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CLIMA DEL PASSATO - SIMULAZIONI AL COMPUTER RAFFORZANO UN'IPOTESI SUGGESTIVA
Diluvio universale? Fu nel Mar Nero
L'alluvione biblica ebbe origine in quello che allora era un enorme lago d'acqua dolce. Settemila anni fa circa fu invaso dai mari e straripò, facendo fuggire le popolazioni.
di Luca Sciortino
19/11/2004
URL: http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001028012
C'è una storia ricorrente nei miti di molte culture. È la vicenda di un grande diluvio che sommerse la Terra e da cui si salvarono pochi uomini retti.
«Le acque del diluvio vennero sulla Terra (...) tutte le fonti del grande abisso eruppero e le cateratte del cielo si aprirono. Piovve sulla Terra quaranta giorni e quaranta notti»: così nella Genesi a proposito di Noè che, avvertito da Dio dell'imminente diluvio universale, costruì una grande arca in cui salirono anche i figli e animali di ogni specie.
Un mito greco racconta di Deucalione e sua moglie Pirra che scamparono al diluvio voluto da Zeus per distruggere la razza umana.
E nell'epica babilonese ritroviamo le storia di Utnapishtim che sopravvisse a un diluvio mandato dagli dei.
Ma ci fu davvero, in tempi immemorabili, un'alluvione di proporzioni inimmaginabili?

Certo sembra che qualcosa di straordinario sia accaduto, dato che molte culture tramandano storie simili e almeno fino al Seicento i più interpretavano i fossili ritrovati sulle montagne come testimonianza del diluvio biblico.
Alla fine degli anni 90 due geologi americani, William Ryan e Walter Pittman, autori del libro Noah's flood, portarono molti elementi a sostegno di un'ipotesi suggestiva: fino a 12 mila anni fa il bacino dell'attuale Mar Nero era occupato da un enorme lago di acqua dolce, diviso dal Mare di Marmara e dal Mediterraneo da una striscia di terra; lo sciogliersi dei ghiacciai, alla fine dell'era glaciale, provocò un innalzamento dei mari che irruppero (circa 7 mila anni fa) nel bacino del Mar Nero, alzando il livello del lago di almeno cento metri e provocando piogge torrenziali.
Ma davvero il mare si riversò sul lago catastroficamente? O fu un processo lento e graduale che scavò l'attuale Stretto del Bosforo? Queste domande rimanevano ancora aperte.

A fornire una risposta provvede ora Mark Siddal, oceanografo dell'Università di Berna, che su Nature scrive: «Anziché chiedermi quando è avvenuto l'evento e quale sia stato l'impatto sulle popolazioni, ho cercato di capire come poteva apparire un fatto simile a un osservatore sulla riva del Bosforo».
Siddal ha effettuato complicate simulazioni al computer e, ipotizzando diverse velocità iniziali per il flusso dell'acqua, ha dedotto i differenti effetti geologici sul territorio.
«Se l'acqua fosse entrata nel bacino gradualmente, allora la forza di Coriolis, effetto della rotazione terrestre sui corpi in movimento, avrebbe spinto l'acqua in una determinata direzione», dice.
D'altra parte, le simulazioni hanno mostrato che su un flusso rapidissimo, provocato da un sisma o dal cedimento improvviso di una striscia di terra che faceva da diga, l'effetto della forza di Coriolis sarebbe stato trascurabile: l'acqua sarebbe stata libera di espandersi ovunque.
È questo, secondo Siddal, lo scenario più probabile.

Molte le conferme: la scoperta di un canale sommerso alla bocca dello stretto nel Mar Nero, forse scavato dalla forza della corrente; le stesse caratteristiche del fondale in cui si alternano colline di sabbia lunghe molti chilometri, conseguenza di impetuose correnti, di sedimenti sottomarini. Secondo i calcoli, furono 60 mila al secondo i metri cubi di acqua che si riversarono sul bacino, 20 volte il flusso delle cascate del Niagara. Ci vollero però 33 anni, e non 40 giorni come dice la Bibbia, perché il Mar Nero raggiungesse il livello del Mar di Marmara.

Per le popolazioni che vivevano sulle rive di quell'antico lago, che via via diveniva un mare, ci fu tutto il tempo per fuggire e migrare.
Negli occhi le immagini delle piogge e degli allagamenti, forse tramandate di padre in figlio fino a divenire miti.
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