Costa Concordia: lo scandalo delle certificazioni inesistenti

Quasi un terzo dell'equipaggio e personale di bordo non era in regola

Costa Concordia: lo scandalo delle certificazioni inesistenti Costa Concordia: lo scandalo delle certificazioni inesistenti
Credits: Lapresse

di Nadia Francalacci

A bordo dei giganti del mare tutto brilla e luccica ma la sicurezza non sempre c'è. Lo scintillio di suppellettili e opere d’arte, in realtà nasconde una carenza a dir poco inquietante. E la perizia sulla Costa Concordia lo dimostra mettendo, tutto, nero su bianco.

Sicuramente ci sarà anche qualche eccezione ma l’impermeabilità ai dati e ai controlli sul personale e sulla manutenzione che viene effettuata a bordo di queste navi, certamente inducono a qualche riflessione in più.  

A leggere, pagina dopo pagina, la perizia depositata qualche giorno fa presso il Tribunale di Grosseto, vengono i brividi. E senza esagerare.

Panorama.it ha preso in esame “solo” la formazione e le qualifiche dell’equipaggio imbarcato sulla Costa Concordia.

Iniziamo con l’analizzare il personale destinato a svolgere gli incarichi d’emergenza.  

Risultano essere stati 16 i membri dell’equipaggio imbarcati sulla Concordia con incarichi di emergenza. Peccato però che il loro incarico fosse previsto solo sulla carta perché a nessuno di loro è mai stata “somministrata la familiarizzazione  prevista dalla normativa internazionale Solas”. Ciò sta a significare che questo personale aveva l’esperienza pratica, né più né meno, di un panificatore in  crociera con moglie e figli che prima di salire a bordo aveva sfogliato un opuscolo con i disegnini di come com’è fatta una nave .

Non solo. Costa Crociere o come viene citata nella perizia "la società di gestione" ha inserito questo personale nel “Ruolo d’appello” senza che fossero in possesso dei requisiti prescritti.

La perizia dice: “...deve essere assegnato (il membro dell’equipaggio ndr) al proprio incarico, in conformità della specifica certificazione posseduta”.

Ma quali erano le certificazioni che dovevano per legge possedere i membri della Costa Concordia?

“L’assegnazione allo svolgimento di incarichi di emergenza e quella per il personale responsabile della conduzione dei mezzi di salvataggio”.

Niente da fare. Neanche in questo caso si ha notizia dei corsi prescritti, svolti dal personale, per fornire assistenza ai passeggeri, è scritto in perizia, e ovviamente nessuno dell’equipaggio ha mai frequentato il “corso di addestramento di gestione della folla“. Purtroppo lo abbiamo notato dalle immagini satellitari e quelle estrapolate dai vari telefonini.

Ma entriamo ancor più nel dettaglio.

L’equipaggio a bordo della Costa Concordia era composto da 77 unità destinate alla coperta; 58 unità destinate alla macchina; 888 unità destinate ai servizi complementari di bordo. E anche in questo caso non mancano le sorprese.

Delle 77 persone imbarcate con compiti da svolgere in coperta, ben 20 non erano in regola perché avevano certificazioni scadute e mai rinnovate da oltre 5 anni. Certificazioni e abilitazioni scadute da oltre un quinquennio anche per 14 dei 58 membri destinati alla sala macchina.

Ma è adesso che possono cominciare a salire i brividi sulla schiena: del personale destinato ai servizi di bordo, per capirci all’hotel, ben 234 membri  non erano abilitati, insomma non dovevano essere lì, perché avevano le certificazioni scadute da anni e anni. Ma non è finita.

Costa Crociere ha imbarcato ben 47 persone senza che questi avessero effettuato neanche il “Basic Training”. La maggior parte, musicisti e artisti che si esibivano nelle serate.

Insomma, dalla perizia, trapela un’allegra e al quanto disordinata gestione  del personale di bordo.

Su un totale di 1023, i membri dell’equipaggio che non avevano i requisiti in regola per essere imbarcati secondo le normative vigenti su una nave da crociera, erano 331, praticamente quasi un terzo.

Non pochi, se si considera che la loro preparazione diventa fondamentale proprio nei momenti di emergenza. E  considerando poi che anche quelli preparati, possono in situazioni di criticità, diventare totalmente incapaci di svolgere il proprio ruolo o le mansioni per le quali sono (o dovrebbero) essere addestrati. Certo è, che se la maggior parte dei passeggeri la notte del 13 gennaio scorso, si è salvata, non lo si deve certamente all’impegno sul campo e al coordinamento del comandante Schettino così come degli ufficiali in plancia, bensì all’equipaggio. Senza parte dell’equipaggio e anche di molti passeggeri attivi e volenterosi, sicuramente i morti sarebbero stati molti di più che non, i già troppi, 32.          

Ma se qualcuno non ha ancora sentito salire il brivido freddo, adesso può stare sicuro che ne proverà la spiacevole sensazione. “Il personale assegnato alla conduzione dei mezzi di salvataggio deve essere in possesso del certificato MAMS”, ricorda la perizia. E sulla Babele di Costa Concordia come è stata interpretata questa normativa?

Le imbarcazioni di salvataggio della Concordia erano 26.  Delle 52 persone assegnate a questo compito, 35 erano in regola, 12 avevano in tasca certificazioni e attestati scaduti e ben 5 non avevano nessuna certificazione. In sostanza 5 persone che possono salvare la vita di centinaia di passeggeri non sapevano che cosa fare. La loro preparazione nella conduzione delle scialuppe era pari, con tutto rispetto, a quella che poteva avere un operaio dell’altoforno delle acciaierie.

Ma non è finita. La ciliegina sulla torta, evidenziata in neretto sulla perizia, è che l’armatore non aveva neanche previsto, neppure sulla carta, per ben due lance, la numero 25 e la 26, il personale in grado di azionare il motore e gestire le piccole avarie e riparazioni.

Ma la gestione un "po' caotica" del personale a bordo della Concordia non è mica finita. Nossignori.

Delle 48 persone che dovevano essere in grado di manovrare le zattere, ben 31 erano senza alcuna abilitazione/certificazione  Mams, per 4 era scaduta, e solamente 13 sapevano quello che dovevano fare.

La zattera 34, era stata completamente dimenticata dalla  compagnia di navigazione, ovvero, non avevano previsto neanche il personale.

Davanti a questi numeri a  queste carenze che intaccano in modo evidente la sicurezza di migliaia di passeggeri, viene immediata una domanda: ma la “situazione equipaggio” a bordo delle altre navi da crociera della flotta Costa Crociere è identica alla situazione che vi era a bordo della Costa Concordia?

Oppure si è trattato solamente di un caso isolato e di una “concomitanza” di eventi e personaggi sbagliati?

Ma oltre a Costa Crociere vi sono anche autorità marittime che avrebbero dovuto controllare la regolarità delle certificazioni. Quest’ultime hanno  vigilato? Oppure le Autorità preposte hanno omesso, fatto ancor più grave, di controllare? E i risultati delle ultime ispezioni effettuate sulle certificazioni e abilitazioni del personale a quando risalgono?  

Purtroppo senza questo naufragio, nessuno sarebbe mai venuto a conoscenza, nonostante i dubbi e le perplessità che potevano comunque sorgere su questi paesoni galleggianti, della carenza di attenzione e vigilanza che è stata impiegata sul personale imbarcato.

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