CAPITALI SOCIAL: LA NUOVA MANHATTAN TRASGRESSIVA
Folli notti a New York
Vito Taormina 5/3/2004
Sirene seminude che fluttuano nei bar, cubiste che si agitano in atmosfere tibetane, drag queen scatenate dentro chiese sconsacrate. Nella Grande mela riparte la voglia di emozioni forti. E nelle nuove piste hi-tech, attori, rockstar e modelle ritrovano il gusto degli sfrenati anni 80.
Raffinati spazi architettonici grandi come campi di calcio o ricavati da vecchie chiese sconsacrate nei quali risuonano ritmi sempre più nitidi e assordanti. Dj milionari incastonati nelle nicchie d'acciaio. Atmosfere voyeuristiche e seducenti create da modelle mascherate. E, ovunque, una miscela dissacrante di perversioni occidentali e religioni orientali. Le nuove notti sfrenate di Manhattan ripartono da una vecchia area di magazzini dismessi a nord di Chelsea, dove, da qualche settimana, hanno aperto i locali più trasgressivi degli ultimi 10 anni.
Ambienti e personaggi ricordano i sulfurei anni Ottanta, ma con un valore aggiunto: l'organizzazione mondana e mediatica del nuovo «clubbing» newyorkese, capace di concentrare in una sola serata oltre 3.500 nottambuli della Grande mela sulle piste hi-tech tra la Nona e la 11esima avenue e perfino di riportare nei privé odorosi di sandalo e patchouli gli attori e le rockstar che avevano perso la voglia di tirare l'alba.
Massimo esempio della rinascita è il Crobar, immenso locale appena ridisegnato dall'architetto Steven Hall sulle ceneri dei grandi magazzini Macy's: le sue coreografie alla Broadway, le sue cubiste in piume e lingerie hanno scaldato gli animi e in appena due mesi di vita il locale si è guadagnato i galloni di erede ufficiale del mitico Palladium degli anni 80. Con il suo flusso ininterrotto di fotografi, top model, eccentrici di ogni tipo, il Crobar vibra fino all'alba, ben oltre le 4 del mattino, ora in cui la legge vieta la vendita di bevande alcoliche.
Il Crobar non andrebbe raccontato, è un'esperienza da vivere: amazzoni con archi e frecce che dominano i cubi, dj dotati di postazioni simili ad astronavi, drag queen che spuntano fra le canne di bambù, trasgressive toilette a vista (sì, si può guardare). E poi tunnel di luce bianca dove la percezione acustica cambia a ogni passo e spirali di scalinate che conducono nelle stanze private, lì dove tutto è permesso.
Lo Spirit è appena un isolato più in là. Si varca l'ingresso soltanto dopo essere stati ingoiati dalla stella a sette punte, simbolo del locale. Lo Spirit promette di illuminare corpo, mente e ovviamente spirito: effettivamente trasporta. Sarà l'acustica spaccatimpani ma cristallina, o il mix sacro-profano molto orientale, fatto sta che a poche settimane dall'apertura questo luogo ha fatto migliaia di proseliti.
Lo spazio è diviso in tre zone distinte: corpo, mente e anima, perché la discoteca è progettata in modo da rappresentare i sette chakra, centri del corpo umano dove, secondo la filosofia yoga, scorre l'energia vitale.
Così la zona corpo del locale è dominata da lame di luce rossa (colore del primo chakra) e, più in alto, da radiazioni violacee (simbolo dell'ultimo chakra). Solo qui si scatenano 1.300 persone. Nella zona anima c'è il ristorante avvolto da dolci raggi blu che rappresentano il chakra della gola. I banconi del bar sono immersi in bagliori verdastri che raffigurano il chakra del cuore, mentre nella zona mente, fra lampi zafferano (è il chakra del plesso solare), specialisti di terapie olistiche e santoni vari attendono clienti per massaggi a base di luci, suoni e vibrazioni. Ovviamente tutto a pagamento. Ma, è certo, il risveglio interiore non ha prezzo.
Impagabile anche il richiamo delle sirene nella fredda notte newyorkese. Soprattutto se l'essere mitologico è lì in carne e ossa che sguazza nell'acquario di 12 metri del Coral Room. Costumi omerici o tute palmate avvolgono i corpi delle sirene, che in realtà sono modelle dalla sorprendente acquaticità: il loro show in apnea ricorda alla lontana la lap dance e prevede piroette, tuffi e soprattutto sguardi sensuali ai clienti che siedono al bar. Il club, aperto 6 mesi fa, può ospitare oltre 400 persone ed è sempre affollato.
| CERCA IL GRANDE CHEF? OTTANTESIMO PIANO Viaggio nelle nuove torri del jet set newyorkese Manhattan ha due nuove Torri gemelle, in Columbus circle, ai margini di Central Park. Due gigantesche vetrine del lusso che sembrano voler ribadire che New York è ancora grande, forte e godereccia. Le ha volute il colosso dei mass media Time Warner che le ha inaugurate il 4 febbraio. Tra gli ospiti d'onore, Cindy Crawford e Rush Limbaugh. Nelle due torri, 80 piani l'una, hanno aperto negozi di grandi marche come Hugo Boss, Borders, Dean and Deluca, Sephora, Eileen Fisher, Armani Exchange e J. Crew. I ricchi più sfrontati hanno preso possesso degli attici, mentre una folla di neoconsumatori si è spinta nei sotterranei di Whole Foods, il più grande mercato bio di New York. Le torri offrono ancora di più: ci sono i nuovi studios della Cnn aperti al pubblico, il Grand Hotel Mandarin Oriental e i ristoranti di tutti gli chef più famosi d'America: Jean-George, Masa e Charlie Trotter. Nel seminterrato, la palestra newyorkese per eccellenza, Equinox, piscina olimpionica con bordo vasca art déco stile villa Hollywood anni Trenta e sezione speciale per membri Elite: abbonamento, 24 mila dollari l'anno. Il primo «mall» (megacentro commerciale) dell'Upper West Side ha scatenato polemiche che hanno coinvolto perfino antropologi e intellettuali. Ma i newyorkesi sembrano non fare una piega. Per ora si mettono in lista d'attesa per cenare da Jean-George, poi si vedrà. Chiara Barzini |
Il Cielo è l'alternativa alle feste private, quelle dentro i loft di Soho, Chelsea, Hell's Kitchen o Chinatown. Ma basta entrare all'Avalon, parola intrisa di Santo Graal e di misticismo britannico, per ritrovare l'ossessione metafisica. Lì dove negli anni 80 sorgeva il mitico Limelight, oggi sventola la bandiera di Avalon, creazione del re della vita notturna John Blair. Gli ingredienti del successo: una chiesa sconsacrata e 3 milioni di dollari per trasformare il sacro in profano. Così l'altare maggiore funziona da pista da ballo o da passerella nelle serate di moda mentre la cappella diventa bar dai colori accecanti. Materiali di insonorizzazione hi-tech proteggono le vetrate Tiffany dell'ex tempio, mentre dj sospesi nell'aria, corridoi perversi e stanzette private completano il clima sacrilego, provocante e provocatorio. E poi c'è lo Spider Club, luogo di ritrovo esclusivo di Avalon, costruito dentro le mura dell'edificio, ma con ingresso e bagni privati: capricci per vip.
John Blair, coproprietario dell'Avalon con l'attore Bruce Willis, attacca il municipio della Grande mela: «New York è tornata lentamente alla normalità dopo l'11 settembre 2001 e i turisti, soprattutto gli europei, ci fanno di nuovo visita, complice anche il cambio favorevole» ricorda Blair a Panorama. «Ciò che sta rovinando la vita notturna sono le leggi antifumo che stanno causando perdite per milioni di dollari. I clienti dei locali newyorkesi sono costretti ad accendere le sigarette sul marciapiede e questo rovina la qualità dei quartieri».
Infatti i residenti che vivono vicino alle discoteche si lamentano per gli schiamazzi notturni o per i mozziconi. Altre leggi, alcune risalenti al proibizionismo, vietano di ballare nelle zone residenziali, oppure di alzare il volume oltre la soglia dei 90 decibel. Norme raramente applicate in 70 anni, ma tornate in voga con Rudolph Giuliani e con il suo successore, Michael Bloomberg, attuale sindaco di New York. «Alcuni politici illuminati si stanno battendo per modificare queste leggi ridicole» afferma Blair «ma ci vorranno almeno due anni prima di vedere qualche risultato concreto».
Nel frattempo gli storici locali newyorkesi pagano le conseguenze. Dominique Keegan, coproprietario del Plant bar, racconta di avere ricevuto una multa di 1.200 dollari perché si ballava nel suo locale. Non solo. Rischia di pagarne 25 mila se gli ispettori dell'Ufficio consumatori sorprenderanno ancora gente che balla. «Tutto per una legge del 1929» brontolano i proprietari dei ritrovi notturni, che vieta la «cabaret license», la licenza di ballare, nelle zone residenziali.
Ed ecco perché Cielo, Coral Room, Crobar, Avalon e Spirit hanno scelto zone industriali. Il loro successo ha ridato fiato agli imprenditori del divertimento in un clima percepito come repressivo. Ma soprattutto ha riassicurato il sacro diritto alla trasgressione a migliaia di redivivi nottambuli di New York.
(Ha collaborato Veronica Russo)
| VEDIAMOCI NELLA SPA BERBERA Cene thai, shopping e terme: tutti i neolussi di Manhattan Ristoranti e bar: Taj Lounge: menù indiano con videoproiezioni. Tra 48esima West e 21esima. Spice Market: è il ristorante dei famosi chef Jean-George Vongerichten e Gray Kunts. Tra 403 West e 13esima strada. Shopping: I Heart: in pieno Nolita, vende abiti e oggettistica di designer newyorkesi. In 262 Mott street. Benessere: Yoga Mandali Studio: yoga Anusara per pochi eletti. Al 560 di Broadway, all'altezza di Prince. Millefleurs Spa Mondial: massaggi e trattamenti per la pelle in una spa dal design marocchino. Al numero 3 della 17esima strada fra la Fifth avenue e Park. Club Avalon: locale in cui si mischiano neoyuppie e raver. Al 660 di Sixth avenue (20esima strada). Cielo: salotto con musica latino-americana con influenze tribali. Al 512 West, fra la Nona avenue e Washington street. Coral room: acquario con sirene e musica elettronica. 512 West sulla 29esima strada. Crobar: locale talmente grande che potrebbe contenere tutto il popolo della notte newyorkese. È al 530 West della 11esima avenue. Spirit: musica vecchia e nuova in uno dei pochi locali di New York in cui si entra anche se non si è in lista. Al 530 West della 27esima strada, fra la Decima e l'11esima. |





