C'è la crisi, anche il porno piange miseria

Intervista a Silvio Bandinelli, regista e proprietario di Showtime, una delle più grandi case di produzione di film hard in Europa: "Il nostro settore è agonizzante per colpa della recessione e della pornografia online gratuita. E ora in Italia siamo rimasti in due a fare film porno"

C'è la crisi, anche il porno piange miseria C'è la crisi, anche il porno piange miseria

di Claudia Daconto

Anche il Porno piange miseria. La crisi economica non ha risparmiato nemmeno un settore che, secondo i dati di Confindustria, fatturava complessivamente, solo in Italia, 1,5 miliardi di euro l'anno. Fatturato che negli ultimi 12 mesi, a sentire chi ci lavora, sarebbe stato praticamente dimezzato. Non parliamo ovviamente solo di film a luci rosse – sono 1.500 quelli distribuiti ogni anno nel nostro Paese, con un 70% che arriva dall'estero – ma anche di 400 sexy shop sparsi per l'Italia e delle tv criptate che trasmettono programmi hard 24h su 24.

Colpa della crisi sì, ma anche di Internet e di quei siti che permettono di scaricare materiale a prezzi stracciati, se non addirittura gratis come Youporn, divenuto secondo Nielsen net ratings - la più autorevole società di rilevazione del traffico online - il leader assoluto nel mondo, Italia compresa, con 1,5 milioni di utenti al giorno. Per la società di ricerca la pornografia rappresenta infatti il 25% dell’audience di internet in tutto il mondo.

Il dvd porno, dunque, è in via d'estinzione. Per spiegare il motivo del crollo nelle vendite, basta fare un semplice confronto sui prezzi. Acquistare un dvd costa circa 25-30 euro. Più o meno quanto abbonarsi per un mese a un sito, con la differenza che in un mese è possibile scaricare dai 400 agli 800 Mb di materiale, ossia decine di migliaia di immagini e centinaia di film tutti in hd.

Brazzers, uno dei più famosi siti web porno, offre pacchetti da 24,94 euro al mese. Ma ci si può abbonare anche solo per 2 giorni al prezzo di 1 euro e scaricare molto più materiale di quello contenuto in un unico dvd.

Non nasconde il suo sconforto Silvio Bandinelli, ex pubblicitario "impegnato" fino agli anni 80 e oggi regista e proprietario di Showtime, una delle più grandi case di produzione di film hard in Europa. “Nel nostro settore c'è una doppia crisi: una crisi che viene prima della crisi economica mondiale e che è dipesa dal dilagare di tutti i contenuti gratuiti che ci sono su internet e dai nuovi modi che la gente ha di frequentare il sesso virtuale: web- cam , scambio di filmati amatoriali, chat erotiche...”.

A quanto ammonta il danno per voi?

Il nostro fatturato è diminuito del 50%. La maggior parte degli attori porno italiani non lavora più o ha cambiato mestiere. Praticamente non si produce più nulla, in tutta Europa saremo rimasti in 3-4, come case di produzione, ad avere la forza di girare qualche film a livello professionale. In Italia su 15 case, 5 hanno chiuso ma a produrre restiamo in 2. In Spagna e in Francia, per esempio, la situazione è drammatica. Il francese Marc Dorcel, che è uno dei più grandi produttori europei, sta tentando la strada della co-produzione e quand'è così vuol dire che siamo davvero alla frutta. Gli unici che un minimo reggono ancora siamo noi e i tedeschi”.

Lei crede davvero che il dvd, e con esso i templi del cinema hard, le videoteche, sono destinati a sparire?

Consideri che il 30% delle videoteche in Italia ha chiuso. Il dvd non lo compra più nessuno. Adesso esiste quasi solo lo streaming o il video on demand. Anche noi ci siamo dovuti attrezzare con www.factorystream.com. Ma consideri che questo sistema porta ancora molto poco denaro in rete perché su internet la gente è abituata a non pagare

Mi dia un po' di numeri: quanto fatturava lei prima della crisi e quanto adesso?

Noi arrivavamo sui 1,7, anche 2 milioni di euro l'anno, oggi se si arriva a 6-700 mila è tanto. E' un settore agonizzante e non sappiamo quale sarà il nostro futuro.

Che differenza di costi c'è tra produrre un film in modo professionale e produrne uno amatoriale?

Il minimo che si può spendere per una produzione seria va dai 20 ai 25 mila euro; girare un film amatoriale, può costare al massimo 1500 euro, senza contare che, in questa fase di neo-realismo del porno, molte coppie lo fanno gratis per semplice esibizionismo

E le pornostar? Spariranno anche loro?

Purtroppo oggi anche i più grandi sono in cerca d'autore. Fino a un po' di tempo fa potevano arrivare a guadagnare fino a 6mila euro a scena, oggi al massimo 1.500. Si salvano solo grazie al mercato degli spettacoli che resta ancora abbastanza florido

Quindi sarà  sempre più difficile che emergano altri nomi noti al grande pubblico e non solo a quello del genere hard? Nessuna nuova Cicciolina all'orizzonte?

Di grandi nomi come, appunto, Ilona Staller, Moana Pozzi, Selene, Elena Grimaldi o tempo fa Marina Frajese e Milly D'Abbraccio, queste però più che altro perché legate a Paolo Frajese e Vittorio Sgarbi, mi sembra difficile

E tra gli uomini?

Tra gli uomini la star è sempre stata una sola: Rocco Siffredi. L'unico che puoi sbattere in copertina e vendere. Per il resto il personaggio maschile è secondario. Tirano le donne e basta

Tra le attrici italiane che non hanno mai fatto film porno, con chi le piacerebbe, o le sarebbe piaciuto, lavorare?

Non l'ho mai chiesto a nessuna, ma sicuramente con la Valeria Marini dei tempi d'oro e con Alba Parietti, che è sempre stata una grande esibizionista. Nella mia esperienza mi sono reso conto che la principale motivazione di chi decide di fare questo lavoro non è mai stata il denaro, ma solo il desiderio di mostrarsi

E oggi chi è secondo lei il più grande sogno erotico degli italiani?

Non c'è dubbio: Belen Rodriguez

  • ©RIPRODUZIONE RISERVATA