LE NUOVE FRONTIERE DEL GIORNALISMO ECONOMICO
Guerre di manager a colpi di gossip
Antonella Piperno 20/5/2003
Il pettegolezzo entra nella finanza. E il sito più temuto e irriverente diventa un allegato del settimanale «Economy». «Perché è sulle barche che si decidono i grandi giochi della finanza»: parola di Dagospia
Uomini e prodotti editoriali sono distantissimi. Da una parte il gaudente romano Roberto D'Agostino e il suo pettegolo e irriverente sito Dagospia. Dall'altra il vicentino Paolo Madron, mai segnalato a un evento mondano, e il suo nuovo e inappuntabile Panorama Economy.
Roba da diavolo e acqua santa, insomma. Eppure i due, anzi i quattro, da venerdì 23 maggio si lanceranno in un arditissimo intreccio: Dagospia si fa cartaceo e con la nuova testata Spy (sottotitolo Settimanale di satira e potere) diventa un allegato del nuovo settimanale Mondadori: quattro pagine che punteranno il mirino su chi muove il mondo di economia e finanza, con un occhio di riguardo per i più mondani, da Cesare Romiti a Franco Tatò, da Marco Tronchetti Provera a Cesare Geronzi.
«I protagonisti del business sono diventati più pettegoli di quelli televisivi» dice D'Agostino «e io li racconterò senza steccati». Madron, che si aggiudica la prima alleanza tra un periodico finanziario e un allegato gossip, spiega: «Avevamo bisogno di un controcanto leggero che bilanciasse una certa seriosità del giornale.
Ma, soprattutto, su Spy troveranno posto anche tutte quelle voci indiscrete, scomode e a volte apertamente pepate che non potrebbero essere ospitate nelle pagine del settimanale».
Spiare quelli che contano davvero, con un occhio di riguardo al binomio sesso e potere: questa la nuova missione cartacea di D'Agostino il quale al gossip sulla galassia della finanza si era già parecchio avvicinato con il suo sito che proprio a fine maggio festeggia il suo terzo compleanno, con 220 mila pagine viste ogni giorno: rubriche esilaranti come «Il diario di Cuccia», «Al drin là», protagoniste le telefonate dall'altro mondo dell'avvocato Giovanni Agnelli, e «Dagobusiness».
Consultate con compiaciuta autoreferenzialità soprattutto da chi con il potere ha una certa dimestichezza.
Il progetto grafico è di Cinzia Leone, la stessa che ha prodotto Il Riformista. Una grande e tondeggiante foto in prima pagina dentro il logo della bomba con miccia, lo stesso di Dagospia, notizie inedite e titoli gridati; nella seconda e nella terza il meglio del sito; in quarta la rubrica «Cafonal», con esclusivi e dissacranti servizi fotografici a cura del pettegolissimo paparazzo Umberto Pizzi: presiederà tribune vip dello stadio, ristoranti dei potenti e salotti che contano, primo tra tutti quello di Maria Angiolillo.
Ma anche, andando incontro all'estate, mete e porti vip, da Capri a Porto Cervo: «Sulle barche si decidono gli avvicendamenti sulle poltrone che contano. E noi sveleremo i retroscena che fanno la storia delle grandi aziende».
Su Spy anche rubriche come «Archeo», con illuminanti confronti tra ciò che i potenti dichiaravano qualche anno fa e le acrobazie ideologiche odierne. Ci sarà invece poco spazio per le starlette dello spettacolo, a meno che non si lancino in imprese che sconfinano nel business. «Elisabetta Canalis che sposa Bobo Vieri non ci interessa, Anna Falchi che, stufa del ruolo di lady finanza, lascia l'imprenditore Stefano Ricucci invece ci solletica parecchio» chiarisce D'Agostino.
Riserbo totale sui contenuti del primo numero: la strana coppia Madron-D'Agostino si lascia sfuggire soltanto «una grossa sorpresa su Agnelli».





