Governo, buona la prima. Piace (molto) a tutti, tranne che al Pd

Le misure su rifiuti, sicurezza e questioni economiche assunte a Napoli creano un problema ai vertici del Pd (e a quelli dell'Udc). La sensazione è che i dirigenti del loft siano rimasti spiazzati dalla velocità decisionista di Berlusconi. A differenza della base che, ragionando con la testa e con il portafoglio, invece apprezza le linee dell'esecutivo. Di questo passo, non si ricomporrà mai la frattura di aprile tra elettori e sinistra

Governo, buona la prima. Piace (molto) a tutti, tranne che al Pd Governo, buona la prima. Piace (molto) a tutti, tranne che al Pd
di Renzo Rosati

 

La prima reazione dei dirigenti del Pd alle misure economiche varate a Napoli dal governo è stata: "deludenti". Saranno anche deludenti l'abolizione dell'Ici, la detassazione degli straordinari e la riduzione delle rate dei mutui, ma gli elettori (quelli di sinistra compresi) dimostrano di apprezzarli. E non poco. Repubblica.it ha online un sondaggio d'opinione – rappresentativo quindi di tutto l'elettorato – dal quale risulta un gradimento semiplebiscitario per la maggior parte dei primi provvedimenti governativi: l'abolizione dell'Ici piace per esempio all'87 per cento del campione, la riduzione d'imposta sugli straordinari al 73. Ammettendo che poco meno della metà di chi ha partecipato al sondaggio abbia votato per il Pd, l'Udc o per l'Arcobaleno, e ipotizzando che tutti quelli che hanno votato per Pdl o Lega si sia dichiarato entusiasta, abbiamo comunque la maggioranza della base elettorale dell'opposizione che approva l'azione del governo. Almeno per ora.

Tutto ciò, è evidente, crea un problema ai vertici del Pd, così come a quelli dell'Udc. La sensazione è che i dirigenti del loft veltroniano siano rimasti spiazzati dalla velocità decisionista mostrata a Napoli dall'esecutivo. Addirittura una delle misure, qualle sui mutui, non era neppure stata annunciata (difatti non è nel sondaggio): un coniglio estratto dal cilindro di Giulio Tremonti. Lo spiazzamento, a sua volta, rischia di aprire una frattura tra vertici e base. Quest'ultima apprezza, ragionando con la testa e con il portafoglio. I vertici contestano in nome della politica.

Ma dove li porta questa ragion politica a tutti i costi? La gente, specie quando si parla di sicurezza e di soldi, ha la memoria lunga. Tutti ricordano le norme inattuale del pacchetto-sicurezza di Giuliano Amato , per l'opposizione dei Verdi e di Rifondazione. E chi ha a che fare con un mutuo sa benissimo quanto la pur lodevole liberalizzazione tentata da Bersani tra 2006 e 2007 sia rimasta sulla carta. Per mesi dell'attuazione pratica di quella "lenzuolata" discussero banche e associazione dei consumatori, con il governo Prodi che nel frattempo si era chiamato fuori, ritenendo di aver già fatto la sua parte.

Stavolta è bastato che Tremonti puntasse alla tempia delle banche la pistola fiscale per indurre gli istituti di credito a più miti consigli. I maligni potrebbero argomentare che Prodi e Bersani non potevano fare ciò che ha fatto Tremonti oggi, viste le dichiarate simpatie dei maggiori banchieri italiani per l'Ulivo, per lo stesso Prodi e per Veltroni. Di certo c'è che le banche italiane hanno realizzato nel 2007 utili per oltre 8 miliardi di euro, ed il centrodestra sapeva dove andare a bussare (stesso discorso per i petrolieri).

In questa situazione molti illustri economisti di riferimento del Pd o dell'area liberal della sinistra rischiano di complicare ulteriormente le cose: Francesco Giavazzi difende l'Ici come strumento di "libertà, democrazia e federalismo", Tito Boeri paventa che la detassazione degli straordinari provochi una massiccia evasione fiscale. Si tratta, come dire, di argomenti quanto meno un po' snob ed elitari. Così come le continue lamentazioni sul pacchetto sicurezza, sui rom, sugli immigrati ("L'eguaglianza calpestata" è il titolo dell'editoriale di Stefano Rodotà su Repubblica), quasi che l'Italia fosse diventata la Germania di Himmler.

È fin troppo evidente che tra classe dirigente, élite intellettuale e base della sinistra si sta aprendo una frattura seria. Probabilmente la luna di miele di Berlusconi non durerà, non almeno in questi termini: i decreti e le leggi annunciati ieri devono diventare norme dello Stato. E successivamente l'esecutivo dovrà occuparsi di infrastrutture, energia , scuola, dipendenti pubblici, il tutto in un contesto internazionale difficile.

Ma se questo vale per il governo, vale anche per l'opposizione. Definire deludenti misure che bene o male fanno risparmiare qualche centinaia di euro alla gente normale non è un buon inizio. Si dice spesso che il mestiere di oppositori e più facile di quello di governanti: pare che il Pd (e anche l'Udc) cerchino di renderselo difficile.

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