NELLA LISTA DEI SUPER RICERCATI
Dopo Saddam, è l'ora di al Douri
Pino Buongiorno 16/12/2003
Feroce numero due dell'ex dittatore onnipotente, del raìs condivide la regione di provenienze e la spietatezza. E' ritenuto dall'intelligence militare americana il coordinatore degli attacchi terroristici delle cellule dei Feddayn di Saddam. La sua taglia ammonta a 10 mln di dollari. Secondo la tv del Kuwaut si sarebbe arreso agli Usa
Così, dopo la cattura di Saddam Hussein, pare che anche Izzat Ibrahim Al Douri si sia arreso. Secondo quanto riportato dalla catena satellitare tv del Kuwait, il feroce ex vicepresidente si sarebbe consegnato agli americani.
La notizia viene attribuita al corrispondente della tv a Bagdad, ed è trasmessa attraverso un annuncio scritto che scorre sullo schermo. Per il comando Usa, Izzat Ibrahim, raffigurato come «re di fiori», rappresentava un pericolo più dello stesso Hussein ed era identificato come il vero leader della guerriglia anti-americana.
NON È UN CARNEADE
Al Douri è stato il numero due effettivo dell'ex dittatore onnipotente, trasformatosi dopo il 9 aprile in barbone mendicante, ed è ritenuto dall'intelligence militare americana il coordinatore degli attacchi terroristici delle cellule dei Feddayn di Saddam.
La taglia sul suo capo ne indica l'importanza: 10 milioni di dollari.
All'inizio di dicembre le truppe speciali americane erano convinte di averlo catturato in un raid.
Lo avevano invece mancato solo per poche ore. Esattamente com'è successo per ben 11 volte con lo stesso Saddam Hussein.
CATTURA VICINA AD INIZIO DICEMBRE
In quell'occasione, al posto di Al Douri, erano finiti in carcere una delle mogli, una figlia e il suo assistente personale. Una chiara forma di pressione sia per ottenere dai famigliari informazioni sul nascondiglio del loro congiunto sia per costringere Al Douri a uscire allo scoperto dalla sua tana e trattare la resa.
Finora non è successo. Perché il re di fiori nel mazzo di carte dei "most wanted" del passato regime è un osso duro. E chi lo conosce bene assicura che, a differenza di Saddam, non si arrenderà molto facilmente. Darà sempre e comunque filo da torcere.
AFFILIATO AL CLAN DI TIKRIT
Al Douri, discendente da una famiglia assai influente, proviene dalla stessa regione di Tikrit che ha dato i natali a Saddam Hussein.
Proprio per questo è stato uno dei pochissimi di cui "il carnefice di Baghdad" si sia sempre fidato. Si erano conosciuti in carcere all'inizio degli anni Sessanta e, da allora, non hanno mai smesso di complottare per conquistare il potere, governare con i gas venefici e le camere di tortura, fuggire infine verso le proprie tribù, nel momento in cui a Baghdad entravano i carri armati americani.
Capelli rossi, figlio di un venditore di ghiaccio di un villaggio poco distante da Tikrit, Al Douri ha fatto tutta la sua carriera all'interno del partito Baath. Agli occhi di Saddam è cresciuto nel 1973 quando diresse personalmente l'esecuzione di 22 esponenti iracheni accusati di complottare contro l'ex Raìs. In segno di riconoscimento Saddam obbligò il figlio Uday a sposare una delle figlie di Al Douri. Il divorzio arrivò poco dopo e a causarlo furono anche i ripetuti scoppi d'ira dell'instabile e viziato Uday.
Rotto il matrimonio, non per questo cessò il legame fra i due uomini di Tikrit. Saddam incaricò il suo vice di prendere il controllo della provincia più ribelle dell'Iraq: il Kurdistan. Al Douri lo fece ordinando di usare il gas contro alcune città curde.
Fu promosso ancora una volta. Dal Kurdistan finì a Bassora, a domare la rivolta sciita dopo la fine della prima Guerra del Golfo. Anche qui la mano del brutale assassino si vide subito: decine di migliaia di sciiti furono uccisi solo perché avevano esultato davanti alla sconfitta di Saddam a opera della coalizione internazionale sotto l'egida dell'Onu.
SOFFRE DI LEUCEMIA
Dal sud Al Douri tornò a Baghdad e divenne ufficialmente il vice del despota iracheno sia nel Consiglio del comando rivoluzionario sia nell'esercito.
Dopo il crollo del regime, Al Douri è ritornato nelle sue terre ed è stato segnalato in alcuni villaggi vicino a Mosul e a Kirkuk.
"Abbiamo ragione di credere che questo figuro sia un personaggio-chiave negli attacchi contro le forze della coalizione e i cittadini iracheni che collaborano" ha detto recentemente il brigadiere generale americano Mark Kimmitt.
E questo nonostante Al Douri sia da tempo in cattive condizioni di salute. Alcuni anni fa fu ricoverato d'urgenza a Damasco per essere curato da una forma grave di leucemia.





