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INDAGINE DELLA LEGA CALCIO
Calciatori più poveri. Solo un po'
Nell'ultima stagione, quella che ci ha portato al mondiale, per sanare i propri bilanci "malati", le società hanno tagliato gli stipendi dei campioni. Così l'ingaggio medio di un calciatore di serie A è di poco sotto al milione di euro, mentre quello di uno di B si attesta attorno ai duecentomila. Ma le eccezioni restano...
di Matteo Durante
10/11/2006
URL: http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001038766
Quancuno dirà: "Era ora". Qualcun altro lo interpreterà come un segnale del "malessere" economico che da anni colpisce l'Italia.

CASSE IN ROSSO, STIPENDI IN CALO
Ma è un fatto che, come certificano alcune indagini effettuate dall'Ufficio Studi della Lega Calcio sull'andamento della retribuzione dei calciatori dal 1994 al 2006, il calcio dei Rockefeller si sta ridimensionando e ha rimesso i piedi a terra: ora un calciatore della massima serie deve "accontentarsi", in media, di meno di un milione di euro lordi, mentre in B il compenso si è ridotto di quasi un terzo negli ultimi tre anni, arrivando a 204mila euro. Era dal 1999/2000 che gli stipendi medi non erano così bassi.

Nei due anni a cavallo della vittoria mondiale, per sanare i bilanci "malati" della maggior parte delle società (aggravati dal calo degli introiti provenienti dai biglietti venduti, dai diritti tv, dal totogol e dalle giocate alla schedina), la soluzione più semplice è parsa quella di tagliare gli stipendi dei calciatori e di non abbondare - in fase di calcio mercato estivo - in acquisti stellari, scegliendo anzi di vendere i "pezzi" più pregiati all'estero.
Come mai? "Calciatori e procuratori hanno mitigato le pretese, si sono adeguati alla crisi.
Sperando che un giorno il trend cambi. Nel caso fosse definitivo, significherebbe che la crisi persiste", parole di Claudio Pasqualin, avvocato e procuratore preoccupato, in nome degli assistiti, di questo lento ma costante andamento al ribasso.

ESEMPIO VIERI
E pensare che fino a un anno fa, almeno stando alla graduatoria stilata dalla rivista francese France Football (la stessa che assegna il Pallone d'Oro) il Paperone dei calciatori italiani era Christian Vieri con una retrinuzione, comprensiva di sponsor e diritti d'immagine, pari a 12 milioni di euro.
A seguire il capitano della Juventus Alex Del Piero con 9 milioni e mezzo ed il giallorosso Francesco Totti con 7 milioni e 400 mila euro.
Sono trascorsi solo dodici mesi: il calcio italiano è passato in mezzo alla bufera di Calciopoli, gli azzurri di Marcello Lippi hanno comunque portato a casa il Mondiale... e Bobo, classe '73 - che non ha partecipato alla spedizione tedesca per un infortunio serio ai legamenti del ginocchio sinistro - ha scelto di andare a "svernare" all'Atalanta, accontendandosi di un trattamento al minimo sindacale. Dalle stelle alle stalle?

Intendiamoci: i soldi che girano tra A e B sono sempre tantissimi, soprattutto se paragonati allo stipendio medio di un normale lavoratore, ma nell'ultimo anno è calata la media dei compensi ai giocatori della massima Serie.
In particolare, nel 2004/05 un calciatore guadagnava 1 milione di euro a stagione, nel 2005/06 la cifra si è abbassata a 923 mila incassati da 609 giocatori (il picco massimo di 1 milione e 130mila euro percepito dai 597 calciatori di A è stato del 2002/3). Nella scorsa stagione, inoltre, solamente 132 calciatori su 609 hanno superato il milione di stipendio annuo, contro i 160 che guadagnano meno di 103mila euro.

ANDAMENTO AL RIBASSO
Lo studio sottolinea comunque che più del 20 per cento dei giocatori rimane nella fascia più alta di retribuzione (oltre 1.033.000 euro), mentre nel 1994 ne faceva parte solo il 7,4 per cento e, nel complesso, si nota una redistribuzione maggiore dei giocatori tra le cinque fasce di reddito indicate dalla Lega.
Per la serie B la tendenza ha preso una consistenza ancora più marcata con la diminuzione di quasi un terzo degli stipendi: ovvero si passa da una media di 295mila euro nel 2002-03 ai 204 dell'ultima stagione.
Indirizzo che prenderà altra faccia quest'anno con la Juventus tra i "Cadetti" ma con stipendi prevalentemente da massima serie.
In soli 3 anni il compenso medio lordo è diventato di 204mila euro per i 609 calciatori della serie cadetta, tornando quindi ai livelli di fine anni '90.
"All'epoca si viveva sopra le righe - ricorda ancora Pasqualin - grazie a presidenti che non badavano a spese. Oggi il calcio è show business: i grandi giocatori devono essere ben pagati, ma ci sono robusti mazzolatori e onesti pedatori che hanno vissuto di un lusso che non meritavano".

PAPERON ZLATAN
Che se li meritino o meno, sono dunque ancora in molti a vivere nella fascia più alta, dove gli stipendi dei "fuori classe" continuano a essere fuori norma.
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Zlatan Ibrahimovic

E' il caso dell'interista Zlatan Ibrahimovic, che guadagna 6 milioni di euro netti a stagione solamente di ingaggio (mentre alla Juve ne portava a casa "appena" 1.6).
E non possono dirsi scontenti neanche i vari Kakà (5.5), Buffon e Del Piero (intorno ai 5 milioni), Vieira (5.3) e Totti (5.2).
Naturalmente si parla solo di stipendio base, non delle altre variabili derivanti da diritti d'immagine, sponsor ed altre entrate.
Certo, anche se le cifre raccimolate dai campionissimi degli altri sport non sono nemmeno paragonabili: 80 milioni annui per il golfista Tiger Woods, 58 per Michael Schumacher, fino a Valentino Rossi con 24 milioni.

Quindi, se rispetto alla media degli stipendi dei propri supporters, le stelle del calcio italiano non si possono certo lamentare, gli stessi, nell'Olimpo degli sportivi più ricchi, non lasciano nessuna traccia, come i simpatici giamaicani del bob alle Olimpiadi invernali...
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