TGCOM News
Arriva la bufera, a Roma chiuse le scuole Meteo Cancellieri: "Basta lamentele e capri espiatori" - Gelo e neve, allerta per il weekend. Consumatori: bollette record nel 2012 - Questa volta Roma, a detta di Alemanno, è pronta per affrontare l'emergenza: obbligo di catene montate, previsti 30 cm di neve. Scuole e uffici chiusi domani e sabato. Altre vittime in Calabria, Molise e Lombardia
Aircraft

Archivio Panorama

  • Home
  • Edicola
  • Archivio
  • Info
  • Feed RSS
  • Home archivio
  •  
Panorama   Archivio   Clemente 2, la vendetta

RINNOVAMENTI MASTELLA SPIEGA LE SUE IDEE SUGLI SCHIERAMENTI

Clemente 2, la vendetta

Bruno Vespa  4/12/2003

Dopo l'Udeur, ha creato Alleanza popolare. Adesso lancia un avviso ai duri di sinistra: basta con le ideologie.

Amico mio, è nato un nuovo Mastella». Oddio, e quando?
Da quando mi sono messo con Mino Martinazzoli. Abbiamo fatto Alleanza popolare.

L’Udeur è morto?
No, ci chiamiamo Alleanza popolare-Udeur. E ai miei amici di coalizione del centrosinistra ho detto: è finito il Mastella che correva per mezzo ministero. Con Martinazzoli c’è nuovo rigore. Mi piace fare politica.

Sbaglio o la prima mossa è stata di contestare la qualifica di «comunista» rivendicata da Fausto Bertinotti e Oliviero Diliberto?
L’abiura di Gianfranco Fini chiude la lunga vicenda della subalternità di Alleanza nazionale nello schieramento politico italiano. È impensabile a questo punto che non si apra una polemica nel centrosinistra con i comunisti.

Mi pare un’impresa dura…
Il dato ideologico fino a ieri era presente nella destra, oggi permane nella sinistra. Rispetto la storia, ma la politica è altra cosa. E vengono al pettine i nodi di un sistema in cui a destra e a sinistra stanno insieme più quelli che la pensano diversamente di quelli che la pensano allo stesso modo.

""
I due capi di Alleanza popolare Mino Martinazzoli e Clemente Mastella

Per esempio?
Silvio Berlusconi ha una maggioranza che nemmeno Alcide De Gasperi poteva permettersi, eppure ogni tanto deve ricorrere ai voti di fiducia perché nella Casa delle libertà esistono diversità parallele che non convergono mai. Da noi, a parte la storia del comunismo, guardi quello che è successo con lo sciopero dei trasporti a Milano…

Che c’entra Milano?
Chi prende il tram? Non noi parlamentari, che abbiamo l’auto blu. Non la borghesia, che un modo per muoversi lo trova. I mezzi pubblici sono soprattutto della povera gente. E quando, in nome della violazione dei patti, si lascia a piedi la povera gente, Bertinotti che difende gli scioperanti con questi sistemi assicurerà per sempre la vittoria alla destra.

Facciamo un’ipotesi realistica. Bertinotti le risponde: caro Mastella, io comunista sono e comunista rimango. Stessa risposta da Diliberto. Lei che fa?
Io ho posto un problema. Al momento sono costretto a scegliere il male minore in attesa di elaborazioni culturali e sociali che mi portino sul piano politico a convergere successivamente…

Alt. Profumo di ribaltone?
Ma no, che ha capito? Non sto pensando al centrodestra. Per ora. È a sinistra che vanno aperte nuove strade. C’è tanta gente che si gioca la tunica di Berlusconi…

Il Cavaliere sarà lusingato del paragone con il Signore. I dadi vengono lanciati a destra e a sinistra?
Bisogna prendere atto che il crepuscolo è avviato. Al centro dello schieramento politico italiano si aprirà una prateria. Io guardo a una visione morotea del centrosinistra. A una cultura di governo alla quale la sinistra antagonista resta estranea.

Ma quale estranea, se Bertinotti si candida a fare il ministro del Lavoro…
Insisto: c’è bisogno di una scissione da una parte e dall’altra per chi non ritiene di essere pronto al governo.

Ecco il tandem Bossi-Bertinotti.
I nomi li lascio a lei. Ma certi chiarimenti bisogna pur farli. In politica estera, per esempio, siamo tutti per la pace. Ma io sono per restare in Iraq, salvo vedere a quali condizioni. Altri vogliono andarsene. E il patto di stabilità deve essere ferreo o flessibile? La leadership di Romano Prodi sarà in grado di ricomporre diversità così marcate?

Alleanza popolare è pronta a dare il suo contributo, vero?
Non siamo terzaforzisti. L’esperienza di Giulio Andreotti e Sergio D’Antoni con Democrazia europea ha dimostrato che non c’è spazio in questo senso. E io non sono così sciocco da mettermi fuorigioco per la felicità di tanti. Ma abbiamo chiamato a raccolta i riservisti.

  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca lavoro
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
  • Applicazioni Mondadori
    • Immobiliare.it
      Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

      Provincia
      Tipologia
    • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!
  • Panorama ieri
  • Archivio storico di Panorama.it
  • Naviga
    nell'archivio
    storico di
    Panorama.it
  • Home
  • Fotogallery
  • EPOCA
  • Edicola
  • Archivio
  • Info
  • torna su
  • Condizioni di partecipazione
  • Credits
  • Scrivi a Panorama
  • Feed Rss
  • Privacy
  • Gruppo Mondadori
  • Pubblicità
  • Abbonamenti
  • R101
  • Arnoldo Mondadori Editore
© 2007 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Partita IVA 08386600152