Trovato il pianeta gemello della Terra

Orbita intorno ad Alfa Centauri B, è simile al nostro pianeta e dista solo 4 anni luce: una scoperta straordinaria

Trovato il pianeta gemello della Terra Trovato il pianeta gemello della Terra

di Angelo Piemontese

"Viviamo tempi davvero emozionanti!“ Così ha esordito l’astronomo Xavier Dumusque annunciando l’ultima straordinaria scoperta effettuata all'Osservatorio di La Silla
dell'ESO in Cile. Ed ha proprio ragione, perché è stato trovato il primo pianeta simile alla Terra che orbita una stella quasi uguale al Sole e nel sistema stellare più vicino a noi, cioè intorno ad Alfa Centauri B, distante solo quattro anni luce.
Allora finalmente ci siamo: abbiamo individuato un pianeta simile al nostro e potenzialmente contattabile con segnali radio in tempi relativamente brevi. Resta da capire se può essere abitabile e ospitare la vita. Innanzitutto bisogna precisare che si trova intorno a una stella tripla: Alfa Centauri B orbita in modo molto stretto la sua compagna Alfa Centauri A, tanto che anche con un binocolo si percepiscono come un unico astro, e a loro volta ruotano attorno a Proxima Centauri, formalmente la stella più vicina al sole.

Un osservatore sul suolo di questo esopianeta vedrebbe quindi due soli come il nostro e uno più debole e sempre rossastro. Per scovare il pianeta, che non ha ancora un nome ufficiale, il team di Dumusque ha impiegato quattro anni, utlizzando lo strumento Harps applicato al telescopio di 3,6 metri dell’Eso. In tal modo gli astronomi hanno visto che Alfa Centauri B si avvicina e allontana periodicamente da noi. Questo piccolo movimento, è causato dall’attrazione gravitazionale dell’esopianeta, che rivela così la sua presenza. La velocità degli spostamenti della stella è appena di due chilometri all’ora, paragonabile cioè a quella di una persona che passeggia!

Con questa straordinaria risoluzione, mai ottenuta da alcun altro strumento, gli astrofisici hanno dedotto e ricavato le caratteristiche del pianeta. La sua massa è di poco superiore a quella terrestre e orbita la sua stella madre in 2,3 giorni ad una distanza venticinque volte inferiore la distanza Terra-Sole. “Anche se le caratteristiche indicano che non può esserci vita quale noi la conosciamo, data l’elevata temperatura dovuta alla vicinanza con l’astro, la nostra scoperta rappresenta una pietra miliare nella caccia agli esopianeti“ precisa Dumusque.

“Adesso abbiamo gli strumenti e le potenzialità tecniche per localizzare un gemello della Terra nei sistemi stellari nelle vicinanze del Sole“. È vero: sono tempi davvero straordinari per la scienza.

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