Joe Cornish: "Tra invasione aliena e violenza di strada ho anticipato i riots"

Intervista all'ex attore comico e oggi regista di Attack the block – Invasione aliena

Joe Cornish: "Tra invasione aliena e violenza di strada ho anticipato i riots" Joe Cornish: "Tra invasione aliena e violenza di strada ho anticipato i riots"
Un'immagine del film "Attack the block – Invasione aliena" (credits FILMAURO)

di Claudia Catalli

Alieni come gorilla alti solo 1.20 metri ma con denti aguzzi e fosforescenti, e una gang di ragazzacci londinesi disposta a tutto pur di proteggere il loro quartiere. Questo lo scenario fantascientifico, ma intriso di realismo sociale, in cui l’ex attore comico e oggi regista Joe Cornish sceglie di catapultare il pubblico, con la sua opera prima Attack the block – Invasione aliena, in questi giorni nelle sale italiane.

*Lei è cresciuto in un quartiere povero: si è ispirato alla sua infanzia per l’ambientazione del film?
Sì, anche se mi preme chiarire che sono cresciuto con persone molto carine e lontane da quelle che racconto nel film, e in una casa graziosa, una scuola dignitosa, con dei genitori gentili. Detto questo, Londra è come Roma, una metropoli mista e multiculturale in cui puoi incontrare di tutto. Invece per l’immaginario degli alieni devo ringraziare la mia gatta: quando ha la luce di spalle dà l’idea di un pupazzo nero  fatto di pelo e di ombre.

*Da dove nasce la voglia di combinare fantasy e realtà?
Dalla passione per un certo cinema anni ’80, tipo Gremlins o E.T.: allora c’era un grande senso di realismo e insiemedi fantasia, ma si trattava comunque di storie ambientate in America, la mia credo sia la prima ambientata in un quartiere londinese. Gli inglesi sono molto bravi in genere nel realismo sociale, pensiamo a  Ken Loach e Mike Leigh, più carenti per quanto riguarda la fantasia e il mio film è una sorta di risposta: si possono portare al cinema le periferie malfamate non solo con film deprimenti e negativi, ma anche per una pellicola di azione, avventura, entusiasmo, eccitazione, e un tocco di sana fantascienza.

*La sua descrizione cruda della gang di ragazzini violenti, incappucciati e armati fino ai denti, riporta alla memoria i “riots” di meno di un anno fa: ci ha pensato?
Sì, anche se ovviamente abbiamo scritto il film prima. Il primo giorno dei riots ricordo che ero a cena con Aurelio De Laurentiis a Capri, tornai subito a Londra e mandai una mail a Aurelio con scritto: “Londra sta esplodendo”, e lui: “Che faccio, vengo a salvarti?”, e intanto mi immaginavo la scena di lui in elicottero pronto a salvarmi. Scherzi a parte,  ci sono connessioni tra il mio film e i riots nei messaggi, anche se questi ultimi sono stati eventi complessi, che hanno coinvolto non solo ragazzini dei quartieri malfamati ma anche adolescenti dei quartieri ricchi: è stato un “flash rob”, più che un flash mob, con reati commessi per opportunismo e sensazionalismo. E poi a me quei ragazzi che girino incappucciati e con bandane mi facevano pensare più a dei samurai, e il loro slang mi riportava a quello di Arancia Meccanica. In fondo penso che il cinema tenda a guardare molto alle fasce più estreme della società e le trovi sempre più interessanti da raccontare.

*Dalla carriera di attore al passo alla regia, come mai?
Ho sempre voluto girare un film, ma ho finito per fare tante commedie in america, perchè tutti ridevano di me e così ho capito che potevo farne quattrini. Ma ho già in mente il secondo film: sarà di fantascienza, non posso dire di più.

*È vero che JJ Abrams ha gradito il suo film?
Sì, è un grande fan di Attack the block, in effetti mi ha fatto un sacco di complimenti al proposito. Per ora non abbiamo piani immediati di collaborazione, ma sono già molto entusiasta che abbia gradito il mio film.

*E se ne realizzassero un remake americano del suo film?
Mica male, sarebbe eccitante se qualcuno lo scrivesse e dirigesse e io ci prendessi i soldi senza fare niente! Siamo già stati avvicinati da un paio di persone, io sogno che lo facciano insieme Spielberg, Cameron, Carpenter e Joe Dante, con Malick addetto al catering!

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