| SPECIALE GUERRA - SIRIA USA, PARTITA DIPLMATICA | ||
| Prove di disgelo | ||
| Segnali di disgelo tra Usa e Siria, ma il ministro degli Esteri siriano dice: "Fuori gli Usa dall'Iraq" | ||
| 18/4/2003 | ||
| URL: http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001018722 | ||
| Potrebbe rasserenarsi il clima tra Stati Uniti e Siria, facendo diminuire l'alta tensione che in questi primi giorni di dopo Saddam sta accendendo pericolosamente gli animi? Alcuni segnali potrebbero far pensare di sì: la Siria pare stia valutando l'ipotesi di espellere gli esponenti del vecchio regime iracheno che possano essersi rifugiati sul suo territorio (gli esponenti di primo piano dell'ex regime iracheno, se non addirittura la famiglia intera di Saddam, raìs compreso): lo hanno riferito fonti riservate della amministrazione Usa, secondo cui «sembra che i siriani stiano prendendo in considerazione le nostre richieste». Sul presunto accoglimento di fuggiaschi iracheni compromessi con Saddam da parte delle autorità di Damasco si è creata una situazione di estrema tensione tra queste ultime e Washington, al punto da indurre taluni a pensare che dopo l'Iraq possa essere proprio la Siria l'obiettivo di un nuovo attacco. "Abbiamo chiesto ai siriani di chiuedere la loro frontiera e di individuare ed espellere chiunque non dovrebbe trovarsi nel loro Paese", hanno proseguito le fonti. Ma da parte di Egitto e della Siria stessa arriva, venerdì - un giorno prima della riunione dei ministri Arabi e un giorno dopo che il segretario di Stato Usa Colin Powell ha espresso il desiderio di visitare a breve la Siria - la richiesta agli Usa al più presto di lasciare l'Iraq. Il ministro degli esteri siriano Farouk al Sharaa ha detto: "L'occupazione non è la giusta risposta per le esigenze dell'Iraq". "La giusta risposta - ha continuato - sarebbe piuttosto il ritiro dell'esercito invasore dall'Iraq, in modo da permettere agli iracheni di decidere da soli che cosa sia nel loro miglior interesse sotto il profilo del Governo e delle istituzioni". Al Sharaa ha esternato dopo un incontro con il presidente egiziano Hosni Mubarak e con il ministro degli esteri egiziano Ahmed Maher. Maher ha definito a sua volta il ritiro degli americani come "molto importante". Gli iracheni "vogliono scegliere in proprio i propri leader". |
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