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Panorama   Archivio   E se l'elicottero fosse stato abbattuto?

IPOTESI SULLO SCHIANTO DEL VELIVOLO A NASSIRIYA

E se l'elicottero fosse stato abbattuto?

Gianandrea Gaiani  31/5/2005

La missione non era particolarmente difficile e non c'è stato nessun allarme da parte dell'equipaggio. Quindi, oltre all'ipotesi della tempesta di sabbia, la pista dell'abbattimento ad opera di un missile terra-aria portatile o di armi da fuoco automatiche non è al momento da escludere. D'altronde solo due giorni fa, al Qaeda aveva rinnovato le sue minacce...

Sono state aperte inchieste da parte della Difesa, della magistratura ordinaria e militare per chiarire le cause dell'incidente che ha provocato lo schianto di un elicottero AB 412 dell'Aviazione dell'Esercito 25 chilometri a sud di Nassiryah e la morte dei quattro membri dell'equipaggio: il tenente colonnello Giuseppe Lima, 39 anni di Roma e il capitano Marco Briganti, 33 anni di Forlì, e i mitraglieri di bordo, il maresciallo capo Massimiliano Biondini, 33 anni di Bagnareggio (Viterbo) e il maresciallo ordinario Marco Cirillo, 29 anni di Viterbo.

In attesa di dettagli e notizie ufficiali (tra le ipotesi che acquisiscono spessore c'è quella della tempesta di sabbia alzatasi improvvisamente dal deserto ndr) è però possibile formulare alcune ipotesi.
L'elicottero ha effettuato una sosta per il rifornimento di carburante a Camp Buehring, base logistica statunitense situata nel Kuwait nord occidentale, e si è quindi diretto verso Tallil. Considerata l'esperienza dei due piloti e la buona conoscenza del terreno un incidente potrebbe essere improbabile.
In quell'area desertica e piatta non vi sono ostacoli naturali se si escludono i tralicci della linea elettrica peraltro ben noti agli elicotteristi che pattugliano la power-line per scongiurare sabotaggi e furti.

ERRORE? PROBABILE. MA PERCHÉ NESSUN "MAYDAY"?
Certo, un errore di pilotaggio è teoricamente sempre possibile anche perché gli elicotteri italiani e alleati volano in Iraq con modalità di "volo tattico", cioè a quota molto bassa e seguendo i contorni del terreno. Un'attività certo faticosa e stressante ma di routine per i piloti.
Anche le possibilità di un guasto tecnico sembrano essere scarse dal momento che l'equipaggio non ha segnalato nessun problema o inconveniente e non ha lanciato il "mayday" per segnalare un'emergenza e chiedere soccorso.

Inoltre, grazie ai suoi due motori, in caso di avaria all'apparato propulsivo l'AB-412 è in grado di effettuare atterraggi d'emergenza. E poi la missione affidata al velivolo era di trasporto a Kuwait City di un militare destinato a rientrare in Italia, non una missione di tipo tattico e questo spiegherebbe la mancanza di un secondo elicottero di scorta o appoggio.

L'ipotesi dell'abbattimento ad opera di un missile terra-aria portatile (un Sa-7 Strela già in dotazione alle forze di Saddam?) o di armi da fuoco automatiche non è al momento da escludere.Benché il settore italiano sia da tempo uno dei più tranquilli negli ultimi giorni si erano registrati nell'Iraq meridionale segnali allarmanti circa la ripresa di attività terroristiche.PRECEDENTE INGLESE DUE GIORNI FA
Il 29 maggio un militare britannico è rimasto ucciso e 5 altri feriti in un attacco condotto contro un convoglio a sud del settore controllato dagli italiani mentre messaggi diffusi da siti internet legati a gruppi aderenti ad Al Qaeda avevano minacciato nuovi attacchi contro le forze di Londra che hanno il comando della Divisione Multinazione Sud Est della quale fa parte anche il contingente "Antica Babilonia".

Le unità aeree italiane in Iraq sono poste sotto il comando del 6° Reparto Operativo Autonomo dell'Aeronautica basato sull'aeroporto di Tallil.
Alle dipendenze del 6° ROA operano 13 elicotteri (ora 12) e tre velivoli teleguidati da ricognizione Predator. I Predator e 3 elicotteri HH-3F appartengono all'Aeronautica mentre l'Aviazione dell'Esercito schiera 3 elicotteri da attacco A-129C Mangusta, 3 cargo CH-47 "Chinook" e 4 AB-412 (ora 3).
Su questo tipo di elicottero era stato ucciso il 21 gennaio scorso il maresciallo Simone Cola, colpito da un colpo di kalashnikov mentre il velivolo sorvolava Nassiriah.
Il tenente colonnello Giuseppe Lima aveva assunto il comando del gruppo elicotteri dell'Aviazione dell'Esercito il 27 maggio.

AB-412, UN MEZZO MULTIRUOLO PER SOCCORSI E SORVEGLIANZA
La scheda tecnica dell'elicottero usato dall'Aviazione dell'Esercito. In grado di raggiungere i 231 km/h, ha un'autonomia di 500 chilometri

L'AB-412 dell'Esercito italiano, è un elicottero multiruolo.
Queste le sue caratteristiche e prestazioni principali.
Lunghezza: 17,1 metri.
Larghezza: 2,6 metri.
Altezza: 3,6 metri.
Diametro rotore principale: 14 metri.
Peso: 5.262 chilogrammi.
Velocita' massima: 231 chilometri orari.
Velocità di crociera: 185 chilometri orari.
Distanza percorribile con pieno carburante: 500 chilometri.
Quota tangenza: 4.000 metri.
Potenza massima al decollo: 1800 Hp.
Capacità di trasporto
- personale: 14.
- materiali all'interno cabina: 1800 chilogrammi.
- feriti barellati: 6.
L'Aviazione dell' Esercito (Aves) il 12 maggio scorso nell'aeroporto Fabbri di Viterbo, ha festeggiato il 54mo anniversario della costituzione della specialità, alla presenza, fra gli altri, del Capo di Stato maggiore dell'Esercito, Giulio Fraticelli.

Parlando dell'Aves , Fraticelli ha ricordato gli oltre 100 militari dell'Aviazione dell'Esercito che hanno perso la vita nell'adempimento del dovere nei vari teatri in cui sono stati inviati.
L'ultima vittima prima dei quattro militari che sono morti oggi è stato il maresciallo Simone Cola, 32 anni, ucciso il 21 gennaio scorso a Nassiriya, mentre sorvolava in elicottero un ponte sull'Eufrate.
L'Aves conta circa 5.000 effettivi.
Complessivamente, i reparti dell'Aviazione dell'Esercito hanno compiuto 4.500 ore di volo all'estero e oltre 11.000 sul territorio nazionale per l'addestramento e gli interventi d'emergenza, come il soccorso e lo spegnimento di incendi.

Il sesto Reparto operativo autonomo (Roa) di Tallil, vicino a Nassiriya (proprio nei giorni scorsi, il 27 maggio, era stato visitato dal Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, gen.
Leonardo Tricarico)
, dall' inizio della missione irachena, ha fatto 6.000 ore di volo. Si tratta di missioni di evacuazione medica e trasporto feriti, di trasporto aereo tattico di contingenti militari, di ricognizione diurna e notturna per il controllo delle linee elettriche e degli oleodotti.

(ANSA)

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