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PENSIONI - LA COMUNICAZIONE DI PALAZZO CHIGI
Il vostro futuro ve lo metto per iscritto
Una lettera a tutte le famiglie prima dello sciopero del 24 ottobre. E poi pagine sui giornali, spot tv e un call center al quale porre ogni quesito. È la strategia del premier per evitare equivoci sulla riforma previdenziale
di Tino Oldani
10/10/2003
URL: http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001021148
Parlare direttamente agli italiani e spiegare con una sua lettera la riforma delle pensioni: solo così si potrà evitare il bis di quanto è accaduto sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
Il premier Silvio Berlusconi ne è convinto. «Sull'articolo 18 i sindacati sono riusciti a far prevalere un'informazione falsa, cioè che tutti potevano perdere il posto di lavoro» ha spiegato ai suoi collaboratori. «È un pericolo che questa volta dobbiamo scongiurare».

Così, subito dopo la lettera sulle pensioni, partirà una campagna di informazione per chiarire in ogni aspetto non solo la riforma previdenziale ma anche le altre leggi che stanno cambiando l'Italia, dal mercato del lavoro alla scuola.
Le difficoltà da superare non mancano, soprattutto se si considerano i tempi. La lettera del premier sulle pensioni (è prevista una sola pagina, con 22-25 righe di testo) dovrà giungere nelle case degli italiani prima dello sciopero generale indetto dai sindacati per venerdì 24 ottobre.

A Palazzo Chigi la data ideale per la consegna a domicilio è considerata lunedì 20. E poiché l'indirizzario sarà lo stesso a cui il governo fece ricorso per regalare a ogni famiglia l'euroconvertitore, si tratterà di stampare e recapitare 18 milioni 198 mila lettere a tempo di record (Berlusconi ha potuto dedicarsi alla stesura della lettera solo dopo mercoledì 8, al rientro da Yalta).
Un'impresa. Ma Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, incaricato di organizzare la campagna insieme con il capo della segreteria del premier, Valentino Valentini, e il responsabile del Dipartimento per l'informazione e l'editoria, Mauro Masi, conta di farcela. L'amministratore delegato delle Poste, Massimo Sarmi, gli ha assicurato che i tempi saranno rispettati senza problemi se il formato della busta sarà quello standard richiesto dall'azienda postale, formato ideale per lo smistamento elettronico.

Quanto al costo dell'operazione, che rientra tra quelle previste dalla legge 150 del 2000 sulla comunicazione istituzionale, alcuni hanno avanzato l'ipotesi di 7 milioni di euro. «Spenderemo molto meno» assicura Bonaiuti. Vista la quantità delle lettere, l'affrancatura postale potrebbe ottenere uno sconto da 40 a 7 centesimi.
I contenuti della lettera saranno gli stessi del messaggio di Berlusconi in tv a reti Rai unificate e saranno indirizzati a tre fasce sociali distinte. La prima riguarda i lavoratori che sono vicini alla pensione: i loro diritti non saranno toccati, assicurerà il premier, e se resteranno al lavoro fino al 2007 potranno ricevere il maxi incentivo pari al 32,7 per cento dello stipendio.
La seconda fascia è quella di chi lavora: grazie alla riforma, dirà la lettera, le loro pensioni saranno assicurate anche in futuro.
La terza fascia comprende i giovani che sono ancora fuori dal mondo del lavoro: la riforma è stata pensata soprattutto per loro, spiegherà Berlusconi. Eviterà il crac dell'Inps e garantirà a tutti, anche dopo il 2030, la possibilità di andare in pensione. Dice Bonaiuti: «Il coraggio del governo è stato quello di stipulare un patto tra generazioni, assumendosi le sue responsabilità. Siamo certi che i cittadini sapranno fare altrettanto».

Appena la riforma delle pensioni diventerà legge, scatterà la campagna di comunicazione. «Sarà un'informazione di servizio, non di propaganda politica» precisa Bonaiuti. In programma non ci sono solo gli spot Rai e pagine a pagamento su quotidiani con esempi pratici sul calcolo della pensione. Sarà istituito anche un call center e ogni cittadino potrà telefonare per chiarire il proprio caso. In passato il call center sulla riforma Biagi è stato un successo: le telefonate sono state decine di migliaia. E poiché Berlusconi è convinto che gli italiani non sappiano quasi nulla delle riforme realizzate finora, allo stesso call center sarà poi affidato il compito di rispondere ai quesiti dei cittadini su tutte le innovazioni, soprattutto sulle pensioni, il mercato del lavoro e la scuola.
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