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Panorama   Archivio   Sciopero delle bollicine?

MINERALI FUORI LEGGE

Sciopero delle bollicine?

  14/9/2003

In Italia il mercato delle acque minerali è in crescita costante. Nel 2002 sono stati prodotti 10,7 mld di litri, per un valore di oltre 3 mld di euro. Ma Adiconsum minaccia il Ministero della Salute: più informazioni su quali marche risulterebbero illegali o boicotteremo

Più informazioni sulle acque minerali in commercio o a settembre scatterà il boicottaggio. A lanciare l'aut aut è Paolo Landi, presidente di Adiconsum. Su 98 aziende esaminate dal ministero della Salute solo 12 sono risultate in regola.

"Abbiamo chiesto al Ministro informazioni su quali marche risulterebbero illegali. Se non otterremo notizie, inviteremo i consumatori a usare solo acqua di rubinetto". In Italia il mercato delle acque minerali è in crescita costante. Nel 2002 sono stati prodotti 10,7 mld di litri, per un valore di oltre 3 mld di euro.

AFFARI CON LE BOLLICINE
Un business, quello delle acque minerali, che gode di buona salute. Dati alla mano, il consumo pro-capite medio è di 173 litri l'anno, oltre 300 le acque minerali in vendita.
L'Italia dal 1990 è il primo produttore di acqua minerale naturale. Le esportazioni nel 2002 hanno raggiunto i 1,08 mld di litri, con un incremento del 21% rispetto al 2001.
Per il 2003, rileva l'indagine di Adiconsum, è previsto un balzo della produzione di oltre il 10 per cento. Conteggiando anche l'aumento dei prezzi in corso, i profitti delle aziende secondo l'associazione
dovrebbero lievitare del 15-20 per cento.

Dopo le indagini avviate a metà gennaio dalla procura di Torino, il Ministro della Salute a metà giugno ha diffidato ottantasei marche. Le aziende dovevano fornire, entro sessanta giorni, certificazioni con analisi conformi alla normativa, pena la sospensione del loro riconoscimento.

Il provvedimento non aveva incontrato il favore di molte associazioni dei consumatori. L'Intesa dei consumatori per esempio chiedeva il sequestro delle marche sotto accusa dagli scaffali dei commercianti.
Alla vigilia della scadenza del termine, Elio Lannutti dell'Adusbef conferma la posizione delle quattro associazioni e chiede di sapere quali sono le marche fuori legge. Rincara anche Adiconsum, reclamando "chiarezza, affinchè si sappia quali sono le acque non conformi e quali quelle sicure".

Al Ministro l'associazione chiede di "predisporre prelievi diretti alla fonte da parte dei Nas, analisi di laboratorio in base a parametri più recenti" e "di rendere pubblico l'elenco delle aziende fuorilegge precisando se le violazioni siano di natura formale o sostanziale, e quindi se possano comportare rischi per la salute pubblica".
Alle aziende Adiconsum suggerisce "l'aggiornamento periodico di un sito internet attraverso il quale fornire a tutti i cittadini dati completi sull'analisi delle acque".

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