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NEL FIUME SCORRONO 4 CHILI DI COCAINA
Po: che fiume stupefacente!
Quanto è alto il consumo di cocaina in Italia? Quindicimila dosi al giorno, secondo i dati del ministero del Walfare, 40mila, secondo l'Istituto Mario Negri di Milano. A riverarlo sono le acque del Po. Analizzando le tracce di urina contenute nel fiume, dalla foce a Pavia, gli studiosi hanno scoperto che finisce in acqua ogni giorno l'equivalente di 4 chili di droga
4/8/2005
URL: http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001032158
Cosa scorre nelle acque del Po? Di tutto, si sa, purtroppo.
Compresi circa quattro chili di cocaina al giorno. O il loro equivalente. E questo significa che la popolazione padana "sniffa" in misura largamente superiore a quanto si credeva fino ad oggi.

CIFRE STUPEFACENTI
A fare "l'antidoping" al fiume maestro d'Italia è stato l'Istituto Mario Negri di Milano che ha cercato (e trovato) il modo di stimare il consumo di cocaina analizzando le tracce di urina di chi ne fa uso nell'acqua dei fiumi e degli scarichi delle città.
Il risultato della ricerca, che sarà pubblicata domani sulla rivista Environmental Health, è stato una sorpresa: il consumo di cocaina in Italia è decisamente più alto di quanto si pensi. Nelle acque del Po dalla foce a Pavia (dove sono stati fatti i prelievi), cioè in una zona dove vivono 5 milioni di persone, secondo l'istituto, finiscono le tracce di circa 40 mila dosi al giorno (valore all'anno più di cento milioni di euro), oltre il doppio rispetto alle 15 mila di uso stimato fra i ragazzi dal Ministero del Welfare.

Ma finora le stime sono state affidate soprattutto a interviste e non si era trovato un metodo empirico per fare valutazioni più precise, che invece hanno sperimentato Ettore Zuccato e Roberto Fanelli del dipartimento di Salute e Ambiente del Mario Negri insieme ad alcuni ricercatori dell'università dell'Insubria.

METODO EMPIRICO
"Da alcuni anni - racconta Zuccato - ci occupiamo di inquinamento ambientale da farmaci. Da qui ci è venuta l'idea di cercare anche altro con le nostre rilevazioni".
A partire dalla cocaina che ha un metabolita, la benzoilecgonina, particolarmente stabile e quindi facile da rintracciare.
"Chi fa uso di questa droga - aggiunge lo scienziato - la espelle con l'urina per il 5-6% come cocaina pura, e per il 50% come metabolita".
Quindi con degli apparecchi molto sofisticati è possibile trovarne le tracce (si parla di nanogrammi per litro) nelle acque dei fiumi o dei depuratori e calcolarne il consumo.

L'Istituto Negri, infatti, ha analizzato anche campioni degli scarichi di Varese, Cuneo, Latina e Cagliari.
La stima è che nel bacino del Po che su mille giovani fra i 15 e i 34 anni, circa 27 fanno uso di cocaina, una percentuale simile a quello di Latina (26) e ben superiore ai 17 di Cagliari, ai 14 di Varese e ai 9 di Cuneo.

L'obiettivo, ora, è di riuscire a applicare questo metodo anche a altre droghe, come l'eroina e la cannabis, di cui però si devono ancora trovare le molecole adatte all'esame.
"Vorremmo mettere insieme un vero e proprio panel - conclude Zuccato - per riuscire a monitorare in modo preciso l'uso di droghe e i cambiamenti nelle tendenze".
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