Google fa incetta di domini web: .docs, .youtube, .google, e anche .lol

Google annuncia di aver fatto domanda per domini come .google, .youtube e .lol, in vista del 13 giugno quando verrà resa nota la lista dei nuovi domini web.

Google fa incetta di domini web: .docs, .youtube, .google, e anche .lol Google fa incetta di domini web: .docs, .youtube, .google, e anche .lol
Una campagna pubblicitaria della Pepsi, in cui si sfruttava l'acronimo lol - Credits: Scott Beale @ Flickr

di Fabio Deotto

Se la guerra dei brevetti ha già cominciato a stancarvi, aspettate e rinfoderare le spade, perché partire dal 13 giugno un nuovo tipo di battaglia approderà sui campi consumati del mondo hitech. In quella data, infatti, l’ICANN riverserà in Rete una quantità indefinita di nuovi domini di primo livello (per capirci, gli eredi di .com, .org, .net e dei domini nazionali).

Ma la notizia di oggi è un’altra. La notizia di oggi è che Google ha annunciato di aver fatto domanda all’autorità competente in materia per assicurarsi la gestione esclusiva di una serie di domini, tra cui .google e .youtube. Il perché è facilmente intuibile.

Innanzitutto, Google vuole assicurarsi di blindare nelle proprie cassaforti tutti i domini che possano fare anche solo riferimento ai propri servizi, come ad esempio .youtube, .docs e naturalmente .google. Questo è comprensibile, dal momento che uno dei rischi maggiori generati da questa nuova età dell’oro dei domini è la possibilità che qualche furbone corra a comprarsi domini-fotocopia come ad esempio youtube.xxx e search.google. A partire da agosto dell’anno scorso, quando l’ICANN aveva annunciato l’avvio delle prenotazioni per nuovi domini .xxx, un folto numero di brand si è affrettato a comprare domini con estensione .xxx per evitare che qualcuno appiccicasse le tre maliziose x al suo marchio con l'intento di specularci sopra. Se ora provate a visitare siti come barbie.xxx, pepsi.xxx o apple.xxx, noterete che sono stati tutti occupati preventivamente dai brand stessi. Ed è improbabile che vengano effettivamente utilizzati.

Di fronte a questo fenomeno c’è chi non ha esitato a parlare di estorsione (per bloccare un dominio .xxx ci vogliono 200 dollari), ese si pensa al numero di nuove estensioni che popoleranno la Rete a partire dal prossimo 13 giugno questo termine non sembra nemmeno esagerato. Così, per evitare che qualche furbo decida di sfruttare la luce riflessa dei brand di Mountain View, Google ha pensato bene di fare richiesta alla ICAAN per la creazione e la gestione di specifiche estensioni  come .docs, .google e .youtube.

Google, però, non è abituato a giocare in difensiva. Così, oltre a piazzare un recinto intorno ai potenziali top level domain che potrebbero mettere in pericolo il proprio brand, ha deciso di estendere la sua campagna di annessione a domini che con i servizi di Mountain View c’entrano poco o nulla, uno su tutti: .lol.

Anche questa è una mossa comprensibile, .lol infatti si presterebbe benissimo ad essere utilizzato per siti e servizi che si occupano di intrattenimento e comicità web (a giudicare dal successo di siti come 4chan e 9gag, la comicità sul web è ben lontana dall’essere in crisi). Naturalmente, in questa nuova guerra all’ultimo dominio non è la tempistica la variabile più importante, ottenere la gestione di un’estensione web non è come registrare un dominio .com, ci vogliono soldi. Tanti soldi. Solo per fare domanda bisogna sborsare 185.000 dollari. Se ICAAN accoglie la richiesta, poi, il gestore del dominio deve sostenere spese che possono raggiungere il milione di dollari annuo.

Ma per Google i dollari non sono certo un problema, come non lo sono per Directi Group, che a quanto pare ha già fatto domanda per mettere la propria bandierina su domini come .web, .bank, .app, .online, .music, .hotel e tanti altri. Insomma, tra estorsioni e campagne di colonizzazione preventiva, la guerra dei domini si prospetta piuttosto avvincente. Preparate i pop-corn.

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