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ESECUZIONE BALDONI - FRATTINI ALLA CAMERA, IL RAMMARICO DI SCELLI
Morte Baldoni. Giallo sulla fine: video o non video?
Giallo sulla fase finale del sequestro concluso con l'assassinio del giornalista italiano. Il ministro Frattini: "Non c'è nessun video". Nell'unica immagine si vede il cadavere. Interrogativi sulla trattativa: la Croce Rossa Italiana "ce l' ha messa tutta" per la liberazione del giornalista e Scelli è fortemente rammaricato per l'epilogo della vicenda. Mentre la famiglia Baldoni si è chiusa nel silenzio e nel dolore
27/8/2004
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La tv araba al Jazeera non ha un video sull'uccisione del giornalista Enzo Baldoni ma solo una foto digitale, che mostra una situazione "che non si può definire cruenta". A fare chiarezza sugli ultimi istanti del free lance italiano ci pensa il ministro degli Esteri Franco Frattini durante un'audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa della Camera, citando quanto riferito dall'ambasciatore italiano in Qatar.

"Responsabili di al Jazeera hanno detto di non avere un video, solo una foto digitale in cui si vede il corpo di Enzo Baldoni in una condizione che non si può definire cruenta - nessun taglio di teste, ha riferito l'ambasciatore in Qatar (Giuseppe) Buccino che ha potuto visionare l'immagine", ha precisato Frattini.

Buccino ha fornito alla Farnesina la conferma che quello ritratto nella foto fosse il corpo di Baldoni alle 23.10, quando si è recato nella redazione della tv satellitare araba, ha spiegato il ministro.
Frattini, che ha definito l'uccisione del free-lance "un brutale assassinio", ha aggiunto che "l'Italia non intende cedere a questo ricatto e rimane fermamente impegnata per la pace e la democrazia e la stabilità in Iraq ... quindi rimarremo lì perché il governo (del primo ministro Iyad) Allawi, legittimato dalle Nazioni Unite, ci ha chiesto di restare".

VIDEO O NON VIDEO
Inizialmente, quando la notizia dell'esecuzione di BAldoni si stava diffondendo, si pensava che la tv qatariota avesse un vero e proprio "filmato" dell'esecuzione del colaboratore di Diario, e che questo fosse stato visionato dall'ambasciatore italiano a Doha nella sede della tv del Qatar, ma che Al Jazeera ha scelto di non mandare in onda per "rispettare la sensibilità dei telespettatori", i momenti di concitazione arrivano quasi a sorpresa, nel finale: e sono immagini brevi, agghiaccianti e cruente.

Si pensava, insomma, che i fotogrammi finali del "documento" mortale mostrassero le fasi di una colluttazione, probabile conseguenza di una reazione estrema dell'ostaggio qualche attimo prima dell' esecuzione.
Uno scatto d'orgoglio, simile a quello mostrato da un altro italiano giustiziato: Fabrizio Quattrocchi.
Oppure "solo" il tentativo, disperato, di resistere, di non cedere, di ribellarsi ai propri aguzzini: puro istinto di sopravvivenza, con Enzo che capisce di essere arrivato alla fine dei suoi passi e che si gioca il tutto per tutto.

Baldoni - sempre secondo quanto si era appreso - non sarebbe stato decapitato, ma ferito mortalmente dai suoi aguzzini con un colpo di arma da fuoco. Comunque, la macabra esecuzione non è esclusa.
Perché, com'è già successo per altri ostaggi uccisi, i rapitori potrebbero aver infierito sul corpo di Baldoni mutilandolo quand’era ormai inerme. O, peggio, se di peggio si può parlare, potrebbero aver usato il coltello per sgozzarlo quando non era ancora morto.

NULLA DI INTENTATO DALLA CROCE ROSSA
La Croce Rossa Italiana "ce l' ha messa tutta" per la liberazione del giornalista italiano Enzo Baldoni, rapito ed ucciso in Iraq, ed è fortemente rammaricata per l'epilogo della vicenda. Lo ha detto il commissario straordinario della Cri, Maurizio Scelli.
"I contatti - ha aggiunto - non erano mai stati interrotti dai momenti successivi al sequestro ed erano contatti con alti esponenti sia sunniti, sia sciiti. Proprio ieri - ha detto ancora Scelli - era giunta la conferma che il canale di contatto funzionava.
E ci era stato assicurato che l' ultimatum non sarebbe stato rispettato".

RECUPERO DEL CADAVERE
"Faremo tutto il possibile per recuperare il cadavere di Enzo Baldoni", ha spiegato Scelli. "È un atto di pietà umana" ha aggiunto, precisando che sono già stati avviati contatti. Non è chiaro se i canali utilizzati dalla Cri saranno gli stessi per recuperare la salma di Fabrizio Quattrocchi, il vigilantes italiano ucciso dai terroristi il 14 aprile scorso. Nel caso di Quattrocchi il cadavere fu restituito parecchi giorni dopo il brutale assassinio.

SCELLI DISPIACIUTO
Scelli ha ricostruito anche gli sviluppi finali del rapimento e dell'uccisione di Baldoni. "Sono in uno stato di prostrazione e di dolore come se si fosse trattato di un mio familiare. In questi giorni - spiega - avevamo sentito la possibilità di risolvere positivamente la vicenda, le notizie arrivate fino a ieri sera (giovedì, ndr) alle 20 da Bagdad spingevano all'ottimismo, l'ultimatum sembrava fosse sospeso e pareva si fosse aperta una fase interlocutoria, nella quale capire come dialogare con queste persone, poi la terribile notizia nella nottata che ci ha lasciato senza parole".

I PARENTI: "RISPETTATE IL NOSTRO DOLORE"
"Vi preghiamo di rispettare il lutto della famiglia Baldoni": è, questa, la scritta che campeggia dalle prime ore di stamani su alcuni cartelli affissi a cancelli e porte dell'agriturismo "Il Collaccio", a Castelvecchio di Preci, in Val Castoriana, di proprietà della famiglia del reporter ucciso ieri in Iraq.
Una famiglia, i Baldoni, chiusa nel silenzio e nel dolore dalle 23,30 della notte scorsa, quando Al Jazira ha diffuso la notizia dell' uccisione di Enzo.

Oggi a Preci, dove la famiglia Baldoni è da sempre una sorta di istituzione (Raffaele, che gestisce "Il Collaccio", è anche vicesindaco) il sindaco, Alfredo Virgili, ha disposto il lutto cittadino. Ed a mezzogiorno tutta la comunità ha osservato un minuto di raccoglimento.
Quella del silenzio e del raccoglimento è stata la scelta della famiglia Baldoni dalla notte scorsa fino a stamani.
Raffaele ha lasciato poco dopo le due della notte scorsa la casa del padre 82enne a Visso, e stamani ha fatto solo una rapida apparizione alla reception dell' agriturismo, per poi rinchiudersi in casa, dove continua a ricevere amici e parenti che gli vengono ad esprimere solidarietà.

Ma nella struttura turistica immersa nel verde dei Sibillini è calata un' atmosfera cupa e pesante: i giovani che ci lavorano evitano il contatto con i molti cronisti presenti e si radunano tra loro a parlare, spesso con le lacrime agli occhi.
Lacrime che versa anche Emanuela, la moglie di Raffaele, mentre va a parlare con la sorella di Enzo Ida, impegnata dalle sette a preparare le colazioni per i turisti. Sono in molti, tra gli oltre cento ospiti del "Collaccio", a scoprire soltanto stamani dai giornali che Enzo è stato ucciso.
Ed anche loro, sgomenti, lasciano la piscina, quasi in segno di rispetto per la tragedia che ha colpito i proprietari della struttura.
Nel frattempo, pattuglie di carabinieri e polizia garantiscono la riservatezza di una famiglia che, nel volgere di poche ore, è stata costretta a passare dalla speranza al dolore.
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