PAESI BASSI - LO STRANO CASO DI VICTOR DE BRUIJN
Il mio grosso grasso matrimonio olandese
Gian Antonio Orighi 28/10/2005
Altro che pacs: nella patria di Van Gogh un uomo si è appena unito a due donne, diventando il primo bigamo legale in Europa. E la gelosia? Non esiste. Perché le mogli sono bisex » Forum
Victor de Bruijn è entrato nel Guinness dei primati: dal 27 settembre scorso quest'olandese di 46 anni è il primo «bigamo di fatto», legalmente riconosciuto, al mondo. Nei libertari Paesi Bassi la bigamia è proibita, però Victor è riuscito a farla in barba alle legge e a «sposarsi» anche con Mirjam Geven, la fidanzata di 31 anni che convive dal 2003 con lui e con sua moglie Bianca, 35 primavere. «Amo queste due donne» ha ammesso felice de Bruijn subito dopo la cerimonia, mentre si dirigeva verso un ristorante greco per celebrare con la famiglia il banchetto «trinuziale».
Victor, che abita a Roosendal, presso il confine con il Belgio, è arrivato elegantissimo dal notaio Ger Lugtenburg. In tasca portava due fedi. Al suo fianco le due signore, ovviamente in abito bianco e con un mazzo di fiori in mano. «Per legge non ci possiamo sposare, il maritaggio con più donne è possibile solo nei paesi musulmani, ciononostante volevamo unirci in modo ufficiale e adesso ci sentiamo un vero matrimonio» ha dichiarato felice il bigamo.
L'anziano notaio non ha fatto una piega. Anzi ha sottolineato: «Non ho violato alcuna legge olandese». L'escamotage legale consiste nella firma di un contratto in cui vengono regolati convivenza e proprietà dei beni comuni. «Si tratta di una prassi comune tra le imprese, ma anche tra gli studenti che condividono una casa. E non ha alcuna conseguenza fiscale» spiega Nick van Buitenen, legale di Utrecht.
Victor e Bianca hanno conosciuto la seconda signora Bruijn chattando in internet. Amore a prima schermata. Tanto che Mirjam, divorziata, è andata a vivere con loro dopo appena due mesi. «Ci siamo comprati un letto più grande e da allora ci amiamo. E non è solo una questione di sesso» assicura felice Victor. «Certo, il fatto che le mie due mogli siano bisessuali aiuta, perché così non sono gelose».
Gli olandesi, abituati a essere all'avanguardia nelle relazioni sessuali, non si sono stupiti più di tanto. È vero che un parlamentare del partito cristiano ortodosso, Kees der Staaji, ha chiesto al ministro della Giustizia di annullare il trimatrimonio, ma il noto artista Anton Heyboer, morto nell'aprile scorso a 81 anni, viveva con cinque spose senza che nessuno avesse niente da ridire.
Il caso del «trimaritaggio» olandese è una realtà diffusa da tempo in un'Europa dove vivono sempre più musulmani, che secondo il Corano (sura 4, verso 3) possono sposare massimo quattro mogli. In Spagna la previdenza sociale ha deciso di dividere in parti eguali la pensione di vedovanza di Kejaw Drammedh, originario del Gambia (ove la poligamia è legale) tra Kadidia e Fátima, madri dei suoi sei figli.
Il trucco usato per i bigami islamici è sempre lo stesso. Prima si sposano con più mogli nei loro paesi d'origine. Poi, una volta regolarizzati con la prima sposa, fanno arrivare la seconda. E si hanno persino casi di poliandria, come è accaduto con la naturalizzata Nicolosa, 47 anni, che si era sposata quattro volte con immigrati nigeriani.
Che fare? Mansur Escudero, presidente della Federación de entidades religiosas islámicas, ha chiesto al premier José Luis Rodríguez Zapatero, dopo l'approvazione delle nozze gay, di permettere la poligamia per i musulmani. Ma il «padre di tutti i relativismi» finora non ha risposto.





