Archivio Panorama

DODICI MESI DI VERNISSAGE
Queste mostre vi sedurranno
Dai sensuali ritratti di Velázquez alla disfatta umanità di Lucian Freud, dagli struggenti anni 50 alle audacie dell'arte contemporanea: tutti gli appuntamenti da non perdere.
di Ada Masoero
24/12/2004
URL: http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001028481
Per gli appassionati dell'arte il 2005 si annuncia ricco e saporito, con alcuni appuntamenti che saranno memorabili. Ad aprire le danze della stagione espositiva in Italia sarà Giovanni Boldini (1842-1931): un ruolo che si addice a meraviglia a questo sfavillante, mondanissimo pittore, che dopo essere stato uno degli artisti più amati dal gran mondo di fine Ottocento, beniamino dei protagonisti della Belle Epoque, fu poi liquidato come figura di second'ordine, puramente «virtuoso». A riportarlo alla ribalta, in un percorso fitto dei suoi più celebrati capolavori, arriva la mostra di Palazzo Zabarella a Padova, che dal 15 gennaio al 29 maggio farà rivivere i fasti dell'età gaudente che precedette la Grande guerra. Ferrarese, formato nell'ambiente macchiaiolo, una volta giunto a Parigi Giovanni Boldini divenne (come De Nittis, oggetto di una vasta e bella mostra ora a Roma, al Chiostro del Bramante, che a marzo si trasferirà a Milano, alla Fondazione Mazzotta) l'interprete del gusto della grande borghesia internazionale.

Stesso clima «upper class», ma spostato indietro di oltre un secolo, e da Parigi nell'Inghilterra aristocratica del Settecento, si respira nella mostra dedicata a Joshua Reynolds (1723-1792) a Ferrara, in Palazzo dei Diamanti, dal 13 febbraio al 1° maggio (poi a Londra, alla Tate Britain). Del pittore inglese la mostra espone una vera galleria di ritratti, una sorta di rappresentazione teatrale i cui protagonisti sono gli intellettuali, i nobiluomini e le dame più brillanti di Londra.

Un altro balzo indietro di due secoli ed eccoci nella Venezia del Cinquecento, capitale del gusto, dell'arte e del vivere. Al Museo Correr, dal 12 febbraio al 29 maggio va in scena Paolo Veronese (1528-1588), una mostra in arrivo dal Musée du Luxembourg di Parigi. Dell'artista l'ampia esposizione indaga proprio il versante più mondano. Dei tre grandi protagonisti dell'arte veneta del tempo (con Tiziano e Tintoretto) Veronese era quello più attratto dai temi profani, dallo sfolgorio della vita dei signori, dalla bellezza degli uomini e delle dame: protagonista così della stagione che vide il Rinascimento trascolorare nel Manierismo.

E Venezia, la Venezia ancora trionfante del primo Settecento, è al centro della mostra aperta dall'11 marzo al 19 giugno a Roma in Palazzo Giustiniani, dedicata al Canaletto (1697-1768). Vi saranno raccolti alcuni dei suoi più celebrati capolavori, spesso ricomponendo pendant (le vedute erano quasi sempre in coppia) che la dispersione delle collezioni aveva smembrato. Canaletto fu il grande innovatore del genere della veduta (sino ad allora considerato secondario) e colui che ne decretò una fama internazionale.

Quanto a Bernardo Bellotto (1720-1780), nipote del Canaletto, seppe diventare grande quanto lo zio guadagnandosi una larga fama nelle corti europee. E Bellotto, superbo vedutista anch'egli, ma di scenari soprattutto nordici (le vedute di Varsavia servirono da modello per la ricostruzione della città dopo i bombardamenti), sarà celebrato da una mostra al Kunsthistorisches Museum di Vienna, dal 15 marzo al 19 giugno.

Sempre in marzo si apre a Napoli un'altra mostra di grande valore scientifico e di forte impatto, frutto dei rapporti intessuti dal Polo museale napoletano con i maggiori musei italiani e stranieri: dal 19 marzo al 19 giugno il Museo di Capodimonte renderà infatti omaggio a Diego Velázquez, il maestro spagnolo che a Napoli soggiornò in due occasioni, nel 1630 e nel 1649. Una trentina di dipinti, scelti fra i suoi più significativi, ne seguiranno il percorso dagli esordi, nel segno di Caravaggio (con La vecchia che frigge le uova, e l'Adorazione dei Magi, ritmati da luci intense e ombre profonde), ai ritratti della maturità (Il conte-duca de Olivares a cavallo), fino alla sensuale Venere allo specchio, dipinta intorno al 1650, forse in Italia, certo sotto l'emozione dei nudi di Tiziano e Tintoretto.

Più di nicchia, ma davvero imperdibile, è la mostra dedicata a Brancusi (1876-1957) alla Peggy Guggenheim collection di Venezia dal 19 febbraio al 22 maggio: è la prima in Italia dedicata a questo artista, romeno di nascita e parigino per scelta, selvatico e misero, che è stato uno dei massimi scultori del Novecento. Accanto a cinque delle sue sculture, forme perfette ed essenziali, la mostra espone un nucleo magnifico di fotografie scattate dallo stesso Brancusi. Oltre che scultore, l'artista era infatti un fotografo d'eccezione, sperimentatore audace come l'amico Man Ray.

A Milano, in Palazzo Reale e in altre sedi cittadine, si apre il 3 marzo la grande mostra evento Anni Cinquanta (fino al 3 luglio). Un decennio cruciale per l'Italia, che usciva ferita dalla guerra ma più che decisa a risollevarsi. E proprio il clima positivo e ottimista della ricostruzione diventa il terreno di coltura ottimale per ogni sperimentazione, in ambito politico, sociale, industriale, culturale e, naturalmente, artistico: Lucio Fontana e gli spazialisti a Milano; a Roma la generazione di artisti che vive a fianco a fianco con gli espressionisti astratti americani; e poi il dibattito acceso e tutto politico tra realisti e astrattisti. Come già la grande mostra sugli anni Trenta (Milano, 1982) anche questa prenderà in esame il decennio in tutti i suoi aspetti. Dopo un'introduzione emotiva, nella Sala delle Cariatidi, sarà la volta delle singole sezioni, dedicate all'architettura, all'arte, al cinema, alla televisione, all'editoria, al design, alla fotografia, alla moda. E poi ancora storia, economia, politica, sport, fino a ricostruire il clima di quegli anni.

E direttamente nel cuore della violenta querelle del dopoguerra tra realismo socialista e astrazione (considerata dai critici marxisti un'estetica poco impegnata socialmente) conducono le due mostre dedicate a Renato Guttuso (1912-1987) che del realismo fu l'alfiere: una a Milano, alla Fondazione Mazzotta, dal 27 gennaio al 6 marzo, l'altra a Torino, in Palazzo Bricherasio, dal 18 febbraio al 29 maggio. La prima espone le opere della Fondazione Pellin, voluta dall'industriale varesino Francesco Pellin, che di Guttuso è stato ed è il collezionista più entusiasta, oltre che il promotore del catalogo generale della sua opera. A Torino invece sono esposte solo opere provenienti da musei, selezionate dagli Archivi Guttuso e affiancate da preziosi documenti (molti inediti), testimonianze dei suoi rapporti con scrittori, poeti, musicisti, intellettuali e artisti: da Pavese, Carlo Levi, Moravia, Pasolini, Montale, Neruda a Bobbio, Luigi Nono, Picasso e Sutherland. In entrambe un percorso completo, dalle opere degli anni della rivista Corrente fino alle ultime prove; e in entrambe il segno forte del suo corpo a corpo con la vita, della sua vocazione ad affondare le mani nel reale, in cerca dell'odore del sangue e della morte, della fatica e dell'eros.

Torino rende omaggio a Mario Merz (1925-2003): per lui, che è stato uno dei grandi protagonisti dell'Arte povera, la città che di quel movimento è stata l'incubatrice, organizza una duplice mostra, alla Galleria d'arte moderna e al Castello di Rivoli (dal 12 gennaio al 27 marzo). Le due rassegne esplorano l'universo di Merz a partire dall'esordio sulla scena torinese, nel 1953, sotto il segno di una pittura astratto-espressionista, presto orientata verso l'Informale. Dal 1965 Merz abbandonerà la pittura per realizzare opere oggettuali e ambientali, attraversate da tubi al neon, con cui si avvia la sua avventura nell'Arte povera. La mostra della Gam si chiude con le opere del 1967-68 e con uno dei primi igloo, forme primarie dell'abitare, predilette da Merz perché sviluppano nelle tre dimensioni il segno della spirale. A Rivoli il percorso si completa con le opere successive: altri grandi igloo, i celebri lavori abitati da animali, le installazioni con la frutta che deperisce.

Il 2005 è anche anno di Biennale, che si celebrerà in giugno a Venezia a 110 anni dalla prima edizione. Quella del 2005 sarà guidata da mani femminili. Due infatti le curatrici, entrambe spagnole: Maria Corral, a cui è affidato il Padiglione Italia dove troverà spazio una mostra dal taglio più storico, e Rosa Martínez, che all'Arsenale guarderà ai linguaggi più nuovi dell'arte.

In contemporanea alla Biennale, dal 10 giugno al 30 ottobre, il Museo Correr ospiterà una grande retrospettiva del pittore inglese Lucian Freud (circa 80 opere), che si annuncia come un evento davvero unico per l'Italia. Ordinata per temi (la madre, i grandi dipinti, il cane, la nipote, i ritratti d'artista, le opere recenti), la mostra espone anche una ventina di dipinti creati per l'occasione. Dovunque, la volontà di spingersi oltre il visibile, come nei suoi nudi quasi sempre sfatti, sgradevoli, perfino ripugnanti, che diventano pretesto per esplorazioni impietose: geografie di carne attraversate da vene bluastre, accese da luci livide od oscurate da gorghi d'ombra, frutto di uno sguardo in apparenza freddo e scientifico, di fatto emozionato e inquieto, degno del celebre nonno, Sigmund Freud.

E ANCORA

BOLOGNA PALAZZO DI RE ENZO
• Dal 30 gennaio al 10 aprile
Primaticcio
Viene dal Louvre ed è una novità per l'Italia. Celebra l'opera di Primaticcio (1504-70) realizzata per i re di Francia, dando vita alla Scuola di Fontainebleau.

LONDRA HAYWARD GALLERY
• Dal 10 febbraio al 17 aprile
Africa Remix
Dopo Londra sarà la volta di Parigi (al Centre Pompidou dal 25 maggio al 15 agosto) per questo vasto sguardo sull'arte contemporanea africana.

MILANO PALAZZO REALE
• Dal 22 febbraio al 5 giugno
Il Cerano
Giovan Battista Crespi, detto il Cerano, è il più grande dei pittori «pestanti» lombardi, attivi sotto Federico Borromeo al tempo della terribile peste manzoniana.

RIMINI CASTEL SISMONDO
• Dal 13 marzo al 4 settembre
Costantino il Grande
La mostra illumina il momento cruciale della nostra storia segnato dalla figura dell'imperatore che fondò Costantinopoli e spostò a Oriente l'asse della civiltà.

BERGAMO ACCADEMIA CARRARA
• Dal 24 marzo al 3 luglio
Cézanne - Renoir
Trenta opere provenienti dalla collezione di Paul Guillaume, il famoso mercante d'arte parigino che poi lasciò all'Orangerie la sua collezione.

ROMA COLOSSEO
• Da marzo a giugno
Gary Hill
Il celebre videoartista americano investe le pietre del Colosseo con le immagini dei suoi video, trasformando le antiche architetture in luoghi fuori dal tempo.

LONDRA TATE MODERN
• Dal 9 giugno a 2 ottobre
Frida Kahlo
Omaggio alla pittrice messicana (1907-1954), icona del femminismo e amata dai surrealisti per i dipinti in cui rese ossessivamente i suoi fantasmi interiori.
Stampa