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Panorama   Archivio   Per amore si può impazzire davvero

LA CHIMICA DEL PIACERE

Per amore si può impazzire davvero

  1/6/2005

Quando ci innamoriamo, dentro di noi si scatena una vera e propria tempesta di molecole. Si attivano cioè due zone cerebrali collegate all'energia e all'euforia. Che vanno in tilt se si è lasciati

Finché è rimasta relegata sulle pagine dei romanzi (prevalentemente rosa) o sugli schermi del cinema, l'idea che l'amore potesse trasformarsi in qualcosa di simile alla follia non è mai stata molto presa in considerazione: appunto, roba da romantici creduloni.
Anche se poi tutti, la vicinanza tra il sentimento e la malattia, l'hanno, almeno un avolta evocata, con espressioni d'uso comune: "sono pazzo di te".

E forse non a caso. Anzi, oggi non è più solo un caso: per la prima volta, gli studiosi hanno "fotografato" cosa succede nel cervello quando si scatena quella tempesta emotiva che un tempo portava a stare ore e ore sotto la finestra dell'amata, e oggi spinge in modo quasi compulsivo a fare telefonate e a mandare messaggini.

Un cervello nel pieno dell'innamoramento iniziale è infatti quasi "malato", anzi meglio "drogato": le prime "foto" scattate con la "risonanza magnetica funzionale" della materia grigia di studenti americani che nelle ultime settimane avevano perso la testa per un nuovo compagno/a hanno rivelato importanti similitudini biologiche tra le reazioni dei neuroni al desiderio ad esempio di cocaina come a quello dell'amato bene.

Ma l'inusuale studio pubblicato sul Journal of Neurophysiology rivela anche che il "cadere in amore" (tomber en amour, per i francesi; fall in love, per gli anglosassoni) provoca reazioni neurologiche del tutto diverse dal desiderio sessuale: innamorarsi insomma - concludono gli scienziati dell'Albert Einstein college of medicine di New York e della State university di New York che hanno condotto i test - è una "necessità biologica differente da quella dell'attrazione sessuale". Il suo "profilo" mentale - secondo il rapporto - assomiglia alla fame, alla sete, alla necessita' di stupefacenti quando i drogati cercano di disintossicarsi. Attaccamento profondo, affetto, amore per l'altro, i sentimenti insomma che si instaurano dopo la "follia" della scintilla iniziale provocano difatti reazioni in aree diverse del cervello.

I cervelli di una ventina di studenti di college sono stati analizzati con la risonanza magnetica mentre venivano mostrate loro foto della ragazza o del ragazzo di cui si erano appena innamorati: gli studiosi hanno cosi' osservato nei volontari l'attivazione della'area chiamata "nucleus caudate".
Si tratta di una zona in cui circolano ampie quantità di dopamina quando le persone sono in preda a desideri incontenibili, passioni forti o si aspettano l'arrivo di un premio.Al contrario l'area "grigia" attivata per l'attrazione fisica è nella parte opposta del cervello.

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