Costa concordia, la class action dei gigliesi

Tante parole, tante promesse ma nessuna iniziativa concreta per sostenere la comunità del Giglio. Gli isolani puntano il dito verso la società armatrice

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Credits: Lapresse
di Nadia Francalacci

“La Concordia? Non riusciranno mai a tirarla su. Per noi si accartoccerà e sprofonderà sotto la scogliera di granito” . Gli abitanti dell’Isola del Giglio sembrano non avere dubbi. Loro, che da quella notte del 13 gennaio scorso ne stanno osservando tutti i minimi spostamenti, ne sono quasi certi. “Nessun catastrofismo – continuano gli isolani seduti sulle panchine del porticciolo- dopo i lavori che la società Titan sta facendo in questi giorni  sullo scafo non riusciranno mai più a drizzarla”.

Il consorzio italo-americano Titan-Micoperi, proprio in queste ore, sta  lavorando  all’estrazione dello scoglio de Le Scole che si è conficcato nello scafo della Costa Concordia. In sostanza, la società sta tagliando a fette l’enorme masso la cui parte visibile è solamente un terzo della sua reale grandezza e proprio  le sollecitazioni dei macchinari utilizzati, secondo gli abitanti del Giglio, starebbero facendo scivolare, giorno dopo giorno, la Concordia  verso il fondo del mare.

“ Si vede benissimo anche ad occhio nudo- continua Giovanni- basta fissare la prua che ormai  è  completamente sprofondata. Noi siamo preoccupati, adesso più che mai. E non vogliamo pensare alle mareggiate che ci potrebbero essere in questi mesi”

“Spesso tentiamo di parlare con gli operai delle due società per cercare di capire che cosa sta accadendo al gigante che si sta lentamente arrugginendo e accartocciando – proseguono- ma nessuno di loro parla. Nessuna parola, nessun commento. E in noi, sale la paura”.

Già, la paura che ovviamente si somma ai danni che l’isola e i suoi abitanti hanno subìto e subiranno nei prossimi mesi fino all’epilogo finale di tutta la vicenda.

Non a caso la popolazione del Giglio ha pianificato in un incontro pubblico che si è svolto la scorsa settimana, le modalità per partecipare al processo penale sul naufragio della Costa Concordia e chiedere un congruo risarcimento. E al processo, non si presenterà solamente il Comune ma anche singoli cittadini, commercianti e operatori turistici. Perché?

''L'incontro e' stato molto costruttivo e ci ha permesso di rispondere a tutti i dubbi e alle domande dei cittadini - ha spiegato il sindaco del Giglio,  Sergio Ortelli - ponendo l'accento sull'importanza del riconoscimento del Comune quale parte offesa, sin dalle fasi istruttorie e preliminari”.

Poi prosegue:“I cittadini sono stati anche informati dagli avvocati sullo stato dei contatti già intercorsi con i legali della compagnia armatrice e degli assicuratori, nonché in merito ai possibili titoli al risarcimento del danno cui il Comune potrebbe avere diritto''.

Ma nel corso dibattito non sono mancate accuse nei confronti della società armatrice, la Costa Crociere. Alcuni cittadini hanno espresso perplessità sull'insufficiente attuazione da parte della compagnia armatrice delle iniziative concrete per sostenere la comunità e l'economia locale dopo il 13 gennaio. Si sono lamentati della sua latitanza.

In sostanza, tante belle parole sparate ai quattro venti nell'immediato della tragedia ma nella realtà pochi fatti. Anzi, niente.  '' Si tratta di un aspetto molto delicato - ha detto Ortelli - su cui ho manifestato la mia piena disponibilità a fornire tramite i legali del Comune anche un coordinamento delle iniziative che potrebbero essere assunte proprio dai singoli operatori economici e dai cittadini''.

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