TGCOM News
Gas, è emergenza: da giovedì possibili distacchi Scaroni: "Situazione nella norma solo da sabato" - Cancellieri: "Basta con le polemiche" Passera: "Monitoriamo forniture gas" - Scende a 29.770 il dato delle forniture senza elettricità nel Centro Sud. Nuova allerta della Protezione Civile: in arrivo altre nevicate nelle regioni già colpite dall'ondata di maltempo.
Egitto, la nascita del nuovo regno - SPECIALE CON PANORAMA

Archivio Panorama

  • Home
  • Edicola
  • Archivio
  • Info
  • Feed RSS
  • Home archivio
  •  
Panorama   Archivio   Condoleezza pensiero

STATI UNITI - IL NUOVO SEGRETARIO DI STATO

Condoleezza pensiero

Carlo Rossella  16/11/2004

La donna più potente del pianeta, finora consigliere per la Sicurezza nazionale degli Usa, appena nominata da George Bush alla guida della politica estera americana in sostituzione di Colin Powell, ha idee ferme. Le espresse a Panorama in una intervista che annunciò, fra l'altro, per Saddam Hussein l'imminente sconfitta. Dal colloquio della potente dama nera con Carlo Rossella, ecco alcuni passi per ricostruire il Condoleezza-pensiero.

Condoleezza Rice, 50 anni, ha un sorriso splendido.
È decisa, forte, intelligente, potente. «Condi» è afroamericana., nata a Birmingham (Alabama), posto di grandi scontri per i diritti civili dei neri negli anni Settanta. La sua famiglia appartiene alla borghesia nera, colta, intellettuale. Nubile, parla cinque lingue, nella vita ha studiato moltissimo, lavorato ancora di più.
E' stata con Colin Powell al Pentagono. Con Brent Scowcroft al Consiglio per la sicurezza nazionale. Con il padre di Bush alla Casa Bianca.
Nel 1993 è stata nominata preside della università di Stanford in California: la prima donna di colore a occupare quel posto. Ma non si è dedicata solo alla politica e alla cultura: a 40 anni è entrata nel board della Chevron, la grande multinazionale del petrolio.
Condoleezza Rice è una donna alta, elegante, atletica. Suona il pianoforte, adora Brahms e fa jogging.
Abita da sola in un appartamento del Watergate sulle rive del Potomac.
E' di religione presbiteriana, ma crede soprattutto nella potenza dell'America, un paese, dice lei, «profondamente cambiato dopo l'11 settembre».
E' proprio quello che europei e pacifisti in genere non capiscono.

SULL'INTERVENTO IN IRAQ
«Bastava una sola ragione: la possibilità, ovvero la probabilità, che armi di distruzione di massa un giorno si combinassero con il terrorismo, un terrorismo capace di coinvolgere anche gli europei. Saddam Hussein aveva lunga esperienza con il terrorismo.
E collusioni molto preoccupanti con Al Qaeda. Sappiamo che terrorismo e armi di distruzione di massa un giorno si uniranno.
E noi dobbiamo fare tutto quanto in nostro potere per eliminare le fonti di una tale unione. Quando permettiamo ai tiranni di diventare più forti, quando non vengono sfidati e affrontati dalla politica internazionale, molta, molta gente muore.
L'Europa ha già vissuto questa esperienza».

SULLA CHIESA CATTOLICA, CHE RITIENE CHE LA GUERRA PREVENTIVA IMMORALE
«Io non capisco questa posizione. Non capisco come si possa considerare immorale cercare di impedire la morte di decine di migliaia, forse centinaia di migliaia, forse milioni di persone, intervenendo contro un regime brutale che ne ha già ammazzate 100 mila, che ha usato le armi chimiche contro il proprio popolo e contro i vicini, che tortura, mutila e violenta.
Non capisco come possa essere immorale usare la forza contro un regime di questo tipo.
E abbiamo anche visto che, talvolta, l'inazione può permettere che avvengano le azioni più immorali. Così è successo quando non si è intervenuti contro la Germania di Adolf Hitler nel 1938, poi nel 1939, finché, finalmente, nel 1941 il mondo ha reagito.
Per questo motivo non capisco questa posizione. Nel 1941, lasciatemelo dire, è stata l'America a reagire».

L'AMERICA
«In questo particolare momento gli Stati Uniti si trovano in una condizione di potenza militare ed economica senza eguali. Ma gli Stati Uniti sono sempre stati un paese che ha usato la propria forza non per conquistare, occupare, cercare di impadronirsi delle risorse di altri popoli.
L'America è sempre stata riluttante, sotto molti punti di vista, nel proprio ruolo nella politica internazionale. Ed è sempre una potenza che lotta per gli ideali.
La storia è importante, e quando gli Stati Uniti hanno combattuto in Europa nella Seconda guerra mondiale, lo hanno fatto per liberare altri popoli, non per liberare territorio americano, per sconfiggere la tirannia della Germania, affinché potesse riemergere un'Europa prospera e democratica.
E una Germania altrettanto prospera e democratica. Combattiamo per i nostri interessi, ovviamente, ma combattiamo anche per i nostri valori. Che, tra l'altro, sono valori condivisi anche dal popolo italiano, francese...».

L'EUROPA
«Siamo sempre a favore di un'Europa forte e unita. Ma un'Europa forte e unita deve onorare i propri legami transatlantici».

L'LTALIA
«È il nostro migliore amico, l'Italia è un nostro solido alleato. L'Italia è forte, ha partecipato alla guerra al terrorismo, che non è semplicemente una guerra americana al terrorismo, bensì una guerra internazionale. L'Italia ha aderito fin dal principio alla coalizione.
Noi apprezziamo fortemente gli sforzi che l'Italia ha fatto per il mantenimento della pace. Apprezziamo notevolmente gli alpini, le forze che sono appena partite per l'Afghanistan. Questo è un aiuto fondamentale nella guerra al terrorismo.
«L'Italia è un forte e coerente membro della Nato. Rappresenta un interlocutore davvero fondamentale per gli Stati Uniti, essenziale in questo particolare momento».

OSAMA BIN LADEN
«Continuiamo nel nostro tentativo di smantellare la leadership di Al Qaeda, le sue reti, la sua struttura operativa. Non si tratta di dare la caccia a un solo uomo. Ovviamente saremmo molto contenti di consegnare Bin Laden alla giustizia, credo che un giorno ci riusciremo perché siamo pazienti.
Ma la cosa più importante è disgregare la rete di Al Qaeda.
«Lo scambio di intelligence, che funziona ottimamente con l'Italia grazie ai vostri servizi segreti, e la collaborazione nell'applicazione delle leggi, che è determinante, sono gli strumenti con cui si combatte oggi la guerra al terrorismo».

  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca lavoro
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
  • Applicazioni Mondadori
    • Immobiliare.it
      Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

      Provincia
      Tipologia
    • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!
  • Panorama ieri
  • Archivio storico di Panorama.it
  • Naviga
    nell'archivio
    storico di
    Panorama.it
  • Home
  • Fotogallery
  • EPOCA
  • Edicola
  • Archivio
  • Info
  • torna su
  • Condizioni di partecipazione
  • Credits
  • Scrivi a Panorama
  • Feed Rss
  • Privacy
  • Gruppo Mondadori
  • Pubblicità
  • Abbonamenti
  • R101
  • Arnoldo Mondadori Editore
© 2007 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Partita IVA 08386600152