Pensioni, punto per punto cosa cambia dal 2012

Ogni giorno c'è una novità. Ma ormai i ritocchi più importanti sembra siano stati fatti. Con l'emendamento alla manovra presentato dal Governo Monti e approvato nella notte dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, la riforma delle pensioni assume tratti di maggiore equità. Ecco, punto per punto, la riforma pensionistica a oggi

Pensioni, punto per punto cosa cambia dal 2012 Pensioni, punto per punto cosa cambia dal 2012

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Ogni giorno c'è una novità. Ma ormai i ritocchi più importanti sembra siano stati fatti. Con l'emendamento alla manovra presentato dal Governo Monti e approvato nella notte dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, la riforma delle pensioni assume tratti di maggiore equità. Ecco, punto per punto, la riforma pensionistica a oggi.

CONTRIBUTIVO. Dal 2012 le pensioni saranno calcolate solo con il metodo contributivo. L'ammontare della pensione, cioè, sarà calcolata sulla base   dei contributi versati e non sulla media degli ultimi redditi  dichiarati  prima di mettersi a riposo. Fino a oggi, invece, i  lavoratori più  anziani (che nel 1995 avevano più di 18 anni di  carriera) hanno conservato il vecchio e più vantaggioso metodo retributivo .   L'entrata in vigore del contributivo per tutti sarà però graduale e   riguarderà soltanto la parte di pensione maturata dal 2012 in poi. I   diritti già acquisiti, dunque, non verranno toccati.

PENSIONI DI VECCHIAIA. Dal 1 gennaio del 2012 l'età minima per le donne sarà di 62 anni (oggi è a 60 per le dipendenti private e 61 per quelle pubbliche) fino  a un massimo di 70. Quella degli uomini sale da 65 a 66 anni.  Scompaiono le finestre. È previsto un adeguamento a 66 anni dell'età  pensionabile delle donne a quella degli uomini entro il 2018.

Viene introdotto il principio della convergenza: alcuni regimi  privilegiati in termini di  aliquote o di trattamenti convergeranno  verso quello standard. Significa un incremento delle aliquote  contributive per commercianti, artigiani, coltivatori  diretti. In  cambio verranno estese le tutele di salute soprattutto per le categorie  più deboli come i giovani con partite Iva.

PENSIONI DI ANZIANITA'. Cambiano solo per gli uomini che  potranno richiederla a partire da 42 anni e 1 mese. Per le donne resta  la soglia di 41 anni più un mese.

ECCEZIONE AI TRATTAMENTI DI ANZIANITA'. È stata introdotta  un'eccezione ai trattamenti di anzianità: per chi entro il 2012 avrà  maturato 35 anni di contributi e che, prima dell’entrata in vigore del  decreto, avrebbe avuto i requisiti per il trattamento pensionistico,  sarà possibile andare in “pensione anticipata anche con un’età  anagrafica minima di 64 anni”. Le donne, inoltre, anche quando nel 2018  la loro età di pensionamento sarà equiparata a quella degli uomini (66  anni), potranno uscire a 64 anni solo se prima del 31 dicembre del 2012  avranno maturato 20 anni di contributi con 60 anni di età.

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CHI ANTICIPA PAGA UNA PENALE. Chi lascerà il lavoro prima dei 62 anni, però, avrà una riduzione  percentuale di 1 punto (e non di 2, come finora previsto) fino a due  anni di anticipo. Oltre, la penale torna al 2%

INDICIZZAZIONE FINO A 1.400 EURO. Viene meno l'indicizzazione della pensione all'inflazione,  salvaguardando gli assegni fino a 1.400 euro. Ma solo per il 2012. Dal 2013, infatti, il blocco della rivalutazione parte dai 936 euro (due volte il minimo).

AUMENTO DEI CONTRIBUTI PER PROFESSIONISTI. Un'altra novità in arrivo dal 2012 è  la crescita dei contributi a carico di alcune categorie di lavoratori  autonomi, cioè gli artigiani e i commercianti, che oggi pagano  un'aliquota previdenziale tra il 20 e il 21% sui redditi. L'ipotesi allo  studio è di un rialzo nell'ordine dell'1%. Si parla anche di un  possibile contributo di solidarietà sulle pensioni percepite da alcuni  lavoratori dipendenti, in particolare da quelli del settore elettrico o  telefonico e dai dirigenti, che oggi hanno dei fondi speciali nel  bilancio dell'Inps e ricevono dei trattamenti  un po' più fortunati  rispetto a gran parte dei contribuenti.

PENSIONI D'ORO. Arriva un contributo dalle pensioni d'oro: per la parte eccedente 200.000 euro è fissato al 15 per cento.

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