| 47ESIMA NELLA CLASSIFICA WORLD ECONOMIC FORUM | ||
| Competitività, male l'Italia | ||
| Non migliora la posizione dell'Italia nella graduatoria Wef sulla competitività delle Nazioni: come l'anno scorso, il Belpaese si colloca infatti solo in 47/a posizione, davanti a Botswana, Cina e India. L'Italia è l'ultima tra i 25 membri dell' Ue, con l' eccezione della Polonia. In testa alla classifica è invece la Finlandia, seguita da Usa e Svezia » La classifica Wef | ||
| 28/9/2005 | ||
| URL: http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001032887 | ||
| Nessun miglioramento in fatto di competitività, l'Italia resta fanalino di coda dell'Europa superata nel peggio solo dalla Polonia, appena preceduta dalla Grecia e in una posizione che affianca quella del Botswana. Il nuovo allarme arriva dal World Economic Forum che nella sua classifica annuale conferma il Paese al 47esimo posto, lo stesso dello scorso anno, sotto tutti i paesi europei eccetto Varsavia, ma anche sotto il Sud Africa (42*), la Tunisia (40*), il Kuwait (33*) e il Bahrain (37*). "Il perdurante calo della posizione dell'Italia nelle graduatorie di competitività del World Economic Forum degli ultimi anni è fonte di preoccupazione" ha detto Augusto Lopez-Claros, capo economista e direttore del Programma di competitività globale dell'organizzazione ginevrina che organizza il Forum di Davos. Nella classifica, stilata dal Wef con un sondaggio su 11.000 manager e imprenditori in un campione di 117 economie mondiali, la Finlandia si conferma per il terzo anno consecutivo come il Paese più competitivo del mondo, seguita dagli Usa, Svezia, Danimarca, Taiwan e Singapore. Nel complesso continuano a primeggiare i paesi nordici che si situano tra le 10 economie più competitive del mondo, mentre perdono terreno le grandi economie europee, oltre l'Italia, stabile al 47esimo posto, Francia e Germania scendono rispettivamente al 30esimo e 15 esimo posto sono invece scivolate rispettivamente al 30 esimo e 15esimo posto perdendo 3 e 2 posizioni. Tra le economie asiatiche le performance migliori restano quelle di Taiwan e Singapore (al quinto e sesto posto) mentre il Giappone arretra di 3 posizioni al 12 posto. A pesare sulla situazione italiana sono i fattori di sempre, inefficienza del settore pubblico, mancanza di trasparenza, scarso svilupo tecnologico, e, il WeForum cita anche la saga delle banche come fattore che contribuisce a indebolire l'immagine del Paese. "L'insuccesso nel migliorare le prospettive delle finanze pubbliche avrà probabilmente una serie implicazioni di lungo periodo" ha aggiunto l'economista spiegando che in un paese che deve far fronte al problema dell'invecchiamento della popolazione "le passività implicite in termini di mancata copertura finanziaria dei trattamenti pensionistici futuri creano la necessità di un urgente aggiustamento fiscale". Inoltre "la percezione che il settore pubblico non sia equo nei suoi rapporti con la comunità imprenditoriale, che favoritismo e opacità siano le principali caratteristiche di tali rapporti, rappresenta un'ulteriore tendenza preoccupante". L'analisi del World Economic Forum continua implacabile. Anche nei settori dove il paese è tradizionalmente forte "l'Italia non è riuscita a mantenere la sua posizione relativa in alcune variabili che hanno conseguenze dirette sull'evoluzione futura del suo potenziale competitivo, quali la spesa delle imprese in ricerca e sviluppo, i tassi di iscrizione all'università e l'utilizzo di personal computer: tutti indicatori per cui negli ultimi anni si è registrato uno slittamento nelle graduatorie". Inoltre l'Italia dovrà far fronte alle sfide poste dalla competitività internazionale, in particolare di Cina e India" |
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