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I RETROSCENA DEL CASO KELLY
Nessun «abbellimento»: aveva ragione Tony Blair
Ricordate le accuse al premier inglese di aver reso «più sexy» il dossier dell'Mi6 sulle armi di sterminio di Saddam? Ebbene, erano «senza fondamento». E ora, a perdere credibilità, è il network inglese autore del finto scoop che ha tenuto Blair per mesi sulla graticola
28/1/2004
URL: http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001022771
Il servizio della Bbc che mesi fa aveva accusato il governo Blair di aver «sexed up», reso più attraente, il dossier dei servizi segreti inglesi sulle armi di distruzione di massa di Saddam era completamente «senza fondamento». Non usa perifrasi il giudice Brian Hutton, incaricato di emettere un giudizio sul caso Kelly, lo scienziato inglese trovato morto nei pressi della sua abitazione dopo aver passato alla Bbc gli estremi dello «scoop» sul falso «abbellimento». E nel duello all'ultimo sangue che era scaturito dalla morte dello scienziato, stabilisce che a uscire a testa alta, e in maniera definitiva, debba essere l'inquilino di Downing Street.

Additato per mesi sulle pubbliche piazze come un Pinocchio che, pur di convincere l'opinione pubblica della giustezza della guerra, era arrivato a usare la menzogna, deliberatamente gonfiando il dossier dell'MI6, il premier inglese ha dovuto difendersi in questi mesi con le unghie. Ma solo oggi, grazie alla relazione Hutton, anche sul web, è riuscito a scrollarsi di dosso l'accusa infamante di essere un bugiardo matricolato, degno di veder storpiato il proprio nome in BLIAR. Dopo la notizia della sua assoluzione, il premier ha rilasciato alla stampa un commento in cui rivendica la propria onestà personale e accusa il network di non aver fatto dietro-front quando ancora era in tempo: «Il network non ha mai ritirato le proprie accuse in modo chiaro e visibile. Questo ha permesso ad altri di dire che avevo mentito al parlamento». Senza infierire chiede dunque il ritiro delle accuse che per mesi hanno paralizzato la vita politica inglese.
Lo storico network britannico, che aveva velatamente fatto circolare veleni sulle ragioni della morte dello scienziato, esce dalla vicenda con le ossa rotte: smentito sul cosiddetto «abbellimento» del dossier da parte di Blair ma anche sulle ragioni della morte di Kelly, che il giudice Hutton ha spiegato essere stata determinata dal suicidio.

ACCUSE ALLA BBC
Nella relazione conclusiva dell'indagine scaturita dalla morte di Kelly l'emittente inglese viene espressamente accusata di non aver verificato l'attendibilità della notizia fornita dal giornalista Andrew Gilligan. Queste le parole precise del giudice che dovrebbero porre la parola fine alla vicenda: «Ritengo che l'accusa sia priva di fondamento e che coloro che hanno assistito alla trasmissione avrebbero capito che il dossier era stato arricchito con notizie provenienti dall'intelligence ritenute false o inattendibili. Ma non è questo il caso». .

ESULTA MURDOCH
Chi ha ragione di esultare - oltre a Blair - è il quotidiano 'The Sun', di proprietà di Rupert Murdoch che sulle bordate contro la storica emittente inglese aveva fondato una agguerrita campagna di stampa. Anticipando le conclusioni di lord Brian Hutton, il giornale aveva già questa mattina puntato il dito contro la vecchia British Broadcasting Company e il giornalista Andrew Gilligan, beneficiario della confidenza di Kelly. Il giornale di Murdoch li ha accusati . come Blair - di non avere controllato le affermazioni dell'esperto di armi, che parlò di dossier iracheno gonfiato.
Per affrontare l'emergenza, è stato convocato per oggi pomeriggio il consiglio dei governatori della Bbc. Gli amministratori si riuniranno subito dopo la diffusione del rapporto Hutton, in programma per le 13 e 30 ora italiana, per rispondere alla bufera che si sta abbattento in queste ore sulla credibilità del prestigioso network inglese.

LE DATE E I PROTAGONISTI DELLO SCANDALO
Cronologia di una morte annunciata

  • 24 settembre 2002
    Il governo Blair presenta il dossier Iraq, nel quale sostiene che Saddam dispone di armi di distruzione di massa "che possono essere usate 45 minuti dopo l'ordine".
  • 7 maggio 2003
    Susan Watts, giornalista scientifica del programma Newsnight della Bbc discute telefonicamente la questione dei 45 minuti con David Kelly, 59 anni, esperto di armi di distruzione di massa, ex ispettore Onu e fidato consulente del governo.
  • 22 maggio
    David Kelly incontra il giornalista della Bbc Andrew Gilligan.
  • 29 maggio
    Nel programma Today Gilligan rivela che uno degli estensori del dossier di settembre gli avrebbe rivelato che il governo sapeva che il dato sui 45 minuti era falso e che, una settimana prima della presentazione, Downing Street aveva chiesto di rendere il rapporto "più sexy", scontentando i servizi segreti.
  • 29 maggio
    Il giornalista Gavin Hewitt ribadisce le accuse al tg delle 10.
  • 1° giugno
    Gilligan scrive sul Mail on Sunday che l'artefice dell'"operazione abbellimento" è Alastair Campbell, portavoce di Tony Blair.
  • 30 giugno
    Kelly sente che il cerchio intorno a lui si stringe e scrive al ministero difendendosi. Inizia un vorticoso carteggio che coinvolge anche la Bbc sull'identità della fonte di Gilligan.
  • 10 luglio
    Il nome di Kelly esce sui giornali.
  • 15-16 luglio
    Kelly testimonia alle commissioni Affari esteri e Intelligence.
  • 18 luglio
    Alle 9.20 di mattina il corpo senza vita di Kelly viene trovato in un bosco.
  • 20 luglio
    Inizia l'inchiesta giudiziaria affidata al giudice Lord Hutton.
  • Tutta la documentazione è sul sito www.the-hutton inquiry.org.uk</td>
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