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Panorama   Archivio   Il grasso: calamità del ventunesimo secolo

OBESITA' - UN PESO ANCHE ECONOMICO

Il grasso: calamità del ventunesimo secolo

Matteo Durante  21/5/2004

La dura messa in guardia viene dal commissario europeo per la sanità David Byrne. Il 20-30% degli europei è in sovrappeso, il 4% sono bambini

Scordatevi Aids, Tbc, tumori ai polmoni...
La vera bestia nera degli europei è il grasso. E a dirlo sono le statistiche, che hanno allarmato la Commisione Europea tanto da convincere il presidente Prodi a chiedere al commissario per la sanità David Byrne di mettere in piedi, in tempi rapidi e con precise modalità (manco fosse in gioco l'invio di una task force in Iraq), una vera e propria campagna, dietro allo slogan. "Alt all'obesità".

A spingere la Commissione ad agire sono questi numeri: tra il 20 e il 30% degli europei è in sovrappeso o soffre di obesità, ed il 4% sono bambini.
In mancanza di interventi decisivi, "nei prossimi 5-10 anni nell' Ue, l'obesità raggiungerà il livello che si riscontra oggi negli Usa, dove un terzo della popolazione è obeso e un terzo in sovrappeso".
Ora, non è la preoccupazione "ideologica" che gli europei vadano sempre più somigliando agli americani ad aver indotto Byrne alla battaglia contro il grasso.
Una vera e propria controffensiva, per esempio, la sta potando avanti da anni anche l'Oms (l'Organizzazione mondiale della sanità), che da Ginevra parla dell'obesià come di uno dei problemi di salute pubblica più visibile e tuttavia ancora trascurato. Nel mondo circa 300 milioni di individui sono obesi.

SITUAZIONE ITALIANA
Byrne teme che il fenomeno diventi "la calamità del 21/o secolo come il tabacco lo è stato per il 20/o".
La nutrizione è da tempo tra le preoccupazioni di Bruxelles, ma anche dell'Italia, dove il mionistro Sirchia, tirandosi addosso le ire di ristoratori, cuochi e buongustai, ha nei mesi scorsi lanciato campagne di sensibilizzazione per modificare gli stili di vita (meno fumo, meno alcol, più movimento) e per mettere al bando le porzioni "extralarge" al ristorante.
Gli italiani che non superano la prova della bilancia sono 16 milioni, con un aumento drastico dell'obesità, del 25%.
Secondo i dati pubblicati dall'Istituto superiore di sanità e dall'Istat sono circa il 4% dei bambini ad essere obesi e il 20% in sovrappeso.
Il problema interessa soprattutto la fascia di età tra i sei e i 13 anni, e i maschi più delle femmine. La regione con il più alto numero di bambini obesi è la Campania (36%), mentre il numero più basso è in Valle d'Aosta (14,3%).

CAMBIARE STILE DI VITA
In gioco, in effetti, è tutto il sistema di regole di vita (e non solo quelle legate alla dieta) degli occidentali europei: quella che è ormai considerata un'epidemia della società del benessere, è causata da cattivi stili di vita come la sedentarietà, ma anche dal livello di istruzione e dalle risorse economiche della famiglia.
Dal prossimo giugno si concluderanno i lavori del gruppo di esperti nominati dal ministro per la Salute Girolamo Sirchia, che hanno avuto come mandato di stabilire le nuove indicazioni nutrizionali per valorizzare la dieta mediterranea.
Si tratta di un'operazione culturale per spiegare agli italiani quale è la misura giusta del mangiar bene e quali sono i grassi pericolosi per la salute da sopprimere.
E anche se, per cultura e gusto, gli italiani sono notevolemte più disciplinati a tavola rispetto agli americani, il ministro Sirchia non ha escluso il ricorso, in futuro, a provvedimenti drastici.
"Contro l'obesità - ha detto - si finirà per ricorrere alle maniere forti
, come ha fatto il congresso Usa che, dopo ripetuti richiami, ha aumentato le tasse sui prodotti fortemente calorici".

PESO ECONOMICO
Tasse e balzelli su merendine, noccioline, snacks, hamburger, patatine...
Non è più soltanto questione di peso o di calorie, allora. Il Commissario Byrne mette infatti anche in guardia sui costi sanitari imputabili all'obesità "che nei paesi occidentali sono stimati dal 2 all'8%".
Un costo che rischia di salire, dato che, come ha evidenziato la Conferenza sull'obesità svoltasi a Copenaghen nel settembre 2002, la sua incidenza è aumentata in Europa nell'ultima decade dal 10 al 50% secondo i paesi.
Il Regno Unito si situa ad uno stadio più avanzato nell'evoluzione verso l'obesità, ma i britannici sembrano decisi a cambiare abitudini e negli ultimi dati pubblicati in questi giorni si registra un forte calo nelle vendite di cioccolata e caramelle.
L'Europa intanto si prepara a portare un nuovo contributo nella lotta all'obesità creando per il 2005 l'eurodieta, con la messa al bando dei messaggi fuorvianti sulle etichette.

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