Le sacrosante parole di Buffon

Giusta l'ira del calciatore esposto alla gogna mediatica

Le sacrosante parole di Buffon Le sacrosante parole di Buffon

di Maurizio Tortorella

Davvero brutta la storia capitata a Gianluigi “Gigi” Buffon. Brutta, ma istruttiva: e significativa di quello cui si è ridotta la giustizia italiana. Mercoledì 30 maggio, Buffon aveva definito “vergognoso” che quanto emerge dalle inchieste si sappia prima che lo conoscano gli interessati e che i contenuti di un colloquio con un pm restino segreti per 10 secondi. Ci voleva un campione del calcio che si scopre (per fortuna!) campione anche di garantismo, per pronunciare parole coraggiose. Ebbene, puntuale come una freccia avvelenata, ecco che 24 ore dopo dalla procura di Torino esce l’informativa della Guardia di finanza (che risale al 13 giugno 2011) dalla quale si deduce che lo stesso Buffon sia uno scommettitore abituale, in avrebbe effettuato scommesse per oltre 1 milione e mezzo di euro.

Buffon ha risposto così ieri, in una conferenza stampa. La citazione è lunga, ma merita di essere riportata per intero perché è lo sfogo di un uomo sottoposto alla gogna con una tempistica sospetta, quasi sicuramente solo a causa della sua presa di posizione sulle indagini sul calcio-scommesse e sul tipo di trattamento riservato dai mass media: “Con i miei soldi” ha dichiarato Buffon “posso comprare orologi, terreni, oppure darli a un amico. Ci faccio ciò che voglio, anche se sembra che in Italia non sia così. Vorrà dire che la prossima volta vi dirò ciò che faccio e vi annuncerò ogni spesa che affronterò. Io non devo spiegare niente. Non devo chiarire nulla perché è tutto chiaro. Era una notizia morta e sepolta, che ieri è resuscitata: evidentemente faceva piacere a qualcuno. Non sono indagato, non devo parlare con nessuno, non devo giustificare niente. Ieri sera non ero arrabbiato, solo molto amareggiato. Non ho fatto niente di male: è tutto talmente chiaro e limpido che non so di cosa mi devo preoccupare. Tutto è stato fatto all'interno delle regole. Se con i miei soldi voglio comprare degli orologi preziosi, se voglio aiutare un amico a comprare dei terreni o a farsi una casa, credo che posso farlo, no? Non devo chiedere il permesso a nessuno. Sono limpido... Mi è dispiaciuto solo che si speculi sulla pelle delle persone. Penso proprio di potermelo permettere di essere amareggiato. La tempistica? Me lo dovevo aspettare. Sono io che me la sono cercata: quando dico certe cose, me ne assumo la responsabilità. Ma certe cose non mi sono mai piaciute, e continuano a non piacermi".

Sacrosanto.

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