Silvestro Ferrara e i supereroi della porta accanto

Supergiusti, supertosti, superveri: di giorno impiegati, idraulici, insegnanti o persino sacerdoti, di notte strenui difensori della giustizia. Anche in Italia

Silvestro Ferrara e i supereroi della porta accanto Silvestro Ferrara e i supereroi della porta accanto

di Giulio Passerini

La notizia è di qualche settimana fa: un nuovo supereroe si aggira per le strade di Milano, con tanto di tutina aderente, mantello, cinturone e maschera per proteggere la propria identità segreta. Una trovata pubblicitaria? Uno scherzo? Un vero impavido tutore della legge? Non si sa, ma di certo non è il primo.

Già a ottobre aveva provocato scalpore l’avvistamento dalle parti di Corso Buenos Aires di un supereroe in cerca di superpoteri, ma si trattava solo delle riprese di un videoclip. Datano al 2011 invece le ultime apparizioni di Superiro, l’eroe ufficiale (e un po’ cialtrone) di Lambrate, amatissimo dalla gente del quartiere. Fra Roma e Palermo si muove invece Pasquale Putignano, Superman per necessità.Sono tempi duri per i supereroi: fra crisi, le bollette da pagare, l’aumento della lycra e imitatori di ogni ordine e grado lottare contro il crimine è sempre più difficile. Qualcuno ha persino cercato di arruolarli in politica .

Eppure i supereroi non sono morti, tutt’altro. Ci ha pensato Silvestro Ferrara a portare un po’ di chiarezza sul tema.

Nel suo Supergiusti, supertosti, superveri , ci porta alla scoperta dei supereroi fai da te, eroi più veri del vero con pancetta e tutto. Certo, non rispondono esattamente al canone classico di muscoli, capriole e salti stratosferici, ma a modo loro si difendono e, soprattutto, difendono i più deboli.C’è Geist, ad esempio, attivo a Rochester, negli USA: con grande sprezzo del pericolo ripulisce ogni notte le periferie della città dai graffiti delle gang, armato solo di vernice e pennello. Non sarà esattamente il massimo dell’eroismo, ma quanti di noi sarebbero disposti a fare lo stesso? C’è Captain Ozone che combatte per difendere l’ambiente da qualche parte in Irlanda armato di motosega, asse del gabinetto (sic, ma lui la usa come un boomerang) e buona volontà. O ancora Black Void, l’unico supereroe dall’intestino irritabile.

Di giorno impiegati, idraulici, insegnanti o persino sacerdoti, di notte strenui difensori della giustizia.

Negli USA, dove il fenomeno è in crescita, si sono costituite persino delle leghe dedicate e dei sindacati. In Sudamerica l’eco delle gesta di Superbarrio (avversario dei regimi e difensore dei diseredati) non si è mai spenta. A Città del Messico padre Fray Tormenta alterna una scazzottata a un’estrema unzione. Persino in Italia abbiamo il nostro supereroe ufficiale: Entonomo, supereroe napoletano (ormai a riposo) votato alla lotta contro l’omertà (altro che quel fannullone di Shpalman ).

Non tutti saltano per i tetti e si lanciano giù dai grattacieli, c’è addirittura chi fa fatica a uscire dalla bara ogni mattina, come Thanatos il più anziano di tutti. Altri più giovani e scattanti preferiscono esercitare le proprie qualità supereroiche sui pattini, come l’ambiguo e poco vestito Laserskate, o in bicicletta come l’ecologico Captain Ozone. E quello degli spostamenti non è neanche il problema maggiore: ci sono i super nemici, anzitutto, che al tempo del web 2.0 si sono evoluti e invece di minacciare il mondo con cannoni atomici e mire di dominio planetario impegnano i tutori della legge in interminabili flame sui forum dedicati. Ci sono poi le forze dell’ordine in paletta e distintivo che non sembrano apprezzare che orde di individui mascherati girino per le strade armati di seghe elettriche, spara-burro d’arachidi, bombe puzzolenti e spray alla mostarda.Senza contare che per un buon costume servono soldi: i materiali che non si strappano non si restringono e non fanno sudare sono molto costosi, e soprattutto bisogna star dietro alla moda. Che diamine, mica si può andare in giro con certi mutandoni che si vedevano negli anni ‘80! Ci sono persino degli stilisti dedicati, d’altronde ne andrebbe dell’onorabilità dell’intera categoria.

E naturalmente bisogna intascare l’appoggio di mogli e fidanzate senza il quale sarebbe difficile potersi permettere una doppia identità: le domande scomode fioccherebbero e un supereroe che si rispetti non può certo perdere tempo a rispondere a un terzo grado fatto di  “dove sei stato?”, “Ah, avevi una riunione e hai fatto tardi, eh?”, “non penserai di uscire conciato in quel modo?” e via dicendo . E allora, mogli e buoi dei poteri tuoi, ecco che molti trovano l’amore nell’ambiente, come Thanatos e compagna, Lady Catacomb, inseparabili nella vita e nella morte, per quanto preferiscano dormire in bare separate.Infine per essere un buon supereroe non basta senso civico e buona volontà, bisogna studiare. Fisica , anzitutto: non vorrete certo inciampare nel mantello come un qualunque Robin alle prime armi? O fare un salto più lungo della gamba? O sparare una bomba puzzolente che puzza troppo poco?Forti e coraggiosi davanti alle avversità, anche i supereroi piangono , hanno i loro momenti di emotività , soffrono di depressione da pensione e pene d’amore (come racconta Marco Mancassola in La vita erotica dei superuomini ). Sotto la maschera batte un cuore, insomma, e prima di lottare contro il crimine bisogna trovare ogni giorno la forza di lottare con se stessi.Lo sa bene Jhonny che della lotta ha deciso di fare la propria vita per quanto non nelle fila dell’attillato mondo dei supereroi. Perché Jhonny Puttini da Bovolone, provincia di Verona, è un wrestler, un vero lottatore professionista. Lo intervista Max Maestrello in Spaghetti wrestler , edito dalla rediviva Zandegu. E sì, perché il wrestling italiano, per quanto ignoto al grande pubblico, è una realtà fatta di appassionati, fan e atleti, divisi in leghe come la TCW (total combat wrestling), ICW (Italian championship wrestling) e molte altre. Ci sono i buoni, i cattivi (Jhonny è un cattivo), i manager, gli arbitri, le ragazze, le sedie spaccate in testa, i telecronisti e tutto il resto.

Eroi di casa nostra che con passione, sudore e buona volontà tengono alta la bandiera del Belpaese nel mondo del wrestling a suon di sganassoni.Bovolone, Gotham City, Roma, Palermo o Milano, siamo tutti eroi nel nostro piccolo. Ne è convinta Jane McGonigal, game designer statunitense che nel suo libro La realtà in gioco , edito in Italia per i tipi di Apogeo, propone a chi soffre di un dolore cronico o di una grave malattia di affrontarli da vero supereroe grazie a Superbetter , una piattaforma di gioco pensata per affrontare le difficoltà in modo creativo e condiviso. Si sceglie un eroe da impersonare, si scrive una storia, si inventano i cattivi e i nemici (sintomi e ostacoli psicologici), gli aiutanti (amici e parenti che staranno vicino al malato per tutto il tempo necessario), gli obiettivi, le regole, i superpoteri, i punti e i bonus.

Grazie al potere dello storytelling Superbetter aiuta il paziente ad affrontare una situazione di debolezza e demotivazione, fornendo un sistema di feedback ben strutturato ma soprattutto coinvolgendo nella lotta alla malattia le persone più care, aiutando a superare la solitudine e l’incomunicabilità che tradizionalmente si vanno a sommare alle sofferenze della patologia.Insomma, anche se i super cattivi del nostro tempo non sono equipaggiati con tentacoli meccanici, cannoni al plasma, e nascondigli nel pack, di eroi avremo sempre bisogno. Ma niente tutine, niente poteri e soprattutto niente mutandoni, per carità. Prima di sparare un pipistrello luminoso nel cielo rimbocchiamoci le maniche: un po’ di buona volontà e un pizzico di fantasia sono tutto quello che ci serve.

@giuliopasserini

Silvestro Ferrara, Supergiusti, supertosti, superveri, Caratteri mobili, 104 pagine, 12 euro.

James Kakalios, La fisica dei supereroi, Einaudi, 395 pagine, 12,50 euro.

Marco Mancassola, La vita erotica dei superuomini, 568 pagine, 21,50 euro.

Max Maestrello, Spaghetti wrestler, Zandegu, 35 minuti di lettura, 1,99 euro.

Jane McGonigal, La realtà in gioco, 374 pagine, 24 euro.

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