Ecco servito il menù tossico del Belpaese

Alimenti scaduti o contraffatti. Il 38% delle aziende agroalimentari italiane per i Nas sono irregolari.

Ecco servito il menù tossico del Belpaese Ecco servito il menù tossico del Belpaese
Credits: Andrea D'Errico/LaPresse

di Nadia Francalacci

Una bottiglia di olio di semi, un pizzico di clorofilla magrebina e un cucchiaino di betacarotene spagnolo. Et voilà, la truffa era servita.

Come per magia, un pessimo e scadente olio di semi miscelato con gli ingredienti provenienti dalla Spagna e dal Maghreb, si trasformava in un “extravergine” d’olia di altissima qualità, pronto per essere commercializzato a prezzi concorrenziali tra i consumatori italiani: ristoratori, famiglie e grossisti.

La truffa è stata scoperta dai Carabinieri del Nas di Firenze che hanno sequestrato all’interno di due aziende olearie della Toscana e dell’entroterra laziale, ben 2.500 litri di olio non tracciato, oltre 5 mila litri già sapientemente “ritoccati” quasi una tonnellata di clorofilla e 4 barattoli di betacarotene spagnolo  che i 17 imprenditori denunciati, utilizzavano  per produrre l’ extravergine contraffatto.

I sequestri di prodotti abilmente manomessi o “totalmente inventati” che sono stati effettuati dai militari del Nas solamente nei primi mesi di quest’anno, purtroppo  riescono a far passare la fame  anche ai buongustai.

Il menù tossico “salta” dai legumi  ai dolciumi, dai prosciutti ai formaggi, dal pane alla coppa fino ad arrivare all’acqua. I carabinieri hanno sequestrato in poco più di 90 giorni, 2.800 tonnellate di alimenti pericolosi per la salute pubblica il cui valore supera i 10 milioni di euro.

Persino l’acqua è stata oggetto di sequestro. E’ accaduto in Calabria solo poche settimane fa, con  un acquedotto fantasma che riforniva decine di comuni e centinaia di famiglie tra Vibo Valentia e Catanzaro. I cittadini pagavano l’acqua potabile all’amministrazione comunale, che in realtà potabile non lo era. Infatti, i carabinieri hanno riscontrato che l’invaso che conteneva l’acqua era non solo in pessime condizioni igieniche ma anche sprovvisto di serbatoi, sorgenti, pozzi e partitori che sono necessari proprio per la potabilizzazione.  

A Perugia invece, si sono “inventati” i legumi di Indicazione Geografica Tipica che di umbro non avevano niente, neppure il contenitore. L’autorità giudiziaria ha sequestrato 120 tonnellate tra fagioli, lenticchie, orzo, farro e ceci che erano stati coltivati nel Nord Italia e persino all’estero.Durante le indagini sono stati individuati, solamente in provincia di Perugia, due stabilimenti per la lavorazione dei cereali  che confezionavano e commercializzavano non solo i legumi “importati”  ma anche  marci e invasi da parassiti.

La situazione non è stata migliore a Parma dove sottosequestro sono finite oltre 637 tonnellate di prosciutto crudo.   In uno stabilimento  in provincia di Modena, i carabinieri hanno messo i sigilli a ben 91 mila prosciutti in parte freschi e in parte già stagionati, tutti provenienti dalla Germania, Olanda e Belgio sui quali non erano state effettuate le verifiche sanitarie. Insomma, nessuno era in grado di stabilire da quale allevamento provenissero o se il bestiame  fosse stato affetto da qualche malattia.

Dal prosciutto ai formaggi. A Palermo, invece, è toccato a caciocavallo, pecorino e ricotta fresca e stagionata. Che cosa “non funzionava” nella produzione di latticini siciliani?

Tutto quel ben di Dio veniva prodotto con siero di latte in polvere vietato per la produzione di  formaggi. Ma non è tutto. Sono state sequestrate anche tonnellate di latte bovino “fresco”  che di fresco aveva solo la dicitura perché in realtà era conservato e per di più in pessime condizioni.  

Ma un pranzo a base di tali prelibatezze come può concludersi? Ovviamente, con i dolci contraffatti.

A Torino, solamente a nel periodo di carnevale sono state sequestrate oltre 3 tonnellate di bugie, per un valore di oltre 22 mila euro; a Treviso, invece, è toccato a 2.800 confezioni di “crostoli”, dolcetti tipici locali; a Salerno, i sigilli  sono scattati ad uno stabilimento che produceva tonnellate di cornetti e dolcetti secchi di pasticceria.

Purtroppo nel Belpaese, rinomato in tutto il Mondo per le sue specialità culinarie e per i prodotti agroalimentari Doc, il 38% delle attività del comparto agroalimentare sono risultate irregolari alle ispezioni effettuate dai carabinieri del Nas tra gennaio e fine marzo.

E quali sarebbero le irregolarità riscontrate? La maggior parte delle aziende non rispetta le norme igienico-sanitarie e utilizzano merce avariata o contraffatta.

“Il consumatore deve essere tranquillizzato sulla tempestività dell’intervento dei militari - spiega il colonnello Antonio Concezio Amoroso, comandante nazionale dei carabinieri del Nas-  ma allo stesso tempo deve continuare ad esercitare il consapevole controllo su ciò che acquista e a leggere attentamente le etichette”.        

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