostra in un nuovo libro edito da Rizzoli, potrebbe essere addirittura la dimostrazione di un assunto: siamo tutti intrinsicamente incapaci di fedeltà. L'autrice racconta la vita erotica di 12 grandi personaggi, da Albert Einstein a Georges Simenon. «Grandi amori e grandi tradimenti del Novecento» recita il sottotitolo, sicché ci si fa l'idea che non esiste grande passione senza infedeltà. Sì, perché non ce n'è uno, maschio o femmina, di questi famosi seduttori che non abbia condito il matrimonio (ma non solo, anche la passione più coinvolgente della sua vita) con una serie di storie parallele, «scappatelle» per usare un termine che toglie drammaticità ai fatti, creando reazioni a catena di gelosie, sofferenze, abbandoni. Ognuno secondo le sue possibilità e il suo carattere. Albert Einstein, per esempio. Diceva dell'essere umano: «La metà superiore progetta e pensa, mentre la metà inferiore determina il nostro destino». E la sua vita sentimentale è lo specchio di questa scissione. Come marito fu un vero mostro, fedifrago, ingrato, gelido. Come padre anche peggio, a giudicare dai risultati: una figlia abbandonata e un altro schizofrenico, il terzo infelicissimo. Affetto da una specie di incontinenza sessuale, che peggiorò con la vecchiaia, seminò in famiglia tragedia e incomprensione. Che la freddezza del cuore sia tipica del genio? Lo si potrebbe dedurre dalle vicissitudini amorose di Pablo Picasso. Alla fine della vita anche lui si lascia dietro un cimitero di amori traditi. Passioni che furono per lui devastanti mentre le viveva e che divennero regolarmente la rovina delle poverette prescelte. Georges Simenon, che si vantava di aver posseduto 10 mila femmine, e che non riusciva a non tradire anche le donne che amava di più con la prima prostituta di passaggio, dovette scoprire da vecchio, in compagnia di un'ex domestica, umile e devota, quanto la vita fosse più riposante e piacevole senza sotterfugi. Yves Montand fu forse vittima del suo fascino irresistibile. Dopo aver sofferto come un vitellino per l'abbandono di Edith Piaf, si vendicò con un numero incalcolabile di donne sedotte e abbandonate, pronte a cadergli fra le braccia al richiamo del suo sguardo. La sua povera moglie, Simone Signoret, ne sopportò di tutti i colori fino a distruggersi con l'alcol. E persino Marilyn Monroe si disperò per lui, che scappò a gambe levate dopo poche notti d'amore. Le donne, traditrici anche loro, escono comunque scornate dalle trappole che tendono agli amanti. Maria Callas ebbe la carriera e la vita distrutte dalla passione che la legò ad Aristotele Onassis. Aveva tradito il fedelissimo marito-pigmalione Titta Meneghini, che non si riprese più, per l'armatore greco. E ricevette il benservito quando comparve all'orizzonte la più temibile mantide dei nostri giorni, Jacqueline Kennedy, anche lei a sua volta vittima di un marito fra i più infedeli della storia. Facendo un bilancio, insomma, si direbbe che il tradimento passa nella vita dei maschi senza costi eccessivi, se non finanziari, come capitò a Charlie Chaplin costretto a disfarsi delle ex mogli a suon di milioni. Mentre invece le donne ne sono spesso devastate. Prendiamo Marlene Dietrich, femme fatale per antonomasia. Le piacevano gli uomini famosi e ne ha collezionati davvero tanti, tradendoli spesso l'uno con l'altro. Da Gary Cooper a Erich Maria Remarque, da Jean Gabin a Orson Welles, da Yul Brinner a John Wayne a J.F. Kennedy (quando ha già 63 anni). Però fu spesso mollata da loro e qualche volta fu persino respinta (da Raf Vallone). Di Lady Diana conosciamo tutti l'aura di vittima: fu infedele, sì, ma perché ne aveva subite troppe da Carlo. E così la pittrice Frida Kahlo: se tradì ripetutamente l'adorato marito Diego Rivera, fu per prendersi rivincite o per lenire le ferite narcisistiche che lui continuamente le infliggeva. Del resto lo confessò Rivera: «Quando amavo una donna, più l'amavo e più volevo farle del male». Siamo creature complicate. Chissà che non avesse ragione Einstein quando diceva che il matrimonio «è incompatibile con la natura umana. Il 95 per cento degli uomini, e forse anche delle donne, non sono monagami per natura». Lo sa bene anche lo stuolo di mogli fedelissime e pubblicamente cornificate, che stoicamente sopportano storie parallele e figli illegittimi degli irriducibili consorti, come Danielle Mitterrand. Che le strane siano loro? |
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