Imu si cambia: ecco tutte le novità

Possibilità di pagare a rate, una soluzione nuova per gli anziani che vivono in case di riposo e agevolazioni per le abitazioni affittate a canone concordato. Sono queste alcune delle modifiche che potrebbero essere introdotte nella nuova normativa sulla tassa sulla casa

Imu si cambia: ecco tutte le novità Imu si cambia: ecco tutte le novità

di Giuseppe Cordasco

Possibilità di pagare a rate, una soluzione nuova per gli anziani che vivono in case di riposo e agevolazioni per le abitazioni affittate a canone concordato. Sono queste alcune delle modifiche che potrebbero essere introdotte nella nuova normativa sull’Imu, la tassa sulla casa, che continua a rimanere un vero grattacapo per gli italiani

A fronte dell’unica certezza del momento, e cioè che bisogna pagare, resta infatti poco chiaro il quanto e il come , con continui cambiamenti che rimbalzano tra Senato, dove la norma è stata approvata, e Camera dove invece approda da oggi con nuovi possibili stravolgimenti.

Senza contare che sono ancora la maggioranza le città d ove non sono state decise le due aliquote da adottare, quella per la prima e quella per la seconda casa. Tra l’altro le poche città dove i sindaci hanno preso già una decisione, sono state aumentate entrambe le aliquote, come nel caso di Roma , oppure quella sulla seconda casa, come a Bologna .

Ulteriori cambiamenti potrebbero essere apportati in Commissione Finanze alla Camera dove da oggi è approdata la delega fiscale, che contiene anche il provvedimento sull’Imu.

Sono circa 400 gli emendamenti complessivi presentati. Tra di loro la richiesta di chiedere una rateizzazione del pagamento dell’Imu, e una sua eventuale trasformazione in un versamento “una tantum”. Una questione quest’ultima che però probabilmente troverà una soluzione solo in una specifica legge delega.

C’è poi allo studio una soluzione per gli anziani delle case di riposo, che soggiornando in queste strutture, devono pagare sulla loro casa l’aliquota più alta, cioè quella come seconda abitazione. Un discorso che tra l’altro dovrebbe valere anche per le case date eventualmente in uso ai propri figli. Una situazione che in alcuni casi viene considerata vessatoria e quindi si cercherà di intervenire.

Infine, come detto, un cambiamento dovrebbe essere previsto anche per quanto concerne le abitazione con affitto concordato. In questi casi infatti il rischio è che l’aumento delle spese per i proprietari si possa ripercuotere sugli inquilini, aggravando in molti casi il problema abitativo, che in alcuni contesti, soprattutto dei grandi centri urbani, è già molto sentito. La soluzione potrebbe essere quella dell’introduzione di agevolazioni specifiche per queste situazioni, così come accadeva già per l’Ici.

Ma a rendere ancora più accidentato il percorso di approvazione dell’Imu alla Camera potrebbero esserci anche due ulteriori ostacoli, di natura strettamente giuridica.

Innanzitutto in nessuna legge in cui si fa riferimento all’Imu, sia esso il decreto Salva-Italia o quello sulle semplificazioni, viene specificato il gettito atteso da questa nuova tassa. Una lacuna che il governo dovrà colmare quanto prima.

E un intervento dell’esecutivo sarà poi necessario anche per risolvere il dilemma posto dal Servizio Studi di Montecitorio, secondo il quale non è possibile, così come previsto finora, che le aliquote dell’Imu vengano definite in un momento successivo attraverso un Decreto del presidente del Consiglio dei ministri.

L’articolo 23 della Costituzione infatti prevede che ci sia una “riserva di legge ai fini dell’imposizione di una prestazione personale o patrimoniale”. Insomma, quando si chiedono soldi ai cittadini, bisogna farlo attraverso una legge specifica, non con un semplice decreto. Questo significa che in conclusione tutto l’impianto della norma potrebbe risultare addirittura incostituzionale, e allora la frittata sarebbe davvero fatta.

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