TRA SALTI E ROTAZIONI
Speciale neve - Un inverno da leoni
Giovanni Rezzoli - Panorama Web 14/11/2003
Tentati dall'ebbrezza di fare surf sulla neve? ecco alcuni consigli per divertirsi, salendo sulla tavola da snowboard con il piede giusto.
Se l'arrivo del freddo vi ha acceso la voglia di provare nuove emozioni sulle piste e avete pensato di cimentarvi con la tavola da snowboard, ecco un essenziale vademecum, con le caratteristiche principali di uno sport capace di cambiare la vita di chi lo pratica.
Una nuova prospettiva. Lo snowboard è uno sport trasversale, nel senso che si pratica stando girati, perciò in un mondo dove più o meno tutto quello che facciamo viene affrontato di fronte, balzare su una tavola comporta immediatamente un cambio di prospettiva. Il rispetto della posizione trasversale è l'unico punto veramente obbligato nella pratica di un'attività che per il resto lascia molto spazio allo stile personale. L'asimmetria nell'andatura è un falso mito, perché ormai è possibile procedere in avanti e all'indietro, utilizzando il corpo in modo bilanciato.
Hard o soft? Questo sport può essere praticato con due tipi di attrezzatura, che differiscono in modo significativo nelle prestazioni. Hard significa duro e si riferisce al fatto che gli scarponi hanno uno scafo in plastica rigida (come quelli da sci), che permette una maggiore articolazione della caviglia. La tavola ha una punta poco rialzata e una coda tagliata di netto: con questa attrezzatura si procederà solo in avanti. Il motivo è semplice: qualcuno ha mai visto fare uno slalom in retromarcia? Con l'attrezzatura hard si possono esprimere al massimo velocità e precisione, percorrendo le piste con raggi di curva sia ampi sia stretti. Le sensazioni che si provano sono decisamente molto intense, ma occorrono un buon impegno muscolare e il perfetto controllo dell'attrezzo.
Il corredo soft è invece costituito da scarponi simili a doposci e tavola con punta e coda arrotondate e rialzate, che permettono di esprimersi più liberamente: sia per quanto riguarda i movimenti, sia per l'andatura, possibile nelle due direzioni. Questa attrezzatura è nata per interpretare il terreno in modo personale: si possono fare tricks (manovre), salti, rotazioni, planare sulla neve fresca, insomma più o meno tutto quello che passa per la mente. Per chi vuole uscire dagli schemi, questo è lo strumento perfetto.
Da dove cominciare. Muovere i primi passi nel mondo dello snowboard è sicuramente più facile e veloce con l'attrezzatura soft, perché offre maggiore equilibrio: lo scarpone morbido e la tavola più larga permettono un migliore contatto con la neve, in pratica creano più feeling con l'attrezzatura, e questo è utile soprattutto per chi non ha mai sciato ed è quindi sprovvisto di sensazioni di scivolamento.
Goofy o regular? L'ingresso al noleggio comporta sempre un'immediata indagine preliminare volta a scoprire se l'aspirante rider sia goofy (piede destro) o regular (piede sinistro), ovvero quale piede preferisca mettere davanti, e generalmente la risposta è che non se ne ha la minima idea. Teoricamente andrebbe messa davanti la gamba in cui si ripone maggiore fiducia, ma se poi la scelta dovesse rivelarsi errata non ci sono problemi, l'assetto può essere cambiato in qualsiasi momento.
Può essere molto utile chiedere al noleggio un montaggio centrale con angolazione simmetrica, ovvero con gli stessi angoli per entrambi i piedi, uno positivo e uno negativo (per esempio +9 e -9). E bando al timore di farsi scambiare per Paperino, questo assetto è molto utile per assumere una posizione neutra e naturale anche con la parte superiore del corpo e rende più facile l'andatura fakie (all'indietro). Proprio quella che potrà essere adottata nel caso in cui venisse a mancare la piena convinzione di essere realmente goofy o regular.
Cosa indossare Mai fatto caso allo stile adottato dai riders navigati? Pantaloni larghi con cavallo basso, giacche comode, immancabile cappello e maschera. Non si tratta di una divisa obbligatoria, ma sicuramente riflette la necessità di potersi muovere senza costrizioni. Bisogna considerare che agli inizi molto tempo andrà investito nel passaggio dalla posizione flessa a quella eretta, operazione che richiede molta energia e ampia libertà. È quindi meglio evitare ogni capo che possa restringere la possibilità di movimento, prevedendo inoltre una buona stratificazione che consenta di scoprirsi all'occorrenza senza rischiare di finire la giornata in un gelido bagno di sudore.
Maestro o fai da te? Dipende dal carattere, dalle esigenze e dagli obiettivi personali. Perché con poche lezioni, e una spesa contenuta, si possono ottenere i primi fondamentali consigli su come stare sulla tavola e sulla postura da assumere. Raggiungere una discreta autonomia sulla neve non è quindi un salasso. Probabilmente tutti hanno qualche amico che ha concluso una giornata sulle piste prendendo a calci la tavola stremato e deluso da un'esperienza che si aspettava esaltante e si è invece rivelata disastrosa. Il fatto di dover stare trasversali è in parte responsabile di molte disfatte, perché i neofiti si ostinano a cercare sensazioni note, precludendosi la possibilità di divertirsi.
Un maestro è in grado di impostare rapidamente la nuova prospettiva offerta dalla tavola, insegnando i diversi modi di curvare e il corretto utilizzo di piedi e caviglie. Da non sottovalutare anche l'aiuto del maestro a rialzarsi da terra, che agli inizi è sempre piuttosto faticoso.
Nulla, naturalmente impedisce di cominciare da soli. Non è necessario per forza riuscire a curvare in quattro minuti. Qualsiasi interpretazione si dia di un pendio, si potranno ottenere nuove sensazioni da aggiungere al bagaglio percettivo personale. L'unica cosa veramente importante è iniziare su un pendio adeguato, semplice e non ghiacciato, rispettando i propri tempi senza strafare.
Diventare riders e guardare le cose «di traverso» cambierà la vita anche fuori dalle piste: forse capiterà di adottare un approccio più flessibile nelle rogne quotidiane, mentre il pensiero correrà già al prossimo week-end. Semplice. E vincente.





