Militari e guardie private anche sui mercantili italiani

Governo e Parlamento si sono impegnati ad approvare in tempi brevi una legge che consenta agli armatori di difendere i mercantili dai pirati somali

Militari e guardie private anche sui mercantili italiani Militari e guardie private anche sui mercantili italiani

Gianandrea Gaiani

Finalmente qualcosa sembra muoversi anche in Italia sul fronte della sicurezza delle navi commerciali minacciate dai pirati somali. Ci sono volute due navi catturate nell'Oceano Indiano e un’altra sfuggita per miracolo all’arrembaggio dei criminali del mare somali perché le istituzioni si impegnassero ad accelerare i tempi per approvare una legge che consenta agli armatori di imbarcare sui cargo team di fanti di Marina del reggimento San Marco o, in alternativa, guardie private armate.

Il 4 maggio un incontro che si è tenuto a Montecitorio alla presenza del sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga, di parlamentari di maggioranza e opposizione e dei rappresentanti di Esercito e Marina, ha portato alla messa a punto di un decreto legge governativo o di una nuova proposta di legge bipartisan da rendere operativi entro la fine di maggio. Un’iniziativa chiesta ormai da anni dall'associazione degli armatori (Confitarma) che lamenta l’immobilismo della politica testimoniato dai quattro disegni di legge che si sono arenati in Parlamento mentre il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si era opposto all’imbarco dei militari sui mercantili per non porli sotto l’autorità di un comandante civile.

L’emergenza, dettata dai sequestri della Savina Caylyn e della Rosalia D’Amato, dall’attacco fallito alla Ital Glamour il 6 maggio (più i recenti arrembaggi alla cisterna Domina e al cargo Alessandra Bottiglieri nei pressi delle coste di Nigeria e Benin), sembra aver indotto la politica a superare le divisioni per fornire una risposta adeguata alla sfida posta dai pirati somali, finora rimasti impuniti anche a causa delle regole d’ingaggio adottate dalle flotte internazionali, blande al limite del ridicolo.

L'imbarco di militari o di security contractor sarà a carico degli armatori che bilanceranno però queste spese riducendo gli elevati costi assicurativi o quelli determinasti dalla navigazione su rotte più lunghe ma meno esposte ai pirati tenuto conto che quattro mercantili italiani attraversano ogni giorno l'Oceano Indiano.

Restano ancora da chiarire i dettagli e le regole d’ingaggio assegnate a militari e guardie private ma l’efficacia del provvedimento (se verrà davvero approvato in tempi rapidi) pare già dimostrata dal fatto che nessun mercantile protetto da professionisti della sicurezza ben armati è stato mai catturato dai pirati i quali hanno subito severe perdite nei tentativi di arrembaggio a queste navi .

Nel 2010 le bande somale hanno incassato in riscatti 238 milioni di dollari secondo le stime della società bresciana specializzata in analisi dei rischi Drm (Dual Risk Management ). Negli ultimi cinque anni le richieste di riscatto dei pirati somali sono aumentati trentasei volte: da una media di 150mila dollari nel 2005 a 5,4 milioni dollari nel 2010. Il riscatto più alto è stato pagato per il rilascio della petroliera sudcoreana Samho Dream : 9,5 milioni di dollari.

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Gianandrea Gaiani ha seguito le missioni militari italiane degli ultimi 20 anni. Dirige Analisi Difesa , collabora con i quotidiani Il Sole 24 Ore, Il Foglio e Libero ed è opinionista di Radio Capital e numerosi programmi RAI. Ha scritto "Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane

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