IRAQ - ATTACCO AL CONVOGLIO ITALIANO
La mano è di Moqtada, la regia iraniana
Gianandrea Gaiani 5/5/2006
Le indiscrezioni filtrate dall'Iraq confermano: l'attentato di Nassiryah sarebbe stato realizzato da esponenti dell'Esercito del Mahdi su ordine e finanziamento di Teheran. » Forum
Le indiscrezioni filtrate dall’Iraq dopo l’attentato del 27 aprile di Nassiryah sembrano confermare le responsabilità dell’Iran, di cui per primo aveva scritto Panorama.it. E' dal regime degli ayatollah che sarebbe infatti giunta la sofisticata bomba occultata sulla strada a poche decine di metri dalla centrale operativa della polizia irachena dove prestavano servizio i nostri militari.
Nonostante l’intelligence alleato e iracheno confermino la crescente presenza nel sud est Iraq di agenti iraniani e membri dei pasdaran (Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie fedelissimo al regime islamico) pare che gli esecutori materiali dell’attentato fossero iracheni, probabilmente membri dei gruppi estremisti nati in seno all’Esercito del Mahdi, la milizia costituita dall’imam Moqtada al Sadr con le armi e i finanziamenti di Teheran.
Considerata la prossimità della zona dell’attentato con la centrale operativa della polizia di Nassiryah non si esclude neppure la complicità di alcuni poliziotti iracheni. Del resto è noto che le forze di sicurezza sono infiltrate da elementi fedeli alle diverse milizie e al comando britannico di Bassora non nascondono che un numero consistente di agenti reclutati nel sud del paese fanno capo a gruppi estremisti filo-iraniani.
ARRESTO DI TRE SOSPETTI
La polizia irachena, che nelle ultime ore ha fermato e interrogato alcune persone sospettate di avere a che fare con l’attentato, opera in stretta collaborazione con gli nostri investigatori italiani.
Alcuni dati sembrano confermare inoltre che proprio nella provincia del Dhiqar, cioè il settore affidato al contingente italiano, la situazione si sta surriscaldando sul piano della sicurezza.
I report dell’intelligence segnalano un aumento dei traffici di armi ed esplosivi che dalla frontiera iraniana affluiscono verso l’interno e il 3 maggio un’altra bomba stradale è esplosa al passaggio di un veicolo civile con a bordo tre contractors di una società privata di sicurezza americana sulla strada nei pressi della cittadina di Suq ash Shuyuk, a trenta chilometri da Nassiryah.
Il conducente è morto mentre gli altri due uomini sono rimasti gravemente feriti ed evacuati all’ospedale americano di Tallil da un elicottero HH-3F del 6° Reparto Operativo Autonomo dell’Aeronautica Italiana.
Il contingente ”Antica Babilonia” ha mobilitato anche un gruppo di artificieri intervenuti sul luogo dell’attentato e l’ambulanza che ha recuperato il corpo dell’americano.
Si tratta della quarta bomba stradale esplosa o rinvenuta in dieci giorni nella provincia di Dhiqar dopo quella esplosa il 22 aprile contro una pattuglia di carabinieri senza provocare vittime, quella del 27 aprile che ha ucciso 3 militari italiani ed uno romeno e quella rinvenuta il giorno dopo dalla polizia irachena nei pressi di Nassiryah.
Secondo dati forniti dal maggior generale Abdul Hussein Saffi, capo della polizia di Nassiryah, nell'area urbana sono stati invece ritrovati e disinnescati negli ultimi tempi sei ordigni artigianali del tipo generalmente utilizzato sulle strade per attentati contro convogli di militari stranieri o delle forze di sicurezza irachene. Si tratta di bombe dello stesso tipo di quello fatto esplodere contro l'auto dei contractors americani ma più rudimentali di quello utilizzato il 27 aprile.
Non è noto a quale Private Security Company appartenessero i contractors vittime dell’attentato ma le società attive nel sud Iraq per fornire scorte a privati e aziende impegnati nelle opere di ricostruzione dell’Iraq sono soprattutto le americane Cochiss, Dyn Corp e Triple Canopy e la britannica Olive Security.
Società che si occupano anche di proteggere le colonne logistiche che da Kuwait City riforniscono le basi alleate. La strada dove è avvenuto l’attentato ai contractors è nota come “Dallas” e collega Bassora con Nassiryah correndo parallela all’autostrada. E' nota per essere utilizzata soprattutto di notte da trafficanti di armi e contrabbandieri legati alle milizie che hanno stabilito a Suk ash Suyuk una delle loro roccaforti (come ben sanno i militari italiani che in passato vi hanno sostenuto violenti scontri).
Il paese è inoltre abitato da una delle poche tribù sunnite del sud Iraq, all’interno del settore operativo affidato al reggimento rumeno aggregato al contingente “Antica Babilonia”. Nel villaggio operano spesso anche i reparti italiani che si sono tra l’altro occupati di programmi sanitari, idrici e costruzione di scuole.
Le bombe stradali, note come IED (Improvised Explosive Device), costituiscono una delle prime cause delle perdite tra le truppe alleate e i contractors delle società private schierati in Iraq.
Gli americani hanno costituito nel luglio 2004 una task force di specialisti incaricata di studiarle e neutralizzarle investendo quasi 400 milioni di dollari. Dall'aprile del 2004 si è registrato un calo del 45% nel numero delle vittime, con un 30-40% degli ordigni individuati prima del passaggio dei convogli ma negli ultimi tempi, soprattutto nel sud Iraq, i terroristi impiegano ordigni sempre più sofisticati.





