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SIGNORE DELLO STILE: DIANE VON FÜRSTENBERG

Che cos'č l'eleganza? Amare la vita e il jet set

Vito Taormina  11/10/2004

Gli inizi a Como, l'ascesa a New York. Il rapporto con l'ex marito, Egon, il matrimonio con un miliardario. E il successo dei suoi abiti. La regina del glamour americano si racconta.

Diane Simone Michelle Halfin, nota al mondo come principessa von Fürstenberg e inventrice del pigiama palazzo, è nata a Bruxelles il 31 dicembre 1946 e ha una storia intensa alle spalle. Il padre, Leon, era funzionario di un'azienda elettronica. La madre, Liliane Nahmias, una sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz, ne forgerà il carattere tenace. A 22 anni Diane sposa a Parigi il principe Egon von Fürstenberg, secondogenito di Clara Agnelli, e a Como comincia ad apprendere i segreti dei tessuti.

Nel 1970 Diane presenta la sua prima collezione a New York e in un paio di anni diventa la stilista più in voga d'America. Con il successo però arrivano la crisi matrimoniale, il divorzio da Egon, il ritiro nella quiete del Connecticut, la crisi finanziaria. Ma la ferrea Diane non molla: dopo una parentesi parigina torna a New York, rilancia la sua griffe con una travolgente televendita e sposa il miliardario Barry Diller, proprietario del canale televisivo per cui lavora, oggi suo socio d'affari. Diane ora controlla una multinazionale della moda, i suoi abiti sono indossati dalle signore più chic e per la stampa Usa è un vero fenomeno.

Panorama ha varcato le porte del suo Diane von Fürstenberg Studio, vibrante di foto, sculture, quadri, colori, per parlare di eleganza. Diane è misteriosa nello sguardo: identico a quello catturato nei ritratti appesi alle pareti, firmati dal suo grande amico Andy Warhol.

Che cosa ricorda dell'Italia?
È il più bel paese del mondo. Mi viene in mente Capri. Poi Napoli, la mia città preferita. Ed è in Italia che ho cominciato ad amare: ho sposato Egon, poi ho vissuto anche con altri italiani... Per cui per me l'Italia è il paese dove ho iniziato a lavorare, ma è anche il paese dell'amore.

E gli italiani che l'hanno ispirata?
Emilio Pucci, sempre. Poi porto con me tutto ciò che ho imparato a Como: lì da ragazza ho lavorato in una fabbrica dove ho appreso i segreti della stampa e della tessitura. In Italia è meraviglioso perché operai e coloristi sono come artisti. L'arte è nel dna degli italiani.

Il segreto della donna elegante?
La sicurezza di sé. L'eleganza è un atteggiamento: bisogna amare la vita, partecipare alla società, essere contenti di ciò che si fa. E non bisogna mai lasciarsi andare.

Negli Stati Uniti un giovane imprenditore con pochi soldi e molte idee può ancora realizzare un sogno?
Io ci sono riuscita giovanissima, quando mi trasferii a New York. Non credo che avrei mai potuto arrivare a tanto successo in qualsiasi altra parte del mondo. Ma oggi all'orizzonte si affaccia anche la Cina, un nuovo universo con tante opportunità.

«Sentiti donna, indossa un vestito»: è una sua frase celebre.
La dissi senza pensarci. All'epoca avevo pochi soldi e un mio amico scattò una foto: io ero sopra un cubo bianco che era troppo bianco. Così scrissi con un pennarello: «Feel like a woman, wear a dress». Non mi sarei mai immaginata che questa frase sarebbe diventata un simbolo, un autografo.

Egon von Fürstenberg, principe, stilista, ex marito: che cosa ricorda?
Ci siamo innamorati all'Università di Ginevra quando io avevo 18 anni e lui 19. Il nostro matrimonio è durato poco, ma siamo rimasti grandi amici. Fino all'ultimo momento. Egon è una gran parte della mia vita: è il padre dei miei figli, il nonno dei miei nipoti, ma soprattutto un fratello.

Il miliardario Barry Diller, che lei ha sposato tre anni fa, l'ha rilanciata nell'olimpo della moda.
Ho conosciuto Barry 29 anni fa: ci innamorammo, ma la storia finì. Però rimase in me questa sua presenza. Ci siamo ritrovati molti anni dopo e ci siamo sposati. Con il consenso di Egon: passavamo il Natale tutti insieme.

Lei si sente sempre giovane?
È un fatto di testa. Ero grande amica di Alberto Moravia che, ottantenne, era la persona più giovane che conoscessi al mondo. La giovinezza vera è l'energia, la vitalità, l'elasticità del corpo, ma soprattutto della mente. Adesso viviamo in un mondo dove la giovinezza è intesa come battaglia alle rughe, sviluppo delle labbra, dei seni. Una sorta di follia. Certe donne sembrano dei cuscini troppo pieni. Per me è più importante mantenere il corpo in salute con yoga, ginnastica e massaggi.

È un'amante della natura?
Il momento della giornata che mi piace di più è l'imbrunire. E la mia stagione preferita è l'autunno: forse c'è qualcosa di attraente anche nell'autunno della vita. Sì, c'è anche una certa ricchezza nella vecchiaia. E ho abbastanza fiducia nella natura, anche se può essere crudele.

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