Archivio Panorama

INDISCREZIONI DA MONTECITORIO
Governo griffato Goldman Sachs
Spunta il nome del giovane banchiere Claudio Costamagna per la direzione generale del Tesoro al posto di Vittorio Grilli, inviso al centrosinistra
19/6/2006
URL: http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001036761
Ancora il marchio di Goldman Sachs sul governo Prodi? Dopo il presidente del Consiglio, che della banca d’affari americana è stato a lungo consulente, e dopo la nomina di Massimo Tononi a sottosegretario all’Economia (ha lasciato Londra dopo aver finanziato la campagna elettore del Professore con 100 mila euro, per occuparsi della presenza del Tesoro in società, come Eni ed Enel, oggetto del desiderio della Goldman) ora potrebbe toccare a Claudio Costamagna. Il nome del giovane banchiere, dopo una carriera folgorante alla Goldman, circola con insistenza per la direzione generale del Tesoro al posto di Vittorio Grilli, inviso al centrosinistra.
Di Costamagna si parla come amministratore delegato della Mittel, finanziaria bresciana di cui è presidente Giovanni Bazoli, entrata nel settore tv comprando il 20 per cento dell’ Eurovision, controllata da Sandro Parenzo e partecipata dalla Alerion, che possiede Telelombardia e Antenna 3. Ma proprio lungo la filiera Bazoli-Prodi si è costruita l’ipotesi di Costamagna al Tesoro, che avrebbe trovato un ostacolo imprevisto nel ministro Tommaso Padoa-Schioppa e nei Ds (Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani). Così Bazoli ha costruito per Costamagna un’ipotesi di riserva. Mentre Padoa-Schioppa difende Grilli in attesa di piazzare Riccardo Faini (quello della commissione sul deficit di bilancio) al posto di Mario Canzio nella funzione di ragioniere generale dello Stato. •

DIPLOMAZIA IN CRISI A BAGHDAD
CON IL RITIRO SICUREZZA A RISCHIO


A rimpiazzare i 2.600 soldati italiani attualmente in missione a Nassiriya saranno gli australiani, che hanno già un contingente di 1.400 uomini nel sud dell’Iraq. È stato il premier John Howard a correre in soccorso di Tony Blair, il quale non sapeva come scongiurare l’invio di nuove truppe britanniche in Iraq.
Quanto all’Italia, l’orientamento del ministro della Difesa Arturo Parisi a escludere, dopo il ritiro, anche la protezione militare di una missione civile rischia di avere conseguenze preoccupanti.
La diplomazia italiana, infatti, potrebbe perdere l’accredito per la «zona verde» della capitale irachena, quella più sicura, dove operano tutti i ministeri iracheni e le ambasciate dei paesi della coalizione. Se tutti i diplomatici italiani dovessero ritornare a vivere e a lavorare nella zona rossa, ad alto rischio di attentati, occorrerebbe rafforzare il gruppo di carabinieri del Tuscania, schierati a protezione dell’ambasciatore e dei suoi collaboratori.

UN CONSIGLIO COMUNALE FATTO IN CASA
Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, interviene in consiglio comunale. E le dà la parola sua cognata Milly Moratti. Potrebbe succedere, se Milly accettasse la candidatura a uno dei due posti di vicepresidente del consiglio che vanno all’opposizione. E così nei suoi turni di presidenza sarà lei a concedere il microfono al sindaco. La Moratti di sinistra avrà comunque un ruolo importante: se rifiuterà la vicepresidenza, è probabile che diventi capogruppo (essendo la più votata) dei cinque consiglieri della Lista civica di Bruno Ferrante. Milly considera prematuro l’invito della Margherita a formare un gruppo unico con l’Ulivo, che sarà invece guidato dalla diessina Marilena Adamo. (Edmondo Rho) •
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