Starbucks e il rosso a base di cocciniglia tritata

Starbucks e il rosso a base di cocciniglia tritata Starbucks e il rosso a base di cocciniglia tritata

di Redazione
starbucks

Un colorante a base di cocciniglia, e negli Stati Uniti è subito scandalo. Nei giorni scorsi la catena di negozi Starbucks ha dichiarato che sospenderà l'utilizzo di un colorante usato per il suo famoso "frappuccino" alla fragola. Che, appunto, è a base di cocciniglia. Una notizia di fronte alla quale gli schizzinosi storcono la bocca. Ma siete sicuri di non aver mai assaggiato la cocciniglia anche voi?

cocciniglia

Il colorante rosso nell'industria alimentare, noto come E 120, è contenuto in molte bevande analcoliche, in diversi cibi di produzione industriale e in celebri bevande alcoliche indispensabili per ottenere cocktail di un bel rosso brillante. Per  un chilo di colorante servono almeno 100 mila insetti, che vengono schiacciati perché è proprio dal loro guscio che si ricava la molecola rossa. I primi allevamenti intensivi di cocciniglia erano soprattutto in Messico e in Sudamerica, ora sono estesi. Utilizzata nell'industria alimentare soprattutto per evitare l'uso di coloranti chimici e sintetici, la cocciniglia può, in rari casi, provocare problemi di allergia, soprattutto nei bambini.

(Foto Zyance, Wikimedia)

Però per quanto colorato resta, a tutti gli effetti, un animale. E così Starbucks è finito nell'occhio del ciclone degli animalisti per non aver dichiarato ingredienti di origine animale (nessuna denuncia però, l'E 120 è un colorante approvato dalla Food and drugs administration). E probabilmentegli animalisti non sono gli unici ad avere motivo di protestare: per gli ebrei i cibi che contengono E 120 sono vietati, in quanto non considerati Kosher, e anche i musulmani, se informati, se ne terrebbero alla larga (impossibile che le coccinelle siano sottoposte alla macellazione rituale).

Allora, siete ancora sicuri di non aver mai mangiato cocciniglia?

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