TRUFFE: LE FALSE MOGLI SU INTERNET
Prima ti sposo (per finta) e intanto ti rovino
Vito Taormina 12/12/2003
Bellissime ucraine, russe mozzafiato, dolci romene. Basta un'email e loro s'innamorano perdutamente. Fino al giorno in cui chiedono denaro in prestito. Poi scompaiono e i pretendenti rimangono delusi e poveri. Un tranello che ha colpito migliaia di vittime in tutto il mondo
Zoya Chernonos vive in Ucraina. C'è un sito matrimoniale online con la sua foto: bellissima.
Le scrivi e al primo scambio di posta elettronica le sei subito simpatico: ti chiede di mandarle la tua foto. Hai fatto colpo, perché alla seconda email ti dice che sei dolce e tenero, che sai scrivere belle parole, che sei romantico come piace a lei. E ti chiama già «tesoro».
Alla terza lettera ti scrive «I love you», ma soprattutto vuole conoscerti di persona: per toccarti, baciarti. C'è però un problema: Zoya non ha i soldi per il viaggio. E così ti indica come mandarle il denaro, con la Western Union. Scrive: «Dammi 1.500 euro per il biglietto aereo e volerò fra le tue braccia». Le credi. Perché ti ha fatto innamorare. E le spedisci i soldi. Li incasserà e non ti scriverà mai più. Nella trappola di Zoya Chernonos, negli Stati Uniti, sono caduti a decine.
Stessa tattica, stesse email, stesse frasi d'amore e ovviamente stesse modalità di pagamento sono usate da una fantomatica Tatiana Botvinkina. E da tante altre bellezze virtuali. «Queste donne non esistono» spiegano all'Fbi «mentre invece ci sono associazioni a delinquere specializzate nelle truffe online». Insomma: chi cerca la dolce metà su internet deve stare in guardia.
I criminali usano diversi pseudonimi per truffare gli amanti virtuali e le foto di quei volti candidi, ma sensuali, sono spesso rubate da siti pornografici o di modelle: giovani donne ignare delle frodi perpetrate con le loro immagini.
Un'altra professionista di cuori e portafogli svuotati è una certa Nina Karas. Manda email che sembrano stralci del Cuore di Edmondo De Amicis: storie strappalacrime per i suoi amanti virtuali che nella commozione staccano assegni verso l'Ucraina, il paese dove risiede la loro amata. Secondo gli investigatori, dietro Nina Karas si cela «un grande psicologo» perché riesce a individuare e a scavare nei punti deboli delle sue vittime.
L'inafferrabile russa Alice Komisarova è paziente: scrive alle sue vittime per due o tre mesi, instaura con loro un «vero» rapporto di amicizia, gli racconta della sua famiglia, dei suoi amici, dei suoi sogni. «Poi inventa la storia dell'incidente d'auto» spiega un truffato. «Mi ha detto di essere stata due settimane in ospedale, di essersi fratturata gambe e braccia e quindi di non potere più lavorare. Le ho mandato dei soldi.
Non l'ho più sentita, la sua casella di posta elettronica non esiste più». Un'altra immaginaria bellezza russa, tale Svetlana Gausheva, chiede invece denaro subito. Alla prima email. Il trucco funziona: a volte qualcuno si intenerisce.
Un cuore infranto degli Stati Uniti racconta la sua avventura con un'avvenente ragazza romena: «Ci siamo scambiati email per sei mesi. Poi mi disse di avere bisogno di mille dollari. Glieli mandai. Era quanto le serviva per il biglietto aereo e per il visto sul passaporto. Ero così contento, volevo conoscerla, dovevamo sposarci.
Credevo di sapere tutto di lei. Dopo avere ricevuto il mio denaro ha continuato a scrivermi: la farsa è durata altre due settimane. Poi ha chiuso la sua casella di posta elettronica. È scomparsa. Mi ha imbrogliato».
A volte le frodi d'amore online corrono parallelamente. Esistono infatti fantomatici siti internet che, oltre alle solite foto di giovani donne (ovviamente inesistenti) in cerca di marito, offrono servizi di traduzione dall'inglese al russo. I malcapitati amanti americani sono così truffati due volte: per ogni email che spediscono pagano un sovrapprezzo per la traduzione.
Ma online non si truffa solo per amore. C'è chi approfitta di uno dei sogni più antichi dell'uomo: diventare ricco presto e subito.
Australiano, 39 anni, Nick Marinellis ha accumulato 5 milioni di dollari prima di finire in manette. Due i suoi imbrogli preferiti. Spediva migliaia di email in cui sosteneva di essere il rappresentante di una lotteria: ma per reclamare la vincita miliardaria il «fortunato vincitore» doveva prima pagare una tassa di riscossione. Oppure Marinellis si spacciava per un notaio: raccontava ai mittenti di una ricca eredità lasciata da un parente lontano; per riceverla bastava pagare un «modesto» onorario. C'è cascato anche un ricco sceicco saudita che è stato truffato per oltre 572 mila dollari australiani (circa 352 mila euro).
Poi è arrivata una segnalazione del consolato ungherese di Sydney, al quale Marinellis aveva tentato di estorcere 2.500 dollari: seguendo questa pista l'Interpol, con i servizi segreti britannici e americani, è riuscita a rintracciare e ad arrestare il truffatore: operava da casa, in un paese vicino a Sydney.
L'avvocato che difende Marinellis ha spiegato alla corte che il suo cliente è «un padre di famiglia» (ha due figli), che sopravvive con una pensione di invalidità, che ogni domenica va in chiesa, che mantiene gli anziani genitori. E che Marinellis soffre di schizofrenia: quindi avrebbe due personalità, una onesta e l'altra no. Per il momento il magistrato ha risposto con 17 capi di imputazione.
Ma le truffe più pericolose restano quelle africane: ovvero richieste d'aiuto per trasferire in un conto corrente straniero gli averi di ex regnanti perseguitati da dittatori militari. L'esca è la ricompensa: metà del «tesoro». Chi cade nella trappola vede però prosciugarsi il proprio conto corrente. Un portavoce del governo nigeriano spiega: «Recuperare i soldi persi nelle truffe online è impossibile». Impossibile anche recuperare i corpi dei truffati.
C'è infatti chi ha pagato con la propria vita: negli Stati Uniti diverse persone sono scomparse dopo essere partite verso paesi africani con il miraggio di lauti guadagni. Tutto per avere risposto a una email.
| CONTRO I RAGGIRI DEL WEB L'ARMA È L'INFORMAZIONE Il direttore della Polizia postale: «Migliaia di casi anche in Italia, ma pochi ne parlano» In Italia le truffe online sono in continuo aumento. Tanto che Domenico Vulpiani, direttore del servizio di polizia postale e delle comunicazioni, lancia l'allarme: «Bisogna informare meglio i cittadini dei rischi che corrono: un settimanale come Panorama, per esempio, può essere uno dei canali divulgativi più importanti». Per difendersi dagli sciacalli del web basta quindi informarsi meglio.Ma per i navigatori di internet non è facile. Spiega ancora Vulpiani: «Il problema è che questi episodi di truffe online restano circoscritti nell'ambito locale. Se una truffa accade ad Ancona, l'ufficio di indagine che procede è quello del capoluogo marchigiano: e la notizia viene quindi ripresa dalla cronaca locale di Ancona, ma non dai circuiti nazionali. Quindi l'allarme viene limitato soltanto a un raggio circoscritto. Non basta. Se si coinvolge una rivista a tiratura nazionale, per lo meno raggiungiamo un target di persone in tutta Italia. E solleviamo il problema». Ma quali sono le frodi online più diffuse in Italia? «Ormai possiamo scrivere dei volumi» sostiene Vulpiani «anche se la truffa dei siti matrimoniali, come quella in voga negli Stati Uniti, non mi risulta che si sia estesa nel nostro Paese. C'è stato un caso simile, però: quello delle prostitute che si potevano prenotare online. Ma che però non si presentavano mai. Anche in questo caso venivano usate foto di belle ragazze prese da internet. I clienti, ovviamente, non raccontavano di essere stati truffati: paura delle proprie mogli oppure, nel caso di impiegati in trasferta, della propria azienda. Infine uno scapolo ha sporto denuncia. Un caso risolto con l'arresto di una dozzina di persone». E poi in Italia c'è il danno infinito dei provider che si installano «a tradimento» sul proprio computer di casa. Sono i famigerati numeri telefonici che iniziano per 899 o per 709. Numeri maledetti per migliaia di navigatori che poi ricevono il «bollettone» telefonico. Sul sito internet poliziadistato.it si può scaricare il modulo per presentare la denuncia e chiedere il rimborso. «Il 709 è un numero che si presta a un'utilizzazione truffaldina» spiega Vulpiani «e stiamo ancora investigando. Abbiamo circa 130 mila denunce. Sembrano reati spiccioli, mirati a poche persone, ma sommati insieme sono di grande entità. Dai furti d'identità alle carte di credito clonate online, la fantasia non ha limiti». |





