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Panorama   Archivio   Via al nuovo Patto Ue, meno rigore sui deficit

FLESSIBILITÀ E STABILITÀ - IL PATTO RIVISTO

Via al nuovo Patto Ue, meno rigore sui deficit

  21/3/2005

Intesa raggiunta: i parametri restano invariati, ma verranno applicati in modo "intelligente". Possibili sforamenti "temporanei" e di "entità limitata". Ma non tutto è definito, "restano ancora questioni tecniche e dettagli da definire, ma il maggiore ostacolo e' stato superato", ha spiegato una fonte diplomatica, facendo riferimento al trattamento dei costi della riunificazione tedesca > Cos'è il Patto

L'accordo raggiunto "è molto positivo" per la Commissione europea, ha detto il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia.
Almunia ha aggiunto che anche il presidente della Commissione, Josè Manuel Durao Barroso, ha approvato il testo della riforma e ha annunciato che martedì mattina riferirà ai colleghi l'esito della riunione dell'Ecofin.

Il testo concordato, frutto di un "lodo" del ministro francese Thierry Breton, afferma che vanno tenuti in considerazione "i costi della riunificazione europea che hanno un impatto sulla crescita economica di uno Stato membro e sulla sua posizione fiscale".
Una formulazione più generica di quella chiesta da Berlino, ma che alla fine ha soddisfatto anche il ministro tedesco Hans Eichel ed ha convinto anche il ministro austriaco Karl-Heinz Grasser, che, in mattinata, al suo arrivo alla riunione dell'Eurogruppo, aveva ironizzato sulla richiesta della Germania: "Chiedere di tenere in conto i costi di qualcosa successo 15 anni fa sembra una barzelletta".

A convincere Grasser, ma anche i ministri dei paesi dell' Europa dell'est, la formulazione più ampia, che va oltre i confini tedeschi, e la garanzia che lo sforamento del tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil sarà giustificato solo se "temporaneo" e di "entità limitata", cosi come prescritto dal Trattato di Maastricht.

L'intesa consente ai ministri di portare ai capi di Stato e di governo dei 25, che si riuniranno martedì e mercoledì prossimo nel vertice Ue dedicato ai temi economici, un testo che lascia inalterati i criteri fondamentali del Patto (le soglie del 3% per il deficit e del 60% per il debito), ma rende più flessibile la sua applicazione, rendendolo più "intelligente".

Il nuovo Patto consentirà un'analisi più specifica e dettagliata della situazione economica di ciascun paese, tenendo conto delle diversità esistenti nelle economie e nelle finanze dei 25 Stati membri. "Se c'è buona volontà, raggiungeremo oggi un accordo, diversamente andremo al Consiglio Ue", aveva detto in mattinata Juncker, preparato ad un possibile fallimento e pronto a non farne un dramma.

Il primo ministro lussemburghese si è presentato alla riunione dell'Eurogruppo con un documento che ha fatto tesoro della fumata nera registrata nella riunione della scorsa settimana. Dalle 19 pagine è scomparsa la lista delle 16 eccezioni che potevano giustificare uno sforamento temporaneo del deficit e che aveva scontentato un pò tutti, pur restando o il principio di prestare attenzione a "tutti gli elementi rilevanti" che possono contribuire alla creazione di un deficit eccessivo temporaneo e limitato.

La bozza, inoltre, promette grande attenzione all'impatto della riforma delle pensioni, così come di altri "importanti riforme strutturali", purchè abbiano costi diretti e verificabili sulla sostenibilità a lungo termine delle finanze. Per quanto riguarda il debito, Juncker ha confermato la maggiore attenzione al ritmo di riduzione, ma "qualitativa", slegata cioè da parametri quantitativi, ipotesi contrastata fin dall'inizio dall'Italia.

Anche sui tempi di rientro del deficit, il nuovo testo introduce maggiore flessibilità, concedendo un anno in più per riportare il disavanzo sotto la soglia proibita. Ma questo periodo (tre anni) potrà ulteriormente essere dilatato - di fronte a shock economici imprevisti - fino a cinque anni. Una manna per Francia e Germania, che da tre anni hanno conti pubblici in rosso.

Il documento respinge invece la 'Golden Rule', la regola che consente di scorporare dal computo del deficit alcuni capitoli di spesa, così come chiesto in particolare dalla Francia e da altri grandi paesi. La considerazione di queste spese (ricerca e innovazione, tra le altre) sarà però presa in carico nella valutazione ex post delle finanze pubbliche.

Ai capi di Stato e di governo, i ministri proporranno una risoluzione affinchè riaffermino "in modo solenne" il loro impegno a rispettare il patto di stabilità e di crescita "in modo efficace e tempestivo".

Una dichiarazione che dovrebbe tranquillizzare la Bce.
Il presidente dell'Istituto di Francoforte, Jean-Claude Trichet, aveva riaffermato in mattinata che la posizione della Banca centrale europea, tenace oppositrice di cambiamenti troppo laschi delle regole, "non è cambiata".

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