| MOTO TEST - KAWASAKI Z750 | ||
| Potenza dalla A alla Z750 | ||
| Finalmente una vera rivale per la Honda Hornet che fino a questo momento è stata la reginetta imbattuta del segmento naked. Kawasaki ha risposto prontamente alla sfida con una moto giovane, aggressiva nel design e con un motore molto generoso di cavalli. | ||
| di Claudio Laurenti | ||
| 6/5/2004 | ||
| URL: http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001024426 | ||
| Finalmente una vera rivale per la Honda Hornet che fino a questo momento è stata la reginetta imbattuta del segmento naked. Kawasaki ha risposto prontamente alla sfida con una moto giovane, aggressiva nel design e con un motore molto generoso di cavalli. È una moto nata per i percorsi cittadini e, se vogliamo, anche per qualche gita fuori città. Da tranquilla e docile si può trasformare in una moto sportiva e aggressiva. La casa di Akashi sa il fatto suo e lo ha sempre dimostrato anche in passato, ma questa volta rischia veramente di "rubare" qualche affezionato alla Honda. DESIGN Basta uno sguardo per capire che siamo di fronte a una purosangue da corsa: sella sportiva, grosso terminale di scarico singolo a sezione ovale che rende il rombo cupo e accattivante, il serbatoio un po' spigoloso e tuttavia confortevole per le gambe. Il cupolino ben disegnato rende il frontale aggressivo e, nonostante il posizionamento molto basso rispetto al serbatoio, riesce a far defluire bene l'aria fino alla velocità di 130km/h. La strumentazione digitale consente una buona visualizzazione della velocità, un po' meno invece quella del contagiri. MOTORE Quasi impossibile descrivere la fluidità di guida della Z750 (bisognerebbe guidarla per capire): a bassi regimi si avverte da subito l'enorme quantità di cavalli che la moto è disposta a erogare, ma, nonostante questo, la gradevolezza del propulsore rende la guida piacevole e rilassata. I110 cavalli a 8500 giri/min si sentono e anche a marce alte è facile riottenere spunto senza dovere scalare. Attenzione però, se non si dosa bene l'acceleratore si avverte un alleggerimento della ruota anteriore già a 9000 giri. CICLISTICA Ben costruita nell'assetto e nel telaio. Quest'ultimo è stato ripreso dalla Z1000 e quindi è a monotrave sdoppiato a disposizione a diamante. Le forcelle sono a steli diritti, forse un po' troppo morbide per una guida sportiva ma efficaci tra le asperità dell'asfalto cittadino, e l'ammortizzatore centrale posteriore è regolabile. Se si frena con l'anteriore troppo bruscamente la ruota posteriore si alleggerisce un po' troppo perdendo aderenza, ma basta poco per sistemare l'assetto: irrigidire quanto basta l'ammortizzatore centrale. A questo punto possiamo anche esagerare nella guida, sicuri di un impianto frenante ben rapportato alle prestazioni. La Z750 monta due dischi da 300 mm nell'anteriore a un disco posteriore da 220 mm. |
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