"Tutto quello che avremmo potuto essere io e te se non fossimo stati io e te", l'intervista ad Albert Espinosa

Tutto quello che avremmo potuto essere io e te se non fossimo stati io e te è il memoir che ha ottenuto un incredibile successo di pubblico e di critica in Spagna.

"Tutto quello che avremmo potuto essere io e te se non fossimo stati io e te", l'intervista ad Albert Espinosa "Tutto quello che avremmo potuto essere io e te se non fossimo stati io e te", l'intervista ad Albert Espinosa

di Valeria Merlini

Albert Espinosa un giorno si sveglia (lui che inizia il libro con un elogio al sonno) e decide di scrivere un libro. La sua storia, un memoir in cui parla della propria malattia. Fin qui tutto normale. Anomalo è invece il titolo che sceglie di dare al romanzo, un titolo tanto esplicativo quanto lungo: Tutto quello che avremmo potuto essere io e te se non fossimo stati io e te (Salani ).

Un romanzo meraviglioso che parla di vita, di sesso, d'amore, di venditori di sogni e, soprattutto, di libertà.

Il libro.

Marcos ha un dono. Il dono di sentire, vedere, leggere le emozioni, i ricordi e i segreti

delle persone semplicemente guardandole negli occhi.

Marcos ha appena perso sua madre, una famosa coreografa che gli ha insegnato tutto della vita, e ha deciso che senza di lei il mondo non sarà più lo stesso. Per questo ha intenzione di prendere un farmaco che gli permetterà di stare sveglio per sempre.

Tutto è pronto per l'iniezione che non lo farà mai più dormire, quando arriva una telefonata. La polizia ha catturato uno "straniero", un extraterrestre, e solo Marcos può interrogarlo, leggendo nella sua mente. Ma lo straniero - uno strano alieno, in tutto e per tutto uguale a un umano - è in grado di bloccargli l'accesso ai propri pensieri e di leggere nei suoi. Sarà lui a parlare a Marcos di sua madre. E della vita prima della morte, prima di questa vita; e di cosa sono fatti sogni, i ricordi e...

Onirico e surreale, spiazzante, immaginifico e commovente, un romanzo che parla di vita, di sesso, di morte, d'amore, di arte, di venditori di sogni e, soprattutto, di libertà.

Ho incontrato l'autore spagnolo in occasione della sua recente visita in Italia. Mi sono così tolta qualche curiosità...

1. Nell'introduzione Roger Berruezo scrive che "Secondo lui, la vita è un continuo abbassare maniglie". Ce lo spieghi?

Per Marcos la vita è un susseguirsi costante di aperture, di porte da aprire. Una frase che mi piace molto dice 'quando credi di avere tutte le risposte, arriva l'universo e ti cambia le domande'. La sfida è trovare quindi nuove risposte a domande che ancora non conosciamo.

2. "Ma è forse possibile ammirare qualcosa di cui non si abbia invidia, o invidiare qualcosa che non si ammiri?". La tua risposta?

Sì, credo molto in questa frase che ho scritto nel libro. Spesso non riusciamo a possedere ciò che desideriamo e questo sprigiona in noi un senso di invidia o di ammirazione costante verso l'oggetto del nostro desiderio.

3. "Non credo nel fatto di amarsi, nel morire d'amore, nel sospirare per un altro, nello smettere di mangiare per qualcuno di speciale". Ma come, l'amore non è il motore della vita?

Sì, è senz'altro il motore della vita, ma Marcos ha un modo di amare differente rispetto agli altri. Un uomo che ho conosciuto in ospedale mi ha parlato un giorno delle diverse modalità che le persone hanno di amare, similissime ai pezzi degli scacchi. C'è chi ama come gli alfieri, facendo mosse lunghe e certe, chi invece ama come i cavalli con scatti improvvisi e casuali e chi infine ama come i pedoni, procedendo lentamente di una casella per volta. Marcos ama proprio così, facendo pochi passi per volta. Marcos è un pedone. Ma i pedoni, per quanto lenti, sono in grado di percorrere passo dopo passo tutta la scacchiera, raggiungere il fondo e cambiarsi poi in altri pezzi.

4. "Ti facevo più giovane e sei abbronzantissimo", complimenti che fanno impazzire la gente. A te cosa fa impazzire?

Io amo nuotare, sentirmi dire che nuoto molto bene. Ultimamente sono stato spesso in vacanza e gli amici continuano a dirmi che mi trovano abbronzato. Mi fa molto piacere, che lo dicano e in effetti anch'io mi vedo abbronzato. Però non so se lo dicano perché hanno letto il libro e quindi sanno che così mi faranno piacere o perché sia vero.

5. Teatro, cinema, televisione, letteratura. Da grande cosa farà Albert Espinosa?

Spero di poter continuare a occuparmi di cinema, teatro e letteratura per molti anni. Credo che d'ora in poi la mia scrittura sarà differente; dopo ogni libro io stesso mi sento differente. L'universo continua a cambiarmi le domande e io continuo a cercare nuove risposte.

6. Sei stato definito "lo scrittore che ha 4,7 vite" (riferito al patto stretto con i tuoi compagni di corsia all'ospedale: i sopravvissuti alla malattia avrebbero vissuto anche le vite di chi non ce l'avrebbe fatta. Te ne sono toccate 3,7, oltre alla tua). Un sopravvissuto o un eletto?

Credo che quando ti rendi conto di aver sconfitto tre tumori ti inizi a fare moltissime domande. Innanzitutto nel momento in cui ti ammali ti chiedi: 'perché proprio a me?'. Poi quando sopravvivi e tanti intorno a te, magari più giovani, più belli, più forti non ce la fanno, ti chiedi nuovamente 'perché proprio io?'. Non mi considero un eletto, ma una persona fortunata che parlando di sé e della propria esperienza può parlare anche di coloro che non ce l'hanno fatta. Quand'ero malato mi dicevo che sarei stato felice di vivere anche solo fino ai 22 anni. Ora che ne ho 38 sono entusiasta di aver potuto vivere tutti questi anni, questo tempo extra che mi è stato regalato.

7. "Tutto quello che avremmo potuto essere io e te se non fossimo stati io e te" in 100 parole...

Tutto quello che avremmo potuto essere io e te se non fossimo stati io e te è la storia di un ragazzo che ha perso la madre e che nello stesso giorno della perdita per lui più grande trova persone fondamentali che non immaginava di incontrare. Nel dolore della perdita è racchiuso un potere immenso, basta saperlo cogliere, anche se si vive in un mondo che ha smesso di dormire.

8. Perché leggerlo?

Credo che sia un libro che possa divertire e intrattenere il lettore. Alla fine di ogni capitolo c'è sempre un colpo di scena. Insomma io lo adoro!

Noi anche! Grazie Albert.

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