Archivio Panorama

LA FINANZIARIA DEL GOVERNO PRODI
Stangati i ricchi? Ecco i conti veri
All'aggravio Irpef si aggiungono la sparizione di deduzioni e detrazioni con il crescere del reddito (la soglia di «ricchezza» è 28 mila euro lordi), l'aumento dei contributi previdenziali (0,3% per i dipendenti), i ticket su ricette (10 euro) e pronto soccorso (da 23 a 41 euro)... E tassa di successione, negata in campagna elettorale » Forum
di Renzo Rosati
2/10/2006
URL: http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001038138
Romano Prodi definisce la Finanziaria presentata dal governo al Parlamento (ma una parte entra già in vigore per decreto, come la reintroduzione della tassa sulle successioni) «un guadagno per il ceto medio». E' difficile capire che cosa il capo del governo intenda per ceto medio, visto che con maggiore realismo il suo viceministro per le Finanze, Vincenzo Visco, ammette che solo per le nuove aliquote Irpef ci sarà un aggravio a partire dai 40 mila euro di reddito lordo annuo. Quarantamila euro lordi corrispondono a un po' più di 2.500 netti mensili: siamo nel paradiso dei ricchi?

PROGRESSIONE DELLA TORCHIATURA
L'aggravio Irpef, per questi contribuenti non è molto: 28 euro l'anno. Ma è un pur sempre un aggravio. Con singolare scelta, poi, i 28 euro di maggiore Irpef diventano 59 se si è pensionati e 200 se si è lavoratori autonomi. Da questa soglia in poi, comunque, la progressione della torchiatura si impenna: 580 euro a 65 mila lordi annui, 980 ad 80 mila, 1.780 a 100 mila...

MENO DETRAZIONI
Alla parte Irpef si aggiungono poi una serie di misure delle quali potremo renderci conto solo nei prossimi mesi: dalla progressiva sparizione delle deduzioni e detrazioni con il crescere del reddito (in questo caso la soglia di «ricchezza» è 28 mila euro lordi), all'aumento dei contributi previdenziali (lo 0,3% per i dipendenti), dai ticket sulle ricette (10 euro) a quelli sul pronto soccorso (dai 23 ai 41 euro a seconda della gravità degli interventi). Anche in questo caso l'esenzione riguarda i redditi sotto i 30 mila euro.

ADDIZIONALI COMUNALI
Poi arriveranno le addizionali comunali e regionali, inevitabili sull'Irpef visti i tagli di 3 miliardi a comuni e regioni (devono trovare i soldi in altro modo), probabili sull'Ici (case) dopo l'invito del governo a rivedere gli estimi catastali.

TASSA SU SUCCESSIONI E DONAZIONI
Tra le misure maggiori, scattata per decreto e dunque già operativa (ma chi era informato avrà fatto, venerdì sera, le ore piccole dal notaio), riecco la tassa di successione e donazione. Assume la dizione più pudica di imposta di registro, ipotecaria o catastale «per trasferimento per successione a causa di morte» e si applica in tutti i casi, con tasse dal 2 al 6%, per i parenti non di primo grado, mentre gli altri soggetti pagheranno dal 4 all'8%.

SULLA CASA DEL DEFUNTO
Se si è figli o coniugi non si pagherà l'imposta di registro, mentre fino a un valore della casa di 250 mila euro (solo però se è la prima casa del defunto) se ne pagheranno 168 d'imposta ipotecaria e/o catastale, e il 3% per i valori maggiori. Per tutti gli altri beni ereditati si applica il 4%, con una franchigia di 100 mila euro.

BUGIE ELETTORALI
Ricordate le promesse e gli impegni solenni in campagna elettorale? «Non aumenteremo le tasse, combatteremo l'evasione». «L'imposta di successione riguarderà solo i grandi, grandissimi patrimoni, e non toccherà gli eredi diretti». Bene, un «grandissimo patrimonio» è quantificabile oggi in una prima casa da 250 mila euro. Per tutti.
Di bugie elettorali è piena la storia, ma la storia è altrettanto piena di elettori con la memoria lunga. George Bush senior perse le elezioni per avere, appunto, disatteso l'impegno a non aumentare le tasse. Prodi si vedrà.

SINISTRA TIMOROSA

Per ora la stessa maggioranza di sinistra sembra perfino timorosa della propria stessa manovra, se uno che si definisce moderato come Francesco Rutelli sente il bisogno di promettere di «restituire tra due anni ciò che togliamo adesso». Vedremo quanto la promessa rutelliana farà breccia. Ma soprattutto i capigruppo dell'Unione annunciano «migliorie» in aula, e perfino in commissione.

MUNGERE CHI GIA' PAGA
Insomma, il clima è di chi l'ha fatta un po' grossa. Qualcuno l'ha definita una vendetta sociale, contro quei ceti e quella parte d'Italia che ha votato per il centrodestra. E' possibile, ma la sensazione è che a restare scottati saranno anche molti elettori e famiglie che invece hanno tifato per il centrosinistra.
La filosofia della manovra infatti ci riporta ad alcuni decenni fa: in base all'imponibile dichiarato al fisco si stabiliva chi mungere e chi premiare. Va da se che in tutto ciò, allora come oggi, godevano soprattutto gli evasori, mentre tantissimi onesti venivano puniti due volte.

LIMITE E INGANNO
È il limite (o l'inganno) della politica redistributiva fatta per via fiscale. Gli unici a non avere dubbi in questo momento sono i sindacati. La Cgil, che ha ottenuto significativi aumenti per gli statali, commenta: «E' esattamente ciò che volevamo».
I sindacati della scuola, dove c'è un'evidente sovrabbondanza di personale, con classi spesso esigue, e con più maestre per classe alle elementari, ottengono l'assunzione di altri 170 mila altri docenti (ma il ministro Tommaso Padoa-Schioppa non voleva portare a livelli europei il rapporto tra docenti e studenti?), e dunque rinfoderano minacce di sciopero e accuse di macelleria sociale.

CUNEO FISCALE
Anche le imprese, che mugugnano perchè mancano veri tagli e riforme strutturali, ottengono comunque la riduzione del cuneo fiscale, oltre a rottamazioni mirate: dagli elettrodomestici agli operai anziani per la Fiat.

IL PARADOSSO DELLE PALESTRE
Dimenticavamo: un buon risultato per le palestre, visto che è annunciato un bonus di 210 euro per chi vi si iscrive (scontro esteso alle piscine). «Mens sana in corpore sano» predicavano già i romani antichi, concetto ripreso poi in epoca littoria nonché nei paesi del socialismo reale. Forse diffondere lo sport migliora la salute, ma a essere maligni viene il sospetto che i grandi enti sportivi a coloritura politica, dal Coni all'Uisp, siano i veri beneficiari del bonus. Certo che lo sconto palestre abbinato al ticket sul pronto soccorso non offre un bello spettacolo, né sul piano etico né su quello estetico.

RISCHIO PER PRODI
Prodi ammonisce l'opposizione a non organizzare proteste: «Sarebbe una scelta rischiosa». Che significa? Sono parole di tono vagamente minaccioso, a parte il paradosso di chi le pronuncia: leader di una parte politica che a suo tempo ha portato in piazza molti militanti contro la riforma delle pensioni e su provvedimenti finanziari di ogni tipo. Rischiosa una manifestazione del centrodestra? E perché? Dalla Rivoluzione americana in poi quella sulle tasse è la più ovvia delle proteste. E anche la più efficace: forse il rischio è proprio questo, ma per Prodi.
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