Mario Monti, le lobby e i salotti cari al senatore a vita

Mario Monti, le lobby e i salotti cari al senatore a vita Mario Monti, le lobby e i salotti cari al senatore a vita

di Redazione

Il popolo di facebook e twitter si è diviso. Chi vede in Mario Monti, fresco di nomina alla carica di senatore a vita da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, l'uomo giusto al momento giusto. E chi, al contrario, preferirebbe andare alle elezioni senza veder salire alla guida del Paese l'attuale Presidente dell'Università Bocconi di Milano di cui preferisce ricordare le frequentazioni extra lavorative (o quasi). Niente che riguardi la sfera personale, ci mancherebbe. Il popolo della rete che twitta di politica è serio e guarda alla sostanza. E nel caso di Mario Monti, la "sostanza" si chiama Goldman Sachs (una delle maggiori banche d'affari de mondo di cui è consulente internazionale), Bilderberg, Trilateral commission e, fino a pochi anni fa, Bruegel. Cosa sono? Salotti, gruppi di lavoro, lobbies. Pochi membri. Ma molto, molto importanti.

Primo tra tutti, Bilderberg . Il gruppo di quelli che contano è formato da 33 persone. Non certo "qualunque". Partiamo dall'unico membro dell'advisory group: David Rockfeller, il multimiliardario americano a cui si affianca più volte nella veste di "ospite" l'ex segretario di stato americano Henry Kissinger.

Tra gli altri compare, oltre a Monti, un unico italiano, Franco Bernabé (amministratore delegato di Telecom Italia) insieme con altre personalità del calibro di Josef Ackermann (numero uno di Deutsche Bank), Marcus Agius (Presidente di Barclays), Peter Sutherland (Presidente di Goldman Sachs international), Daniel Vasella (presidente della multinazionale del farmaco Novartis), Thomas Enders (amministratore delegato di Airbus Sas).

Questi illustri signori si incontrano una volta l'anno per una tre giorni in giro per il mondo per parlare di "protezionismo", "imperialismo russo e cinese", "situazione irachena", "cyber-terrorismo", "gestione delle turbolenze finanziarie". Del resto la peculiarità di Bilderberg, come si legge anche sul sito del "salotto internazionale", è quella di essere un "piccolo, flessibile, informale e non ufficiale forum internazionale in cui si confrontano differenti punti di vista".

L'ultimo incontro (il 59esimo, per la precisione) si è tenuto a St.Moritz, in Svizzera, dal 9 al 12 giugno scorso. Tema: le sfide per la crescita. 130 partecipanti. Rigorosamente in forma privata. Lo sa bene Charlie Skelton, giornalista del The Guardian che ha cercato di spiare il meeting, rigorosamente a porte chiuse, in cui si decide "se i cittadini del mondo saranno in salute o felici". Si è trovato davanti a lenzuola bianche poste a fare da scudo agli ingressi delle sale meeting, finestre oscurate, guardie del corpo ovunque, polizia che non consente a nessuno di avvicinarsi.

La Trilateral Commission, è un'organizzazione fondata nel 1973 da (guarda un po') David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, e da altri membri di Bilderberg tra cui Henry Kissinger. Conta 170 tra uomini d'affari, politici, intellettuali rigorosamente europei, giapponesi e Nordamericani per "promuovere una cooperazione più stretta tra queste tre aree del mondo" come si legge sulla pagina web.

Monti ne è presidente accanto al vice presidente, Vladimir Dlouhy (Consulente di Goldman Sachs) e a Michael Fuchs, membro del Parlamento federale tedesco.

Ma andiamo avanti. Monti è stato anche il primo presidente di Bruegel, un'altra lobby (o think thank che dir si voglia) belga fondato nel 2005 il cui gruppo di comando è composto da esponenti di spicco di 28 multinazionali e 16 Stati (per l'Italia oggi vi siede Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro). I loro nomi? Microsoft, Google, Goldman Sachs, Samsung, il gruppo bancario italiano Unicredit, il colosso energetico Gdf, la Borsa di New York (Nyse). Molti coincidono con le poltrone di Bilderberg. Guarda caso.

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