Tumori: nel mondo un caso su sei è ancora dovuto alle infezioni

Uno studio epidemiologico appena pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet Oncology fa il punto sul rapporto tra infezioni e cancro nel mondo. Vaccini e buone pratiche potrebbero alleggerire di molto il peso rappresentato dai tumori a livello globale.

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Difendersi dalla infezioni

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di Marta Buonadonna

Oltre al fattore genetico, la familiarità, tra le cause più note dei tumori conosciamo il fumo, l'obesità e l'esposizione a sostanze inquinanti come l'amianto e il radon. Ma rientrano tra le principali cause di tumore anche e infezioni da virus e batteri. Per capire con precisione quale peso abbiano sul totale dei casi di tumore un team di studiosi ha analizzato i dati epidemiologici riferiti al 2008 e riassunto i risultati in un articolo appena pubblicato su The Lancet Oncology. Quello che è emerso ha lasciato sorpresi perfino gli autori. Su 12,7 milioni di casi di tumore registrati nel 2008 il 16,1% è risultato attribuibile ad agenti infettivi. Quindi circa 2 milioni di nuovi casi erano dovuti a infezioni.

La differenza tra i paesi poveri e quelli sviluppati è notevole, perché si passa da una media del 23% di tumori dovuti a infezioni nelle zone povere del mondo al 7,4% nei paesi occidentali. In particolare il picco si registra nell'Africa Subsahariana dove addirittura un terzo dei casi di cancro dipende da infezioni virali o batteriche. Al polo opposto troviamo Australia e Nuova Zelanda che hanno invece una percentuale bassissima di casi (3,3%).

Quali sono i bateri e i virus sotto accusa? Nelle donne il cancro della cervice uterina totalizza circa la metà dei casi di cancro dovuti a infezione (da Papilloma virus). Mentre tra gli uomini i tumori più spesso legati a malattie infettive sono quelli del fegato e dello stomaco (dovuti a helicobacter pilori, virus dell'epatite B e dell'epatite C).

Nel sottolineare l'importanza che la prevenzione delle infezioni riveste nella prevenzione del cancro, gli autori dell'articolo, tra i quali l'epidemiologa italiana Silvia Franceschi, suggeriscono che l'applicazione dei sistemi di salute pubblica esistenti per la prevenzione delle infezioni, come vaccini, iniezioni sicure, trattamenti antimicrobici, può fare la differenza e alleggerire di molto il peso della malattia cancro nel mondo in futuro.

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